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Danno catastrofale: come ottenere il risarcimento

Il danno catastrofale indica la sofferenza spirituale e intima patita dalla vittima nell'assistere all’arrivo imminente della propria morte. Questa tipologia di pregiudizio fa parte del danno non patrimoniale, insieme al danno biologico, morale ed esistenziale.

Tutte le vittime hanno diritto al risarcimento dannipatrimoniali e non patrimoniali. Possono farne richiesta anche coloro che sono stati esposti a sostanze cancerogene, come l'amianto. Infatti, come conferma anche l'ultima monografia IARC, le fibre di asbesto, se inalate o ingerite, provocano processi infiammatori e portano all'insorgere di gravi patologie asbesto correlate.

La tutela risarcitoria è una materia molto complessa. Ne chiarisce tutti gli aspetti la pubblicazione dell’Avv. Ezio Bonanni Il danno da amianto-Profili risarcitori e tutela medico-legale“.

danno catastrofale

Che cosa significa danno catastrofale?

Secondo la recente giurisprudenza, il danno catastrofale è una forma lessicale descrittiva di danno morale di estrema intensità, in quanto riflette il senso di disperazione vissuto del soggetto in attesa consapevole della morte, evento avvertito come ineluttabile.

Infatti questo tipo di pregiudizio riguarda una voce di danno che attiene alla psiche del soggetto che, essendo cosciente nell’intervallo di tempo che va dall’evento lesivo all’evento morte, si rende conto dell’arrivo imminente dell’exitus.

Per tale ragione, è anche denominato “danno da lucida agonia”. Inoltre viene anche indicato come danno morale terminale o danno catastrofico.

Questo pregiudizio fa riferimento a un bene essenziale, la vita, tutelato a livello internazionale dall’art. 2 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dall’art. 3 della Dichiarazione universale dei diritti umani. In più trova un implicito riconoscimento nella categoria dei diritti inviolabili dall’art. 2 della Costituzione Italiana. Infine, nell’attuale impianto codicistico, assume rilevanza in termini economici, come stabilito da ex art. 2059 c.c.

La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 29492 del 2019, ha indicato i presupposti necessari al riconoscimento del danno catastrofale e sono:

  • lo stato di coscienza e la comprensione, da parte della vittima, della propria irrimediabile condizione clinica;
  • la non immediatezza del decesso in seguito alle lesioni, dovendo la vittima permanere in vita per un intervallo di tempo anche minimo, ma oggettivamente apprezzabile.

Perciò, per ottenere il risarcimento del danno catastrofale, occorre la prova della cosciente e lucida percezione dell'ineluttabilità della propria fine.

La natura morale o biologica del danno catastrofale

Il pregiudizio catastrofale è inteso come componente del danno morale e ne influisce per calcolarne il valore. Tuttavia esiste un dibattito riguardante la natura di tale danno.

Un primo orientamento lo considera, appunto, di natura morale. Infatti non vi sarebbe alcun riferimento al profilo della durata del pregiudizio, tipico del danno biologico, bensì solo all’intensità della sofferenza.

Tuttavia, un altro orientamento minoritario sostiene la natura biologica di tale pregiudizio. La particolare intensità della sofferenza patita dalla vittima in quell’intervallo temporale andrebbe a sopperire la valutazione della durata del pregiudizio e della brevità della vita residua.

Il contrasto è stato risolto dalle Sezioni Unite che hanno privilegiato la tesi della natura morale del danno catastrofale. Si è sostenuto che la sofferenza provata dalla vittima si esplicherebbe in un forte e intenso turbamento che, però, non potrebbe essere ricondotto a una patologia della psiche, requisito del danno biologico.

Danno catastrofale: come si calcola?

Il diritto al risarcimento del danno catastrofale è trasmissibile agli eredi (Cass. Civ. Sez. III Ord. n. 16592/2019; n. 3374/2015). Il pregiudizio è liquidabile dal giudice esclusivamente in via equitativa, tenendo conto dell’enormità della sofferenza psichica patita e della durata di tale sofferenza (Cass. Civ. Sez. III Ord. n. 16592/2019).

In sede di liquidazione, bisogna considerare le tabelle sull’invalidità temporanea e il giudice dovrà effettuare una valutazione personalizzata del risarcimento (Cass. Civ. Sez. III n. 3374/2015; n. 23053/2009; n. 28423/2008). Dovrà tener conto di:

  • circostanze del caso concreto;
  • entità;
  • lesione alla salute così grave da non permettere più alcun recupero.

Il periodo di tempo risarcibile per questa voce di danno è limitato ed è pari a 100 giorni. Trascorso questo periodo non sussiste più il danno terminale e torna a essere risarcibile il solo danno biologico temporaneo.

Quindi si assegnerà a ogni giorno di sofferenza una valutazione monetaria decrescente, che eguaglia il valore del danno biologico temporaneo ordinario al raggiungimento del centesimo giorno. I primi 3 giorni possono essere risarciti fino a un tetto massimo di 30.000 euro. Poi, dal quarto giorno, la liquidazione del danno sarà comunque personalizzabile fino a un aumento massimo del 50% del valore espresso dalle Tabelle del Tribunale di Milano.

Assistenza legale per tutte le vittime

L'Avv. Bonanni è il presidente dell'ONA - Osservatorio Nazionale Amianto. Insieme si occupano della tutela dei diritti di tutte le vittime.

Grazie al team di avvocati esperti è possibile ottenere una prima consulenza legale gratuita per ottenere il risarcimento danni, benefici contributivi e prestazioni assistenziali a cui si ha diritto.

Le vittime possono fare domanda per indennizzo o rendita INAIL e per il prepensionamento. Infine possono richiedere le prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto, il riconoscimento dello status di Vittima del dovere, della causa di servizio, della pensione privilegiata e dell'equo indennizzo.

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