Tumore della faringe: sintomi, causa e terapia

Il tumore alla faringe, viene classificato, come tumore della gola, al pari del tumore alla laringe e alle tonsille palatine.

Cos'è la faringe?

La faringe è un canale cilindrico muscolo-membranoso, lungo circa 15 centimetri posto tra la bocca, la cavità nasale e l’esofago.

Appartiene alle "vie aerodigestive superiori", adibite sia al passaggio dell'aria verso trachea e polmoni, sia alla deglutizione.

La faringe è articolata in tre diversi compartimenti, a partire dalla cavità nasale, scendendo verso l’esofago: la nasofaringe (o rinofaringe) l'orofaringe e l'ipofaringe (sede di separazione della via alimentare da quella respiratoria).

La classificazione dei tumori della faringe:

L'uso combinato di tabacco e alcol aumenta il rischio di sviluppare un tumore faringe. Questi due infatti, rappresentano i fattori di rischio maggiore.

Ciascuna delle tre sezioni , può sviluppare un tumore maligno. I tumori a sede nasofaringea (o rinofaringea) sono tendenzialmente carcinomi indifferenziati, frequentemente associati al virus EBV (Epstein- Barr virus).

Il più frequente è il carcinoma a cellule squamose, che si manifesta nelle mucose faringeee e talvolta è seguito da un’infezione virale del papilloma virus umano (Human Papilloma Virus, HPV).

Il restante 5 per cento dei tumori origina invece dagli altri tessuti presenti nei vari organi del distretto, per esempio: ghiandole (adenomi), tessuto muscolare o connettivale (sarcomi), o da tessuto linfatico (linfomi).

Le tonsille, appartenenti al sistema linfatico, vengono spesso colpite dai linfomi (tumori tipici di questo tipo di tessuto) che hanno un decorso e una prognosi diversa, in genere più favorevole, rispetto a quella dei tumori epiteliali.

Il tumore all'orofaringe

L'orofaringe è la parte di faringe in continuazione con la parte posteriore della bocca, e include la base della lingua, il palato molle, l'arco delle tonsille e la parte posteriore della cavità della bocca stessa.

L'orofaringe può venire intaccata da alterazioni precancerose, come:  leucoplachia (macchia bianca) e eritroplachia macchia rossa.

Queste lesioni possono facilmente mutare e trasformarsi in tumori.

Solitamente le lesioni bianche, presentano un minor rischio di cancerizzazione (intorno al 5/10 per cento) mentre quelle rosse presentano un rischio fino al 70 per cento.

L’unico esame in grado di valutare l’eventualità di una trasformazione tumorale ( displasia lieve, media o severa) ovvero la presenza di una lesione già neoplastica (carcinoma in situ, carcinoma microinvasivo) è la biopsia.

Quali sono i sintomi tumore faringe?

Spesso è difficile riconoscere i sintomi di un tumore maligno alla faringe, in quanto non sempre sono specifici, al contrario variano a seconda della sede e dell' estensione della massa tumorale.

Per tumore faringe sintomi più comuni provocati dai tumori che si sviluppano nel nasofaringe sono :

  • Difficoltà a inspirare aria dal naso;
  • Epistassi ( ovvero fuoriuscita di secrezioni e di sangue dal naso);
  • Chiusura della tuba di Eustachio (sensazione di orecchie tappate).

Questo genere di tumore dà spesso luogo a metastasi e linfonodi, da intendere come primo segno clinico di malattia.

Le neoplasie dell'orofaringe, possono dar luogo a disfagia e odinofagia, con le quali s'intende la difficoltà a deglutire causata dal dolore. Questi sono per tumore orofaringeo sintomi principali.

I tumori dell'ipofaringe, si manifestano più raramente rispetto alle tipologie sopra indicate, con sintomi quali: disfagia, alterazioni del timbro di voce, dispnea (difficoltà a respirare) e nelle forme più avanzate otalgia riflessa (dolore irradiato all'orecchio).

Queste patologie insorgono solitamente dopo i 40 anni, indicativamente verso i 64 anni di età.

Terapia: i nuovi trattamenti del cancro alla faringe

le malattie della faringe si uniformano alle terapie principali, adottate anche nei casi di tumori situati nelle altre aree corporee, ovvero: chirurgia e chemioterapia.

Gli interventi chirurgici, consentono di mantenere le funzioni vocali, respiratorie e la deglutizione. Solo nei casi più gravi, è necessario procedere con l'asportazione di tutto l'organo e dei linfonodi circostanti. Allo stadio iniziale è possibile praticare l'asportazione mediante il laser.

Nella maggior parte dei casi, tuttavia, si ricorre alla radioterapia, cui associare eventuale chemioterapia concomitante (cioè di potenziamento della radioterapia), negli stadi più avanzati della malattia.

Nel caso di tumori nasofaringei, per ampliare le possibilità di guarigione, viene presa in considerazione anche l’opzione di chemioterapia prima o dopo rispetto alla chemioradioterapia.

L'introduzione di farmaci innovativi

Negli ultimi anni affianco alla chemioterapia standard, sono entrati in vigore alcuni farmaci biologici, volti a contrastare il recettore fattore della crescita epidermica. Ciò contrasta lo sviluppo del cancro faringe.

Uno dei farmaci, chiamato cetuximab agisce andando a contrastare la crescita e la proliferazione delle molecole tumorali, contribuendo a ridurne le dimensioni e aumentando le aspettative di vita. Viene adoperato nei pazienti portatori di malattie che controindicano la chemioterapia, o non rispondono agli altri trattamenti, in quanto è più tollerabile dall'organismo.

L'immunoterapia a contrasto della recidività

Un'altra categoria recente di farmaci, agisce invece come anticorpo antitumorale in modo specifico nelle aree colpite dalla malattia. Lo scopo, è quello di aiutare il sistema immunitario, a ripristinare la propria funzione difensiva.

Per contrastare la recidività della malattia, sono stati recentemente introdotti dei farmaci innovativi, che agiscono in modo mirato,come anticorpi antitumorali verso la sede del tumore. L’obiettivo è di riattivare il sistema immunitario a difendersi contro il tumore stesso.

Questi farmaci (es. nivolumab) fanno parte della categoria di terapie chiamata immunoterapia.

Il tumore alla faringe negli studi IARC

The Working Group examined 16 cohort studies of asbestos and cancer of the pharynx. Some of these studies  examined  all  cancers  of the lips, oral cavity, and pharynx. Others restricted their examination to the pharynx itself. Two studies examined only cancers of the hypopharynx. The main findings are summa- rized in the following paragraphs.

  • Selikof f & Seidman (1991) observed an SMR for cancer of the oropharynx of 2.18 (95%CI: 1.62–2.91) among a cohort of 17800 male asbestos insulation workers across the USA and Canada. This is the cohort study with the largest number of deaths from pharyngeal cancer, a total of 48 deaths;
  • Piolatto et al.  (1990)  observed  an  SMR  for cancer of the oropharynx of 2.31 (95%CI:0.85–5.02; based on six deaths) in a cohort of 1058 asbestos miners in northern Italy exposed to chrysotile asbestos. No association was seen in this cohort between duration of occupational exposure to asbestos and risk of cancer of the pharynx;
  • Reid et al. (2004) observed an SMR for cancer of the pharynx of 1.88 (95%CI: 1.15–3.07; based on 16 deaths) in a cohort of 5685 crocidolite asbestos miners and millers in Western Australia;
  • Sluis-Cremer et al. (1992) observed an SMR for cancer of the lip, oral cavity and pharynx of 2.14 (95%CI: 1.03–3.94; based on 10  deaths) in a cohort of 7317 male asbestos miners in South Africa, some exposed to crocidolite and others to amosite. Cancer of the pharynx was defined in this population as cancer of the lip, oral cavity or pharynx. There was no excess mortality for cancer of the pharynx in the subcohort of amosite asbestos miners (SMR, 0.42; 95%CI: 0.00–1.97), but in the subcohort of crocidolite asbestos miners, the SMR for cancer of the pharynx was 2.94 (95%CI: 1.16–6.18);
  • Pira et al. (2005) observed an SMR for cancer fo the pharynx of 2.26 (95%CI: 0.90–4.65; based on seven deaths) in a cohort of 1996 workers in the asbestos textiles industry in Italy;
  • Other cohort studies of populations occupa- tionally exposed to asbestos in a range of indus- tries contained only small numbers of deaths from cancer of the pharynx (most < 10 deaths), were generally non-positive in their findings, and reported little evidence for dose–response relationships.

Case–control studies

Case–control studies examining the asso- ciation between asbestos exposure and cancer  of the pharynx have two advantages over cohort studies:they are able to collect more cases of this rel- atively uncommon malignancy; and they are able to adjust for alcohol and tobacco consumption, the two most common causesof cancer of the pharynx in developed and developing countries.

The present review included six case–control studies. Four of them adjusted for alcohol and tobacco consumption. The main findings are summarized in the following paragraphs.

  • Marchand et al. (2000) carried out a hospital- based, case–control study of 206 cases of cancer of the hypopharynx and 305 controls in France, and found a relative risk of 1.80 (95%CI: 1.08– 2.99) in the 161 of their cases ever exposed to asbestos, adjusted for exposure to tobacco and alcohol.
  • Berrino et al. (2003) conducted a multicentre, case–control study of cancer of the hypopharynx in Europe, and found an odds ratio (OR) for “probable” exposure to asbestos of 1.8 (95%CI: 0.6–5.0). This study was restricted to analyses of cancers of the hypopharynx. For cases with “possible” exposure to asbestos, the odds ratio was 1.80 (95%CI: 0.90–3.90). These odds ratios were adjusted for exposure to tobacco and alcohol.
  • Zheng et al. (1992) conducted a popula- tion-based, case–control study of cancer of the pharynx in Shanghai, the People’s Republic of China, with 204 incident cancer cases and 414 controls. The relative risk for asbestos exposure was 1.81 (95%CI: 0.91–3.60). Cigarette smoking and alcohol consumption were observed to be positively associated with cancer fo the pharynx. By contrast, increasing intake of certain fruits and vegetables, notably oranges, tangerines and Chinese white radishes, appeared to be associated with a reduced risk for cancer of the pharynx.

Meta-analyses

The IOM (2006) conducted a meta-analysis of the published cohort studies examining the association between asbestos exposure and cancer of the pharynx. The IOM noted that the findings of the cohort studies were consistently positive. They calculated that the “estimated aggregated relative risk of cancer of the pharynxfrom any exposure to asbestos was 1.44 (95%CI: 1.04–2.00). “The IOM noted that few studies had evaluated dose–response trends, and that there was no indication of higher risks associated with more extreme exposures.”

The IOM also conducted a meta-analysis of the case–control studies examining the associa- tion between asbestos exposure and cancer of the pharynx. The IOM reported the summary rela- tive risk for cancer of the pharynx in people with “any” exposure to asbestos compared to people with no exposure to be 1.5 (95%CI: 1.1–1.7). The IOM observed that the studies were inconsistent, and that there was little evidence for a dose– response relationship.

Assistenza e tutela legale del tumore alla faringe

I pazienti affetti dal tumore alla faringe causato dall’amianto, nel caso in cui l’esposizione sia di tipo lavorativo, hanno diritto ad una rendita INAIL, prepensionamento, e altre rendite aggiuntive.

Agenti Causali (D.M. 09/04/2008 E 10/06/2014)Riferimenti e lavorazioni D.M. 09/04/2008Periodo Max Ind.  Lista  Codice
Asbesto (1)Ind. n.57 b) Lavorazioni che espongono all’azione di fibre di asbesto.IllimitatoLISTA II.6.03
Asbesto (2)n.pIllimitatoLISTA IIII.6.03.
Erionite (3)Ind. n. 58 b) Estrazione e utilizzazione dell’ErioniteIllimitatoLISTA II.6.10.

Il tumore della faringe, è inserito nella LISTA II, Gruppo 6, Codice I.6.03 delle patologie asbesto correlate, delle quali non si presume l'origine professionale e quindi la prova deve essere fornita dal lavoratore.

Le patologie amianto correlate della LISTA II così come quelle inserite nella LISTA III, sono riconosciute se il lavoratore malato è nelle condizioni di dimostrare il nesso causale malattia-esposizione amianto.

Procedura per ottenere la rendita INAIL

Il primo passo da compiere ai fini dell’assistenza legale, è quello di provare a ricostruire il proprio percorso lavorativo, allegando tutta la documentazione disponibile a riguardo:

  • libretto di lavoro;
  • copia delle buste paga;
  • fotografie che mostrano le attività di lavoro all'interno dei siti contaminati;
  • piani di lavoro di rimozione amianto e le relazioni di cui all'art. 9, L. 257/92;
  • copia del documento di valutazione del rischio;
  • documenti attestanti la presenza di amianto nel sito lavorativo.

Documentazione sanitaria

Successivamente si procede col richiedere una visita medica , presentando :

  • esami tecnico strumentali;
  • certificazioni mediche;
  • cartelle cliniche.

La domanda di riconoscimento della malattia professionale

La persona che ha contratto faringe tumore, in conseguenza all'esposizione ad asbesto, ha il diritto di chiedere il riconoscimento della malattia professionale.

Per questa ragione, il primo passo da compiere è quello di recarsi da un medico del lavoro, figura adibita, in questo caso, a verificare gli incarichi lavorativi svolti .

Sulla base di questa verifica, procederà poi con la stesura del certificato di riconoscimento della malattia professionale, seguendo il modello 5SSbis previsto dall'INAIl, che farà pervenire in via telematica all'Istituto Previdenziale.

La risposta dell'INAIL

L'INAIL a sua volta provvederà ad interpellare sulla questione la CO.N.T.A.R.P ( Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione centrale) che ha il compito di analizzare i rischi della presenza amianto sul luogo di lavoro, redigendo un' apposita relazione.

Nel momento in cui la C.O.N.T.A.R.P. attesti effettivamente il contatto con l'asbesto, la malattia professionale viene ufficialmente riconosciuta, così come gli indennizzi annessi:

  • Rendita INAIL: prevista nel caso in cui la patologia venga riconosciuta a partire dal 16%, nei casi in cui la percentuale sia inferiore (dal 6% al 15%) è previsto invece un indennizzo INAIL.
  • Fondo Vittime Amianto : previsto per tutti coloro che entrando a contatto con il sopracitato minerale, ne siano stati danneggiati.

Come comportarsi in caso di rigetto

Nella possibilità in cui Il procedimento amministrativo, dia luogo ad un responso negativo, si può effettuare un ricorso amministrativo ai sensi dell'art. 104 del D.P.R. n. 1124/65, con richiesta di "riesame" del provvedimento.

Il ricorso può essere proposto anche nel caso in cui vi sia un'evidente sottovalutazione dell'effettivo danno biologico in relazione al grado dell'infermità causata dalla malattia professionale.

Il riesame della domanda amministrativa

Per dimostrare la correlazione tra amianto e patologia contratta, nei casi di rigetto è necessario sottoporsi a visita collegiale da parte dell'INAIL.

Questa particolare visita, ha luogo alla presenza di un un team di medici, che possiedono il compito di riesaminare la documentazione medica dell'assistito.

Questo passaggio è necessario a determinare l'accoglimento o meno della domanda di riconoscimento della malattia professionale, nel caso in cui ci sia una sottovalutazione della lesione riportata in correlazione alla patologia.

Tutela legale nei casi di sottovalutazione del danno

L'emissione del secondo provvedimento amministrativo, da parte dell'INAIL, comporta la conclusione del procedimento.

E' facoltà dell'assistito decidere di proseguire nella tutela dei propri diritti, oppure rinunciare.

Nella prima ipotesi, sia la vittima, che i familiari superstiti in caso di decesso( coniuge, figli minorenni, disabili e maggiorenni universitari fino a 26 anni, studenti scuola secondaria 1° grado fino ai 21) possono fare ricorso presso il Giudice del Lavoro.

La valutazione operata dal Giudice del Lavoro

Il Giudice svolge l'incarico di valutare le prove che gli vengono presentate, in particolare quella testimoniale e la consulenza tecnica.

Prove necessarie a dimostrare il nesso causale tra le fibre di amianto nella sede lavorativa, e la patologia contratta, in quanto solo questa conferma consente all'assistito di accedere ai benefici contributivi amianto.

In caso di rigetto, o accoglimento parziale, sarà possibile impugnare la sentenza dinanzi la Corte di Appello competente.

Come ottenere l'accredito dei benefici contributivi

I benefici contributivi sono maggiorazioni contributive Inps,  che consentono l'accesso anticipato al pensionamento e con un importo maggiorato.

Per poterne usufruire, è necessario aver ottenuto in precedenza, il riconoscimento della malattia professionale, anche con percentuali inferiori al 6%.

In seguito, si può presentare presso l'INPS competente sul territorio, la domanda di accreditamento dei benefici contributivi per esposizione ad amianto.

La richiesta per maggiorazioni amianto

L'assistito per procedere alla riorganizzazione della sua posizione previdenziale e contributiva, deve fare domanda all'INPS, corredandola della certificazione INAIL (art.13, co.7, L.257/92) e di quella lavorativa.

Si può presentare domanda, anche nel caso in cui l'INAIL non abbia rilasciato la certificazione di esposizione, per richiedere l'accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto.

I vantaggi delle maggiorazioni contributive

Tali maggiorazioni, consentono a chi è ancora in attività lavorativa, di ottenere il prepensionamento del 50% sul periodo di esposizione. Ad esempio: se l'esposizione è durata 10 anni, gli anni di pensione anticipata corrisponderanno a 5.

Per coloro che invece, si trovano già in pensione, è previsto un ricalcolo delle rate pensionistiche con il coefficiente 1.5.

Per esempio, se si ha lavorato per 20 anni di cui 12 anni in esposizione ad asbesto, il periodo utile ai fini del diritto alla pensione sarà di 26 anni (12 x 1,5 + 8 anni). Non è richiesta una soglia minima di esposizione, nè il periodo ultradecennale, diversamente rispetto ai benefici amianto.

I casi di rigetto e la condanna dell'INPS

La domanda amministrativa, per accedere ai benefici contributivi, può venire respinta anche mediante il meccanismo del silenzio (una volta maturato per il periodo di 120 giorni, dal deposito della domanda).

In questo caso, l'avente diritto può rivolgersi al Comitato Provinciale INPS, come previsto dall'art. 443 c.p.c.

Qualora il ricorso venga respinto anche dal Comitato, si può ricorrere al Giudice del Lavoro affinchè l'INPS, debba necessariamente erogare le maggiorazioni contributive ( art. 442 c.p.c.).

La documentazione necessaria al ricorso giudiziario

Il ricorso può essere effettuato, presentando questi documenti:

  • documentazione medica legata alla malattia;
  • foto e documenti comprovanti la presenza amianto sul posto di lavoro;
  • eventuale certificazione INAIL esposizione amianto;
  • possibilmente testimoni in grado di riferire sulle condizioni di rischio sul posto di lavoro;
  • libretto di lavoro e buste paga;

I risultati dell'impegno legale: pensione inabilità amianto

L'avv. Ezio Bonanni, ha svolto un ruolo centrale nella difesa dei lavoratori malati di patologie asbesto correlate, in quanto grazie al suo intervento il Parlamento ha approvato l'art.1 co.250 L.232 del 2016.

Questo articolo ha reso possibile l'accesso al pensionamento immediato, per coloro i quali sono affetti da asbestosi, tumore del polmone e mesotelioma di origine professionale.

Successivamente la norma è stata modificata per effetto della L. 58 del 2019, che attraverso l'articolo 41 bis ha esteso il numero delle malattie, per le quali si può accedere all'immediato pensionamento, introducendo i commi 250-bis e 250-ter all'art.1 della L.n.232 del 2016.

Linee guida per accedere al pensionamento immediato

La pensione di inabilità amianto consente quindi ai lavoratori in attività, che pur usufruendo dei benefici non hanno ancora maturato le condizioni per il pensionamento, di accedervi comunque.

Le linee guida che assicurano l'accesso al pensionamento sono contenute all'interno della Circolare INPS n. 34 del 09/03/2020.

Tale prestazione non è però cumulabile con l'indennizzo INAIL, e quindi se ne può beneficiare solo nel caso in cui gli anni mancanti siano di una certa rilevanza, quando si è al di sotto dell'indennizzabilità ( Corte di Cassazione, Sez. Lav. Sentenza n.30438/2018.

La tutela giuridica del Fondo Vittime Amianto

Il Fondo Vittime Amianto, nasce allo scopo di offrire una tutela legale, anche nei casi in cui l'esposizione ad amianto non sia di tipo lavorativo, bensì ambientale.

Scopri come accedervi:

Il risarcimento danni per carcinoma faringeo

Il rilascio del riconoscimento di malattia professionale da parte dell'INAIL, consente a coloro i quali hanno contratto una patologia asbesto correlata, di agire legalmente nei confronti del datore di lavoro.

Si può infatti chiedere il risarcimento del " danno differenziale", ovvero della differenza tra danni totali subiti, e il danno biologico dell'indennizzo INAIL.

I danni subiti non sono solo di carattere patrimoniale, ma anche legati all'integrità psicofisica, morale ed esistenziale.

Il risarcimento dei familiari

Qualora si verifichi il decesso della vittima di patologia asbesto correlata, i famigliari hanno diritto a venire risarciti.

Subiscono infatti danni iure proprio, consistenti: nell'esposizione domestica all'agente cancerogeno, nella modifica delle abitudini di vita, nella lesione del vincolo parentale e affettivo, e nello shock dovuto alla morte del proprio caro.

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