L'ex maresciallo della Guardia di Finanza si è spento dopo una lunga malattia
Claudio Apicella, ex maresciallo della Guardia di Finanza residente a Porto Santo Stefano, in provincia di Grosseto, è morto all'ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello dopo una lunga malattia. Aveva compiuto 79 anni lo scorso luglio. Le sue condizioni si erano aggravate a causa di un'infezione polmonare, sopraggiunta dopo una patologia sviluppata in seguito all'esposizione all'amianto durante il servizio. Fino agli ultimi giorni ha continuato a seguire il procedimento giudiziario avviato per ottenere il pieno risarcimento dei danni subiti. Tuttavia, il decesso è arrivato prima della conclusione definitiva della causa. La sua vicenda è diventata un punto di riferimento per molte persone colpite da malattie professionali legate all'amianto. Infatti, negli anni, Apicella ha trasformato la propria esperienza in una battaglia per il riconoscimento dei diritti delle vittime del dovere. Il suo caso ha attirato l'attenzione sul problema dell'esposizione all'amianto nelle Forze Armate e nei Corpi dello Stato. Inoltre, ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla tutela dei lavoratori che hanno contratto gravi patologie durante il servizio. La sua storia rappresenta ancora oggi un esempio di determinazione e di impegno civile.
Oltre trent'anni di servizio sulle unità navali della Guardia di Finanza
Claudio Apicella ha prestato servizio nel contingente di mare della Guardia di Finanza dal 1965 al 1998. Durante la carriera ha lavorato inizialmente come motorista e, successivamente, come direttore di macchina sulle unità navali del Corpo. In quegli anni ha operato per lungo tempo nelle sale macchine delle imbarcazioni, ambienti dove la presenza di materiali contenenti amianto era particolarmente diffusa. Proprio questa esposizione prolungata ha provocato gravi conseguenze sulla sua salute. Nel 2014 i medici gli hanno diagnosticato asbestosi e placche pleuriche, patologie strettamente correlate all'inalazione delle fibre di amianto. Da quel momento è iniziato un lungo percorso sanitario e giudiziario. Apicella ha deciso di chiedere il riconoscimento delle responsabilità legate alla sua esposizione professionale. Parallelamente, ha scelto di portare avanti una battaglia che non riguardava soltanto la propria situazione personale. Il suo obiettivo era contribuire a rafforzare la tutela di tutti coloro che, durante il servizio nelle Forze Armate, hanno sviluppato malattie riconducibili all'amianto.
I riconoscimenti ottenuti e il valore delle sentenze
Negli ultimi dieci anni Claudio Apicella è stato assistito dall'avvocato Ezio Bonanni, presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto. Grazie alle numerose azioni legali intraprese, ha ottenuto importanti riconoscimenti da parte della magistratura. La Corte di Cassazione gli ha attribuito lo status di vittima del dovere. Successivamente, anche il Consiglio di Stato ha riconosciuto il suo diritto all'equo indennizzo. Queste decisioni hanno rappresentato un passaggio significativo non solo per il suo caso, ma anche per molti altri appartenenti alle Forze Armate e ai Corpi dello Stato colpiti da patologie asbesto-correlate. Nel corso degli anni Apicella ha ottenuto benefici economici per circa 390 mila euro. Tuttavia, il procedimento relativo al risarcimento integrale dei danni non si era ancora concluso al momento della sua scomparsa. Per questo motivo, la sua vicenda continua a rappresentare uno dei casi più significativi nell'ambito delle controversie legate all'esposizione professionale all'amianto e al riconoscimento dei diritti delle vittime del dovere.
Il fenomeno dell'amianto nelle Forze Armate
Secondo l'Osservatorio Nazionale Amianto, quello di Claudio Apicella rientra tra i numerosi casi di esposizione professionale registrati all'interno delle Forze Armate. L'associazione stima che, nell'arco di diversi decenni, l'amianto abbia causato almeno 2.000 decessi nel comparto militare. Nel conteggio rientrano anche appartenenti all'Arma dei Carabinieri e altro personale equiparato alle vittime del dovere. Si tratta di una stima elaborata dall'associazione e non di una statistica ufficiale dello Stato. Tuttavia, questo dato viene spesso utilizzato come riferimento nelle attività di sensibilizzazione e nei procedimenti giudiziari riguardanti le malattie asbesto-correlate. Il tema continua a essere al centro dell'attenzione delle associazioni che si occupano di tutela delle vittime. Inoltre, numerose iniziative chiedono un maggiore riconoscimento dei diritti dei lavoratori che hanno contratto queste patologie durante il servizio.
Il ricordo dell'Osservatorio Nazionale Amianto
L'avvocato Ezio Bonanni ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa di Claudio Apicella, ricordando sia il lungo percorso giudiziario sia il rapporto umano costruito negli anni. Ha sottolineato il rammarico per la morte di un uomo che, pur avendo servito lo Stato, non ha potuto vedere concluso il procedimento relativo al pieno risarcimento dei danni. Bonanni ha inoltre confermato l'impegno dell'Osservatorio Nazionale Amianto nel proseguire le iniziative legali a tutela dei superstiti. Nel suo ricordo ha evidenziato il coraggio, la dignità e il forte senso di giustizia che hanno accompagnato Apicella durante tutta la battaglia giudiziaria. Dopo il congedo dalla Guardia di Finanza, l'ex maresciallo aveva scelto di dedicare parte del proprio tempo al volontariato. Infatti, prestava servizio presso la Misericordia di Porto Santo Stefano, continuando a mettere la propria esperienza al servizio della comunità. Anche per questo motivo, la sua figura viene ricordata non solo per l'impegno nella difesa dei diritti delle vittime dell'amianto, ma anche per la costante disponibilità verso gli altri.


