Appuntamento: Lunedi - Venerdi: 09–13, 15–19:30
avveziobonanni@gmail.com0773 663593

Vittime del dovere: risarcimento e tutela legale

Sono vittime del dovere tutti coloro che hanno dedicato la vita al servizio per la collettività. Tra questi anche i c.d. equiparati a vittime del dovere. Sono coloro che nello svolgimento delle loro attività di servizio sono stati esposti a sostanze cancerogene, con violazione degli obblighi di sicurezza.

L'Avvocato Ezio Bonanni, iscritto presso le Magistrature Superiori, può affermare con orgoglio di aver raggiunto importanti risultati. Grazie allo studio legale dell'avv. Ezio Bonanni, infatti, rientrano tra le vittime del dovere anche le vittime del lavoro, tra queste anche le vittime dell'amianto.

Vittime del dovere ed equiparati a vittime del dovere

Chi sono le vittime del dovere? Cosa le differenzia dagli equiparati a vittime del dovere? Qual'è la differenza con le vittime del terrorismo?

Con questa guida è possibile acquisire le informazioni necessarie per la tutela dei diritti. In più, è possibile chiedere la consulenza gratuita anche per iscritto, all'avv. Ezio Bonanni.

Consulenze legali gratuite per le vittime del dovere

numero-verde-Vittime del dovere
whatsapp-Vittime del dovere

Vittime del dovere e tutela legale

Proprio grazie all'impegno dell'avv. Ezio Bonanni si è costituita un'importante giurisprudenza per le vittime del dovere. In particolare, per i c.d. equiparati alle vittime del dovere. Tra questi ultimi, ci sono sempre coloro che hanno svolto servizio nelle Forze Armate (Marina Militare, Esercito, Aeronautica e Carabinieri).

Inoltre, l'ambito più rilevante è quello relativo al Comparto di Pubblica Sicurezza (Polizia, Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco), che svolgono attività di alto rischio. Non a caso, sono stati segnalati molti infortuni mortali tra i vigili del fuoco. Quindi, l'avv. Ezio Bonanni svolge la sua attività di assistenza e tutela legale in un ambito anche più ampio rispetto a quello dei danni da amianto.

L'Avv. Ezio Bonanni è specializzato nella tutela per il riconoscimento della causa di servizio e per la tutela delle vittime del dovere e dei relativi vittima del dovere benefici. 

Amianto in Marina Militare e riconoscimento di vittima del dovere

La Dott.ssa Renata Roffeni, orfana di vittima del dovere, assistita dall'Avv. Ezio Bonanni, durante la conferenza del 06/11/2018 organizzata dall'ONA, ha ribadito la necessità di sviluppare la ricerca scientifica sul mesotelioma, unicamente al sostegno per le vittime e per i familiari:

Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni, insieme all'ONA, ha tutelato e tutela tutti coloro che, nell'adempimento dei loro doveri, subiscono infermità o lesioni.

Tra costoro, in modo particolare, ci sono i militari in missione, tra i quali coloro che sono stati impiegati nei Balcani, in esposizione a uranio impoverito, e coloro che sono stati imbarcati nelle unità navali della Marina Militari e in generale coloro che hanno prestato servizio nelle Forze Armate (Marina Militare, Esercito, Aeronautica e vittime del dovere Carabinieri) e nel Dipartimento di Pubblica Sicurezza (Polizia, Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco).

L'asbesto provoca danno biologico e molte delle patologie asbesto correlate hanno diritto all'indennizzo / risarcimento dei danni, con il riconoscimento di vittima del dovere, con gli stessi diritti delle vittime del terrorismo e, in caso di decesso, in favore dei famigliari.

Vittime del dovere: le prestazioni previdenziali

    Il personale civile e militare delle Forze Armate e del Comparto di Pubblica Sicurezza vittima di esposizione amianto o esposizione a cancerogeni nello svolgimento di attività e missioni ha diritto, prima di tutto al riconoscimento di vittima del dovere ed equiparazione a quelle del terrorismo e della criminalità organizzata, e in più a tutte le altre ha diritto:

  • Speciale elargizione vittime del dovere
  • Assegno mensile vitalizio (€500,00 mensili)
  • Speciale assegno vitalizio (€1.033,00 mensili)
  • Incremento della retribuzione pensionabile del 7,5%, per la pensione e indennità di fine rapporto;
  • Aumento figurativo di 10 anni di contributivi  per la pensione;
  • Esenzioni dall’IRPEF;
  • Collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad altra categoria di soggetti e con preferenza a parità di titoli;
  • Borse di studio vittime del dovere esenti da imposizione fiscale
  • Esenzione dalla spesa sanitaria e farmaceutica, estesa anche ai medicinali di fascia C e anche in favore dei famigliari;
  • Assistenza psicologica a carico dello Stato;
  • Esenzione dall'imposta di bollo per tutti gli atti connessi alla liquidazione dei benefici;
  • Equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Vittime del dovere e causa di servizio

La causa di servizio è il riconoscimento della dipendenza dal servizio delle infermità o di lesioni fisiche, temporanee o permanenti, contratte a causa del servizio prestato.

I due profili si distinguono. Tant'è vero che per quanto riguarda il nesso causale, la causa di servizio è regolata dall'art. 7 DPR 461/2001, mentre lo status di vittime del dovere rileva l'art. 6 del dpr 243/2006.

Tanto è vero che ciò è ribadito dalla Corte di Cassazione VI Sez Lav., ordinanza n. 28696/2020. Quindi questa distinzione è molto importante perché il Ministero in molti casi tenta di negare le prestazioni alle vittime del dovere nel rapporto privatizzato.

Infatti, con la Legge 214/2011, che ha convertito il Decreto Legge n. 201/2011, i dipendenti pubblici sono ora assicurati con INAIL. Ne fanno eccezione i militari. Però, per esempio, i dipendenti civili del Ministero della Difesa sono assicurati INAIL.

Quindi è molto importante ribadire che anche per i dipendenti pubblici che sono assicurati INAIL, dopo l'abolizione del sistema di causa di servizio, salve rare eccezioni, rimane la tutela per le vittime del dovere. Questo è stato ribadito da SS.UU. 22753/2018, capitolo 20 che recita:

«20. Va, invece, ricordato che questa Corte (cfr. SU n. 233000/2016) ha riconosciuto la natura assistenziale dei benefici a favore delle vittime del dovere consistente in un sostegno che lo Stato offre a chi abbia subito un'infermità o la perdita di una persona cara a causa della prestazione di un servizio in favore di amministrazioni pubbliche da cui siano derivati particolari rischi. La richiamata pronuncia precisa ulteriormente che "tale diritto non rientra nello spettro di diritti e doveri che integrano il rapporto di lavoro subordinato dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Si tratta infatti di un diritto che si colloca fuori e va al di là di tale rapporto, contrattualizzato o meno che esso sia, potendo riguardare anche soggetti che con l'amministrazione non abbiano un rapporto di lavoro subordinato ma abbiano in qualsiasi modo svolto un servizio"..».

Perciò stesso, anche per coloro che non sono assoggettati alla disciplina della causa di servizio per la modifica normativa del 2011, resta la tutela di vittima del dovere, Le condizioni sono quelle dell'art. 1, co. 563 della Legge 266/2005 e comma 564, per i c.d. equiparati.

I dipendenti delle amministrazioni pubbliche appartenenti alle Forze di polizia, alle Forze armate, e delle altre amministrazioni, che hanno subito queste infermità, debbono chiedere il riconoscimento di causa di servizio.

In questo modo possono percepire l'equo indennizzo e la pensione privilegiata comparto sicurezza e per tutte le altre categorie indicate dalla legge. Questa disciplina sostituisce quella dell'INAIL.

Affinché sia riconosciuta la dipendenza da causa di servizio, è necessario che l’infermità o le lesioni derivino da fatti accaduti in servizio o per cause inerenti al servizio.

È riconosciuta la causa di servizio anche con la concausa. Se il servizio ha concorso con altri fattori o circostanze nel far insorgere infermità o lesioni e' comunque confermata la causa di servizio.

L'ONA assiste le vittime per il  riconoscimento di causa di servizio è possibile ottenere causa di servizio ed equo indennizzo con le relative prestazioni economiche.

La specificità delle norme per le vittime del dovere

Scarica gratuitamente lo schema delle prestazioni dovute agli appartenenti alle Forze Armate e al Comparto Sicurezza affetti da infermità dovute all'attività di servizio con missioni (art. 1 comma 563 L. 266/05 legge per le vittime del dovere) e il parere del Consiglio di Stato (n. 02526/200 del 01/06/2010), decisivo, con la sentenza delle SS.UU. 7761/2017, per ottenere gli stessi importi erogati alle vittime del terrorismo.

Lo studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni, con l'ONA ha assistito le vittime del lavoro e coloro che, appartenenti alle Forze Armate e al Comparto Sicurezza, hanno svolto servizio in condizioni ambientali e operative che hanno comportato l'insorgenza di infermità, che a tutti gli effetti danno diritto alle prestazioni di Vittima del Dovere, ex art. 1, lettera c, del DPR 243/2006, emanato in seguito all'art. 1 co. 563 legge 266/2005.

Le prestazioni previdenziali di vittima del dovere sono un indennizzo del maggior avere a titolo di risarcimento di tutti i danni.

In caso di decesso, le somme maturate, e i danni subiti, per l'equivalente economico, debbono esser liquidate agli eredi. I famigliari hanno diritto  anche al risarcimento dei danni iure proprio.

L’art. 20 del D.Lgs. 183/10 prevede la equiparazione a vittime del dovere di coloro che hanno contratto patologie asbesto correlate  nel corso e a causa dello svolgimento del servizio e l’incremento della spesa per benefici vittime del dovere (art. 1, comma 562, della l. 266/05) in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata (art. 13, della l. 13.08.1980 n. 466, esteso a tutti gli altri dipendenti pubblici, anche non militari, affetti da patologie asbesto correlate contratte per motivi di servizio).

Graduatoria nazionale per le vittime del Dovere

L'elenco di tutte le vittime del dovere è riportato nella relativa graduatoria nazionale delle vittime del dovere. La graduatoria delle vittime del dovere è in continuo aggiornamento e consultabile gratuitamente dal sito della Guardia di Finanza.

Equiparazione per le vittime del Dovere

Il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, con sentenza 2334/2017 del 30.08.2017, ha condannato il Ministero della Difesa a liquidare alla Dott.ssa Renata Roffeni Tiraferri quanto le era dovuto come orfana di vittima del dovere con parificazione alle vittime del terrorismo.

In base all'art. 2 L. 407/1998 "l’importo mensile di €500,00, oltre perequazioni ex lege, e lo speciale assegno vitalizio vittime del dovere, dell’importo di €1.033,00, oltre perequazioni ex lege, a decorrere dal decesso del Sig. Roffeni Tiraferri Giovanni (20.08.2013)".

Grazie all'assistenza dello studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni è stata ottenuta sia la parificazione alle vittime del terrorismo che il riconoscimento del principio in base al quale i benefici delle vittime del terrorismo le prestazioni sono dovute anche se l'orfano o la vedova non fossero fiscalmente a carico del deceduto.

L'avv. Ezio Bonanni ha sostenuto che non vi può essere discriminazione delle vittime del dovere, rispetto alle vittime del terrorismo. Sono stati promossi diversi giudizi per ottenere, in favore delle vittime del dovere, le stesse prestazioni ovvero la liquidazione degli stessi importi riconosciuti alle vittime del terrorismo: Tribunale di Cagliari, Sez. Lav. Sent n. 917/2016, impugnata dal Ministero della Difesa e confermata dalla Corte di Appello di Cagliari, Sezione Lavoro, sentenza n. 345/17.

La Suprema Corte, con le SS.UU., sentenza n. 7761/2017, aveva richiamato il principio di tendenziale equiparazione tra le diverse categorie di vittime. Successivamente con le SS.UU. 22753/2018, questo percorso normativo e giurisprudenziale ha subito un arresto. L'ONA e l'avv. Ezio Bonanni hanno quindi rivolto un appello a tutte le forze politiche perché ci sia un intervento normativo che ponga fine al contrasto giurisprudenziale.

Vittime del dovere: le prestazioni ai famigliari

Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni, insieme all'Osservatorio Nazionale Amianto, oltre a comunicare le ultime novità vittime del dovere, assiste le vittime dovere nel caso in cui il Ministero della Difesa neghi il diritto alle prestazioni di vittima del dovere ai famigliari che al momento della morte della vittima del dovere non erano a suo carico fiscale.

Come già specificato, le prestazioni e i benefici delle vittime del dovere vanno riconosciute a tutti i famigliari, anche quelli non fiscalmente a carico della vittima al momento del decesso (Tribunale di Salerno, Sezione lavoro, sentenza n. 2334/2017 - sentenze vittime del dovere).

L'Avv. Ezio Bonanni ha chiesto che nel nuovo intervento normativo, si ponga fine alla discriminazione in danno dei figli non a carico fiscale, con liquidazione a tutti gli orfani delle prestazioni come vittime del dovere  anche a coloro che non siano conviventi o nel carico fiscale della vittima.

La tutela degli orfani di vittima del dovere

Una delle problematiche più rilevanti è la salvaguardia dei figli non a carico fiscale.

Il Ministero della Difesa e gli altri Ministeri negano agli orfani i propri diritti, se la prestazione è erogata già al coniuge. Tuttavia essi si basano sull'art. 6 della L. 466/1980, che fa riferimento alla sola speciale elargizione.

L’Avvocato Bonanni si è opposto più volte a questa posizione ed ha ottenuto l’appoggio delle Corti di merito. Per esempio la Corte di Appello di Genova, in funzione di Magistratura del lavoro, n. 575/2019, ha ritenuto non applicabile l'art. 6 della L. 466/1980.

In alcuni casi le domande vengono rigettate sulla base di SS.UU. 22753/2018. Tuttavia l’Avvocato Ezio Bonanni ha più volte ribadito la sua infondatezza, poiché questa pronuncia fa riferimento ai fratelli e sorelle non a carico, e non riguarda i figli.

Anche la Corte di Cassazione, nel 2021, si è espressa tramite l'Ordinanza Civile Sezione 6 N. 15224. Proprio in questa occasione ha precisato di aver assunto ancora nessuna posizione in merito all'estensione dei benefici riservati al figlio di vittima del dovere, qualora egli non si trovi più a carico del familiare, al momento del decesso.

Risarcimento danni a favore delle vittime del dovere

La vittima del dovere o i suoi famigliari in caso di decesso hanno diritto al risarcimento danni. A tal fine, lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni offre assistenza per:

  • costituirsi parte civile nel processo penale e chiedere la condanna del Ministero, sia esso della Difesa, dell'Interno, o dell'Economica e delle Finanze, in solido con gli imputati, al risarcimento dei danni da reato;
  • esercitare l'azione civile con azione presso il TAR, facendo valere la responsabilità contrattuale per violazione dell'obbligo di sicurezza;
  • esercitare l'azione civile con azione presso il Tribunale di Roma, chiedendo la condanna del Ministero responsabile, per i profili di responsabilità extracontrattuale e civile da reato.

I militari possono operare in due sedi: innanzi il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) per ottenere il risarcimento danni per responsabilità contrattuale, e innanzi il Giudice civile per ottenere il risarcimento danni per responsabilità extracontrattuale (SS.UU. della Corte di Cassazione, n. 95733 del 05.05.2014, equiparazione vittime del dovere 2014, in precedenza SS.UU. 3183/2012, vittime del dovere equiparazione 2012 - sentenze vittime del dovere).

Vittime del dovere: le patologie asbesto correlate

Le vittime del dovere hanno diritto a ottenere i relativi benefici e prestazioni previdenziali in caso di patologia asbesto correlata causata dalla attività di servizio o svolgimento di missioni. Le principali malattie amianto sono:

Per evitare ogni danno alla salute è necessario non esporsi a siti contaminati. Per questo è importante segnalare la loro presenza, anche attraverso l'APP Amianto, e compiere la bonifica. Denuncia la grave situazione in cui verte il nostro Paese la pubblicazione dell'Avvocato Bonanni "Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2022".

Le Vittorie dell'ONA e i riconoscimenti

L'ONA ha istituito una testata giornalistica online per  comunicare  le novità per le vittime del dovere e per dare voce alle vittime e ai familiari esposti ad asbesto ed altri cancerogeni.

Vittime del dovere: processo Marina Bis in appello

Il Tribunale di Padova nel processo Marina Bis ha assolto gli imputati (Tribunale di Padova sent. n. 68/2019). La sentenza è stata impugnata dalle parti civili difese dall'avv. Ezio Bonanni.

Il Procuratore Generale della Corte di Appello di Venezia ha impugnato la sentenza assolutoria. In appello presso la Corte di Venezia, verrà trattato anche il processo Marina I perché la Cassazione ha annullato la seconda assoluzione penale.

Nel frattempo sono ancora in corso altre indagini per gli altri casi. La Procura della Repubblica di Padova ha segnalato 1101 casi di vittime amianto nella sola Marina Militare. La Corte di Appello di Venezia ha stabilito di rinnovare il dibattimento per entrambi i procedimenti penali.

Nel frattempo proseguono tutte le azioni civili per ottenere il riconoscimento della qualità di Vittima del dovere, che le risarcimento dei danni.

Processo Marina Bis: ribaltata la sentenza

Il processo di primo grado di Marina Bis si era concluso con l’assoluzione degli imputati, pronunciata dal Tribunale di Padova. Tuttavia, grazie all'azione legale dell'Avv. Bonanni e del suo team, la Corte di Appello di Venezia, III^ Sez. Pen., proc. n. 2905/2019 RG CAPP, ha ribaltato la sentenza di assoluzione.

È stata così riconosciuta la responsabilità penale della Marina Militare per la morte di due militari vittime dell’amianto. Ciò dimostra la sussistenza di un nesso causale tra l’esposizione patita dai marinai e l’insorgenza della patologia.

ASSISTENZA GRATUITA

Richiedi una consulenza gratuita all'Avv. Ezio Bonanni
Richiedi una consulenza