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Esposizione al Piombo e danni alla salute: assistenza legale

L'esposizione al piombo causa gravi danni alla salute a causa dell'elevata tossicità di questa sostanza. Il piombo è un metallo pesante che secondo l'OMS, insieme ad arsenico e mercurio, è una delle sostanze tossiche più pericolose a cui ci si può trovare esposti.

In questa guida esploreremo tutto riguardo al piombo: la sua definizione, come viene utilizzato e dove. Esamineremo anche le categorie professionali a rischio e le situazioni non professionali che comportano un rischio di esposizione.

Scopriremo inoltre le misure preventive da adottare e cosa fare in caso di esposizione ambientale, soprattutto se si vive in abitazioni costruite prima del 1978.

Le persone esposte professionalmente al piombo hanno diritto al riconoscimento della malattia professionale e all'ottenimento delle prestazioni dell'INAIL. Hanno anche diritto a un completo risarcimento per i danni subiti, sia patrimoniali che non patrimoniali (come il danno biologico, morale ed esistenziale).

L'Avvocato Ezio Bonanni si occupa di assistenza legale agli esposti ad amianto e altre sostanze cancerogene e patogene, tra cui il piombo. Attraverso una richiesta di consulenza gratuita, è possibile ottenere assistenza legale, oltre a quella medica e psicologica fornita dall'ONA di cui l'Avvocato è Presidente.

Piombo: che cos'è e definizione

Il piombo (Pb) è un metallo di colore grigio chiaro, opaco, che fonde a una temperatura relativamente bassa (300-350°C). È poco solubile in acqua ed è facilmente malleabile. In passato, grazie a queste caratteristiche, era ampiamente utilizzato.

Oggi il suo utilizzo è molto ridotto, ma le possibilità di esposizione, sia nell'ambito professionale che al di fuori, sono ancora significative.

L'esposizione al piombo può avvenire attraverso tre vie: inalatoria, orale e cutanea. L'esposizione inalatoria riguarda principalmente l'esposizione professionale, sotto forma di polveri e fumi.

L'esposizione non professionale per via orale avviene spesso attraverso l'ingestione di vino e alcolici (contenenti piccole quantità di piombo derivante da tappi metallici o distillati superalcolici prodotti con saldature al piombo e recipienti in ceramica), acqua contaminata da tubature domestiche in piombo o inquinamento atmosferico (attraverso scarichi automobilistici o processi industriali).

Le vernici utilizzate prima del 1978 contenevano quantità di piombo che possono essere assunte durante l'infanzia attraverso l'ingestione e l'abitudine di mettere le mani in bocca.

L'assorbimento cutaneo è modesto e avviene tramite il contatto con vernici, polveri e materiali contenenti piombo.

Dove si trova il piombo e come viene utilizzato?

Le vernici al piombo erano comunemente utilizzate fino al 1960, in quantità minori fino agli anni '70 e sono state quasi completamente eliminate nel 1978. Di conseguenza, le vecchie abitazioni rappresentano ancora un pericolo significativo in termini di vernici al piombo. Anche il terreno circostante queste abitazioni potrebbe essere contaminato.

In passato, il piombo veniva utilizzato anche nella benzina, nelle tubature dell'acqua e in altri prodotti per la casa, come il cibo in scatola. Anche se l'uso di questo metallo è stato drasticamente ridotto, è ancora presente in alcuni prodotti e processi industriali.

Alcuni smalti per ceramica contengono piombo che può essere rilasciato soprattutto a contatto con sostanze acide (come frutta, Coca-Cola, pomodori, vino).

Batterie e altri oggetti di uso quotidiano spesso contengono piombo, così come proiettili e pesi per la pesca o per le tende.

Le situazioni a rischio di esposizione da piombo

Durante i lavori di ristrutturazione di una casa, specialmente se costruita negli anni '50, le persone possono essere esposte a una significativa quantità di piombo sotto forma di aerosol, derivato da particelle staccate o polverizzate durante la preparazione delle superfici per la ridipintura.

I bambini di età inferiore ai 6 anni sono particolarmente esposti al piombo a causa dell'abitudine di mettersi le mani in bocca e della loro facilità di assorbimento.

Gli adulti sono spesso esposti a causa del lavoro o degli hobby. Ad esempio, un genitore che lavora a contatto con il piombo può portarlo in casa attraverso i vestiti da lavoro, esponendo così i bambini al metallo.

Categorie professionali a rischio di esposizione

L'esposizione professionale può verificarsi durante la produzione e il riciclaggio di batterie, la lavorazione del bronzo, dell'ottone, del vetro, il taglio dei tubi attraverso saldature, piombature o fusione dei materiali, o lavorando con la ceramica o pigmenti.

Alcuni prodotti cosmetici etnici, prodotti vegetali e piante medicinali importate possono contenere piombo, causando epidemie di intossicazione da piombo nelle comunità di immigrati.

Tra le categorie professionali esposte ci sono coloro che:

  • Lavorano in una fonderia
  • Colorano il vetro o la ceramica con colori che contengono piombo
  • Sono elettricisti
  • Costruiscono, saldano o ristrutturano ponti e vecchie case

L'esposizione al piombo e ad altri metalli pesanti è anche legata all'uso di munizioni all'uranio impoverito. Questo metallo radioattivo e altamente denso ha un potere perforante particolarmente elevato. Durante l'esplosione, i proiettili e i bersagli colpiti rilasciano nanoparticelle di metalli pesanti, tra cui il piombo.

I militari italiani impiegati nelle guerre in Kosovo, in Libano e in Iraq e durante alcune esercitazioni hanno riportato gravi malattie correlate all'esposizione a metalli pesanti, tra cui la tra cui la Sensibilità Chimica Multipla. Citiamo brevemente il caso del Colonnello Calcagni, contaminato da 28 metalli pesanti durante le missioni svolte nei teatri di guerra in cui veniva usato l’uranio impoverito, intervenuto nel corso della quinta puntata di ONA TV.

L'importanza della prevenzione primaria, secondaria e terziaria

La prevenzione primaria è di vitale importanza. I lavoratori a rischio di esposizione al piombo devono utilizzare dispositivi di protezione personale come una maschera HEPA.

La prevenzione secondaria si basa su una dettagliata anamnesi lavorativa per una diagnosi efficace. Gli esami appropriati per rilevare la presenza di questo metallo pesante nell'organismo possono essere suggeriti non solo dai sintomi del paziente, ma anche dalla sua storia lavorativa.

Nel caso di esposizione lavorativa, entra in gioco la prevenzione terziaria che, attraverso la tutela legale dei lavoratori esposti, mira a prevenire nuove esposizioni e a garantire il giusto indennizzo e il risarcimento per le vittime di malattie professionali o cause di servizio.

Per i dipendenti sia del settore privato che del settore pubblico privatizzato, entrano in gioco le protezioni previdenziali dell'INAIL, mentre per i dipendenti delle Forze Armate, del Comparto Sicurezza e dei Vigili del Fuoco si parla di cause di servizio ed equo indennizzo.

Esposizione al piombo e impatti sulla salute dell'uomo

Quali danni può causare il piombo alla salute? L'intossicazione da piombo spesso provoca sintomi iniziali molto lievi, ma può portare a encefalopatia acuta o lesioni d'organo irreversibili, che solitamente comportano deficit cognitivi nei bambini.

Ogni individuo elimina il piombo in modo diverso. Pertanto, i test di laboratorio costituiscono solo una parte del percorso clinico nei casi di avvelenamento da piombo.

L'avvelenamento da piombo è particolarmente pericoloso per i bambini, poiché il loro cervello e altri organi sono ancora in fase di sviluppo.

Studi recenti suggeriscono che non esistono concentrazioni di piombo sicure per i bambini e che anche valori inferiori a 10 mcg/dL possono causare ritardi cognitivi in alcuni bambini.

L'intossicazione da piombo di solito è una condizione cronica e potrebbe non manifestarsi con sintomi acuti. Con o senza sintomi acuti, l'intossicazione da piombo può causare danni irreversibili nel tempo (deficit cognitivi, neuropatia periferica, insufficienza renale progressiva).

Il saturnismo, noto anche come intossicazione cronica da piombo, rappresenta la conseguenza più grave dell'esposizione a questo metallo.

Lo IARC classifica il piombo come un possibile cancerogeno del Gruppo B2. Consulta la scheda IARC per maggiori informazioni.

Saturnismo: definizione e sintomi comuni dell'intossicazione

Il saturnismo, una forma di intossicazione cronica da piombo principalmente di origine professionale, può manifestarsi in varie forme, tra cui anemia (pallorosità causata dalla riduzione dei globuli rossi), coliche intestinali (dolori addominali), ipertensione arteriosa (aumento della pressione sanguigna), alterazioni delle capacità manuali, rallentamento dei tempi di reazione, nefropatia (danno renale) e neuropatia (danno al sistema nervoso).

L'intossicazione acuta, estremamente rara oggi, può portare all'insorgenza di encefalopatia (danno cerebrale) e coma. Negli adulti esposti professionalmente, i sintomi caratteristici si sviluppano nel corso di diverse settimane o più. Questi sintomi includono cambiamenti nella personalità, mal di testa, dolore addominale e neuropatia. L'encefalopatia negli adulti è rara. Gli uomini possono manifestare perdita di libido, infertilità e disfunzione erettile.

Intossicazione acuta nei bambini e negli adulti

Nei bambini, l'intossicazione acuta si manifesta con irritabilità, riduzione dell'attenzione ed encefalopatia acuta. Dopo 1-5 giorni, si sviluppa edema cerebrale con vomito persistente e incontrollabile, andatura atassica, convulsioni, alterazione dello stato di coscienza e, infine, convulsioni refrattarie e coma. L'encefalopatia è preceduta da settimane di irritabilità e scarsa propensione al gioco.

Nei bambini, l'avvelenamento cronico causa ritardo mentale, epilessia, disturbi del comportamento aggressivi, regressione dello sviluppo, dolore addominale cronico e anemia.

Piombemia: diagnosi e sintomi di intossicazione

Il termine "piombemia" viene utilizzato per indicare l'intossicazione da piombo. I sintomi sono aspecifici e includono affaticamento, cambiamenti di umore, nausea, disturbi gastrici prolungati, mal di testa, tremori, perdita di peso, neuropatie periferiche, anemia, problemi riproduttivi, encefalopatie, perdita di memoria, apoplessia e coma.

Molti bambini non presentano sintomi fisici immediati dopo l'esposizione, ma l'esposizione può potenzialmente causare danni permanenti. Il test di esposizione al piombo dovrebbe essere effettuato nei bambini con ritardo di crescita, anemia, disturbi del sonno, perdita dell'udito o del linguaggio, deficit linguistici e di attenzione.

Soglia di esposizione: non esiste una soglia minima

Come già menzionato, non esiste una soglia al di sotto della quale l'esposizione non provochi danni. I sintomi di avvelenamento sono approssimativamente proporzionali ai livelli di piombo, ma non esistono livelli sicuri.

Il rischio di deficit cognitivi aumenta quando la piombemia (PbB) è ≥ 10 mcg/dL (≥ 0,48 mmol/L) per un periodo prolungato, sebbene la soglia possa essere anche più bassa. Altri sintomi (ad esempio, coliche addominali, stipsi, tremori, cambiamenti di umore) si manifestano quando la piombemia (PbB) supera i 50 mcg/dL (> 2,4 micromol/L).

L'encefalopatia si sviluppa quando la piombemia (PbB) supera i 100 mcg/dL (> 4,8 micromol/L).

Diagnosi di avvelenamento da piombo: come avviene?

La diagnosi di avvelenamento da piombo è spesso ritardata a causa dei sintomi aspecifici. Una diagnosi accurata si basa su un emocromo completo (che include il dosaggio degli elettroliti sierici, dell'azotemia, della creatinina sierica, della glicemia e delle piombemie), associato a raggi X addominali (per rilevare frammenti di piombo radiopachi) e, nei bambini con sospetta esposizione cronica, anche a radiografie delle ossa lunghe.

Il piombo interferisce con l'assorbimento del ferro. Pertanto, i bambini con concentrazioni elevate di piombo nel sangue dovrebbero essere testati per la carenza di ferro. La tossicità da piombo viene sospettata in caso di anemia normocitica o microcitica, specialmente se il conteggio reticolocitario è elevato o se sono presenti punti basofili sui globuli rossi; tuttavia, la sensibilità e la specificità di questi test sono limitate. La diagnosi viene confermata se la piombemia è ≥ 5 mcg/dL (0,24 micromol/L).

Il test del piombo nel sangue capillare è accurato, poco costoso e rapido. Tutti i test positivi devono essere confermati mediante la misurazione della piombemia. Il test della protoporfirina eritrocitaria (noto anche come protoporfirina di zinco o protoporfirina libera) spesso produce risultati imprecisi ed è attualmente poco utilizzato.

Esami del piombo per una diagnosi accurata della malattia

L'esame del piombo nel sangue capillare viene utilizzato per valutare la concentrazione di questo metallo nel sangue al momento del prelievo del campione. L'esame viene utilizzato come screening per l'esposizione a concentrazioni pericolose di piombo. Può anche essere prescritto per verificare l'efficacia della terapia e il calo della concentrazione di piombo nel sangue nel corso del tempo.

La concentrazione di piombo nel sangue viene monitorata nei lavoratori che sono esposti a questo metallo nell'ambiente di lavoro, al fine di valutare l'esposizione cronica e l'esposizione acuta recente (nelle ultime due settimane). È consigliabile anche sottoporre a esami i membri della famiglia, poiché il piombo può essere portato a casa dai vestiti di lavoro.

Altri esami di controllo vengono utilizzati per valutare la persistenza di una concentrazione elevata di piombo nel sangue e sono raccomandati ogni volta che la concentrazione di piombo nel sangue di un bambino supera i 10 mcg/dL (negli ultimi anni si è adottata una soglia inferiore di 5 mcg/dL).

Nei bambini con concentrazioni di piombo stabili comprese tra 15 e 19 mcg/dL (che rimangono elevate per più di tre mesi) e in quelli con un valore iniziale superiore a 20 mcg/dL, è necessario effettuare un'indagine domestica per identificare la fonte dell'esposizione al piombo.

Trattamento e cura per l'esposizione al piombo

In tutti i casi di esposizione al piombo, è necessario seguire trattamenti specifici.

Se le radiografie addominali rivelano la presenza di residui di piombo, viene eseguita l'irrigazione intestinale con soluzioni elettrolitiche di glicole polietilenico, somministrate a un tasso di 1-2 L/h negli adulti o 25-40 mL/kg/h nei bambini, fino a che l'eliminazione completa non sia confermata dalle radiografie di controllo.

Se la fonte di esposizione è costituita da proiettili, può essere necessaria la rimozione chirurgica. I bambini con una piombemia superiore a 70 mcg/dL (> 3,38 micromol/L) e tutti i pazienti con sintomi neurologici devono essere ricoverati in ospedale. I pazienti con encefalopatia acuta devono essere ricoverati in unità di terapia intensiva.

I farmaci chelanti (come succimero [acido meso-2,3-dimercaptosuccinico], CaNa2EDTA [calcio disodico dell'acido etilendiaminotetraacetico] e dimercaprolo [British antilewisite o BAL]) possono essere somministrati per favorire la chelazione del piombo e la formazione di composti che possono essere eliminati più facilmente.

I farmaci chelanti non devono essere somministrati a pazienti con esposizione continua al piombo, poiché la chelazione può aumentare l'assorbimento gastrointestinale del piombo. La terapia con farmaci chelanti rimuove solo quantità relativamente piccole di metallo. Se la quantità totale di piombo nel corpo è elevata, potrebbero essere necessari numerosi cicli di terapia chelante nel corso degli anni.

Come proteggersi dall’esposizione di natura extra-professionale

Se si vive in una casa costruita prima del 1978 si raccomanda di far controllare da un professionista la casa e il terreno che la circonda. Buone abitudini da tenere a mente:

  •  Passare lo straccio di frequente su pavimenti e superfici per moderare la quantità di polvere.
  • Rimuovere la polvere da tappeti e tappezzeria e usare un filtro HEPA se possibile.
  • Verificare mensilmente che non vi siano scheggiature, superfici senza rivestimento, o altre superfici danneggiate soprattutto nelle zone di finestre e portici; ripararle le ripulire accuratamente la zona per rimuovere la polvere ricca di piombo.
  • Imparare come rinnovare e riparare lavorando in modo sicuro in modo da non creare più polvere carica di piombo e ulteriore contaminazione.

Per i bambini:

  • Lavare loro le mani e i giocattoli frequentemente, in modo da ridurre la contaminazione con polvere carica di piombo.
  • Allontanarli (così come le donne in gravidanza) dalle zone contaminate da piombo e dalle zone di ristrutturazione.
  • Non lasciare che i bambini si infilino oggetti in bocca che non sono utilizzabili come giocattoli, incluse le chiavi e i gioielli.
  • Far testare i bambini ad 1 e a 2 anni d’età contattando l’ASL di riferimento.

Come proteggersi dall’esposizione di natura professionale

Se si lavora in un ambiente potenzialmente pericoloso per l’esposizione alle polveri o al fumo con piombo si raccomanda di:

  • Lavarsi le mani prima di mangiare, bere o fumare.
  • Mangiare, bere e fumare in zone che sono libere dalla polvere e dai fumi di piombo.
  • Indossare un respiratore con filtro HEPA (classe N-100), radersi la barba per ricavarne i benefici migliori.
  • Tenere i propri abiti non da lavoro in un posto pulito; cambiare vestiti e scarpe prima di lavorare con il piombo.
  • Fare immediatamente una doccia dopo aver lavorato col piombo, prima di andare a casa.
  • Lavare i vestiti da lavoro sul posto di lavoro o separatamente da quelli degli altri membri della famiglia.

Malattie correlate all’esposizione e indennizzo dell’INAIL

L’esposizione professionale provoca le seguenti malattie professionali riconosciute dall’INAIL e inserite nelle apposite tabelle stilate dall’ente assicuratore:

  • tumore dello stomaco
  • anemia
  • colica saturnina
  • encefalopatia
  • gastroduodenite
  • nefropatia
  • orletto gengivale di Burton
  • polineuropatia periferica

Esposizione al piombo e normativa di riferimento

L'esposizione al piombo e ad altri metalli pesanti come il cromo, il mercurio, il rame e lo zinco può causare patologie tumorali. Questo è quanto stabilito dal Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) 15 marzo 2010, numero 90, nell'articolo 1078 del Capo II, che riguarda i soggetti affetti da malattie o patologie tumorali a causa di particolari condizioni ambientali e operative. Questi metalli, se presenti nell'organismo umano in forma nanometrica, sono considerati responsabili dell'insorgenza di tali patologie, allo stesso modo delle radiazioni ionizzanti e non ionizzanti.

La normativa di riferimento per i militari è l'articolo 603 del Decreto legislativo 15 marzo 2010, numero 66, che riguarda il Codice dell'ordinamento militare.

L’art. 603 del Decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (Codice dell’ordinamento militare) al LIBRO TERZO Amministrazione e contabilità – Titolo III Bilancio, norme di spesa, fondi da ripartire – Capo II Norme di spesa – Sezione VI Norme di spesa in relazione al Libro VII, (Autorizzazione di spesa per indennizzi al personale italiano esposto a particolari fattori di rischio) dispone:

1. “Al fine di pervenire al riconoscimento della causa di servizio e di adeguati indennizzi al personale italiano che, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura effettuate entro e fuori i confini nazionali, abbia contratto infermita’ o patologie tumorali per le particolari condizioni ambientali od operative, al personale impiegato nei poligoni di tiro e nei siti dove vengono stoccati munizionamenti, nonche’ al personale civile italiano nei teatri operativi all’estero e nelle zone adiacenti alle basi militari sul territorio nazionale, che abbia contratto le stesse infermita’ o patologie tumorali connesse alle medesime condizioni ambientali, e’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2008-201"

Esposizione ai metalli pesanti nei militari italiani in missione

Per quanto riguarda l'esposizione a nanoparticelle nei militari in missione, il D.P.R. numero 90/2010, all'articolo 1078, definisce le missioni di qualunque natura come le attività istituzionali di servizio delle Forze armate e di polizia, svolte sia in territorio nazionale che all'estero, autorizzate dall'autorità competente e supervisionate dal dipendente. Inoltre, il teatro operativo all'estero è definito come l'area al di fuori del territorio nazionale in cui sono presenti o sono state presenti le Forze armate e di polizia italiane a causa di eventi conflittuali, comprese le missioni internazionali e di aiuto umanitario. Le condizioni ambientali o operative particolari sono quelle che comportano rischi o fatiche maggiori rispetto alle normali condizioni di servizio.

Il D.P.R. n. 90/2010 all’art. 1078 (Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare, a norma dell’articolo 14 della Legge 28 novembre 2005, n. 246) al LIBRO SETTIMO Trattamento previdenziale e per le invalidità di servizio – Titolo I Provvidenze ai soggetti esposti a particolari fattori di rischio – Capo II Soggetti che hanno contratto infermità o patologie tumorali per particolari condizioni ambientali od operative, dispone che per missioni di qualunque natura si intendono: 

a) le attività istituzionali di servizio proprie delle Forze armate e di polizia, quali che ne siano gli scopi, svolte entro e fuori del territorio nazionale, autorizzate dall’autorità gerarchicamente o funzionalmente sopra ordinata al dipendente;

b) per teatro operativo all’estero, l’area al di fuori del territorio nazionale ove, a seguito di eventi conflittuali, è stato o è ancora presente personale delle Forze armate e di polizia italiane nel quadro delle missioni internazionali e di aiuto umanitario;

d) per particolari condizioni ambientali od operative, le condizioni comunque implicanti l’esistenza o il sopravvenire di circostanze straordinarie o fatti di servizio che, anche per effetto di successivi riscontri, hanno esposto il personale militare e civile a maggiori rischi o fatiche, in rapporto alle ordinarie condizioni di svolgimento dei compiti di istituto;

e) per medesime condizioni ambientali, le condizioni comunque implicanti l’esistenza o anche il sopravvenire di circostanze straordinarie che, anche per effetto di successivi riscontri, hanno esposto il cittadino a un rischio generico aggravato”.

Chi ha diritto alla causa di servizio in caso di esposizione a UI?

Il successivo art. 1079 (Principi generali e ambito di applicazione) prevede che ai soggetti di cui al citato articolo 603 del Decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 sono corrisposte le elargizioni previste per le vittime del dovere “quando le condizioni di cui all’articolo 1078, comma l, lettere d) ed e), ivi comprese l’esposizione e l’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e la dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte da esplosione di materiale bellico, hanno costituito la causa ovvero la concausa efficiente e determinante delle infermità o patologie tumorali permanentemente invalidanti o da cui è conseguito il decesso.

Chi sono i beneficiari dell’elargizione?

2. I soggetti [beneficiari dell’elargizione] di cui al comma 1 sono:

a) il personale militare e civile italiano impiegato nelle missioni di qualunque natura;

b) il personale militare e civile italiano impiegato nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti;   

c) il personale militare e civile italiano impiegato nei teatri operativi all’estero e nelle aree di cui alle lettere a) e b);

d) i cittadini italiani operanti nei settori della cooperazione ovvero impiegati da organizzazioni non governative nell’ambito di programmi aventi luogo nei teatri operativi all’estero e nelle aree di cui alle lettere a) e b);

e) i cittadini italiani residenti nelle zone adiacenti alle basi militari sul territorio nazionale presso le quali è conservato munizionamento pesante o esplosivo e alle aree di cui alla lettera b). Per zone adiacenti si intendono quelle rientranti nella fascia di territorio della larghezza di 1,5 chilometri circostante il perimetro delle basi militari o delle aree di cui alla lettera b);

f) il coniuge, il convivente e i figli superstiti dei soggetti di cui alle lettere a), b), c), d) ed e), i genitori ovvero i fratelli conviventi e a carico qualora siano gli unici superstiti, in caso di decesso a seguito delle patologie di cui all’articolo 603 del codice”.

Importante il concetto di interdipendenza

Si evidenzia che ciò che rileva è anche il concetto di interdipendenza, in ordine alle particolari condizioni, per cui, «Il fatto che, allo stato delle conoscenze scientifiche, non sia acclarata l’effettiva valenza patogenetica dell’esposizione all’uranio impoverito non osta, dunque, al diritto alla percezione dell’indennità, che comunque spetta allorché l’istante abbia contratto un’infermità verosimilmente a causa di “particolari condizioni ambientali ed operative”, di cui “l’esposizione e l’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e la dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte da esplosione di materiale bellico” costituiscono solo un possibile aspetto» (Consiglio di Stato, II sezione, n. 5816/2021).

Metalli pesanti e tutela legale degli esposti

L’Avvocato Ezio Bonanni e l'ONA di cui è Presidente forniscono l’assistenza legale gratuita per l’ottenimento dello status di vittima del dovere e causa di servizio e di tutte le prestazioni INAIL. Difendono le vittime e i loro familiari: entrambi hanno diritto al risarcimento integrale dei danni subiti a causa dell’esposizione dannosa.

In caso di esposizione in missione a nanoparticelle è possibile ottenere la causa di servizio e lo status di vittima del dovere. L’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito che causano l’esposizione ai metalli pesanti, tra cui il piombo, dà diritto ad ottenere i benefici previsti dalla legge.

In caso di esposizione professionale dei dipendenti privati o del servizio pubblico privatizzato entrano invece in gioco le tutele dell’INAIL con il riconoscimento della malattia professionale e i dovuti benefici tra cui la rendita INAIL.

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