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Ambiente: cos'è, tutela e importanza per la salute

L’ambiente e la sua salute sono fondamentali per la salute stessa degli organisismi che lo abitano. L'ambiente in cui viviamo e il Pianeta Terra, in generale, sono minacciati da importanti criticità ambientali, di solito di natura antropica, causate cioè dall'intervento dell'uomo. I problemi sono così gravi che rischiano di mettere a repentaglio il benessere stesso dell'uomo e la vita sulla Terra così come la conosciamo oggi.

Viene da sé che parlare di salute e tutela della salute senza un'accurata ed efficiente salvaguardia ambientale è quanto di più sbagliato oltre che dispendioso.

In questa guida scopriamo meglio cosa significa ambiente, in che modo esso è tutelato dalla nostra Costituzione e quali sono le caratteristiche che rendono un ambiente sano. Scopriamo come salvaguardare l’ambiente e in particolare ci soffermeremo sulla presenza di cancerogeni e sostanze nocive che mettono a repentaglio la salute ambientale e la nostra. Tra questi c’è senza dubbio l’amianto, uno dei cancerogeni più aggressivi che continuano a degradare l’ambiente in cui viviamo.

Ambiente e Costituzione Italiana

L’ambiente è un bene protetto dalla nostra Costituzione e nello specifico dagli artt. 9 e 117.

L’art. 9 recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Inoltre, recentemente, è stato aggiunto: "Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali".

L’art 117 elenca invece le materie in cui lo Stato ha legislazione esclusiva e tra esse figura la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

Inoltre è stato integrato anche l’art.41, secondo cui "la libertà dell’azione economica privata non può danneggiare la salute e l’ambiente".

Ambiente

Ambiente: che significa?

Prima di addentrarci tra le criticità legate all'ambiente diamo una definizione chiara e condivisa di questo termine. Ambiente viene dal latino ambiens, che significa “andare intorno, circondare”, e sta per tutto ciò che sta intorno o circonda qualcosa.

Dal punto di vista dell’ecologia in effetti l’ambiente è l’insieme dei fattori fisici e biologici che circondano l’organismo o una popolazione di individui o una comunità biotica (biocenosi).

Se lo guardiamo dal punto di vista antropocentrico il significato però cambia, e anche di molto. L’ambiente che circonda l’uomo infatti è l’insieme delle condizioni sociali, morali, culturali, storiche ed economiche in cui vive e che contribuiscono a definirlo.

Grazie all’esponenziale sviluppo tecnologico, infatti, la nostra civiltà è diventata sempre meno dipendente dai fattori fisici e biologici dell’ambiente. Pensiamo per esempio alle nostre grandi città costruite nel deserto o alla nostra capacità di coltivare aree desertiche o un tempo paludose.

Alienazione dell’uomo dall’ambiente

In effetti l’uomo ha finito con l’essere quasi del tutto alientao dall’ambiente ecologico che lo circonda. Uno scollamento che va di pari passo con lo sviluppo tecnologico ed il benessere, ovvero l’accesso alla tecnologia.

Gli enormi danni che la specie Homo Sapiens ha causato e continua a causare all’ambiente risiedono in parte proprio in questa alineazione tra uomo e ambiente e nelle accresciute capacità tecnologiche di modificare l’ambiente.

Quanti ambienti naturali ci sono sulla Terra?

Dal punto di vista ecologico si distinguono numerosi ambienti naturali suddivisibili a loro volta in categorie più piccole. Le due macro categorie principali includono gli ambienti acquatici (marini, salmastri e di acque dolci) e gli ambienti terresti (ipogei, come le grotte, ed epigei).

Dal punto di vista climatico ci sono l’ambiente mediterraneo, quello continentale e desertico e dal punto di vista dei paesaggi gli ambienti di bosco temperato, steppa, tundra, savana, deserto, zone umide, fasce dunali e ghiacciai. Tutti contengono al loro interno dei sub ambienti. Ognuno di questi ambienti elencati ha la sua importanza e si inserisce all'interno di un complesso sistema di relazioni che coinvolge il pianeta intero, le temperature e i cicli dell'acqua e dei venti.

Alcuni ambienti sono più sensibili e vulnearabili di altri. Pensiamo per esempio agli ambienti delle isole. Se distrutti verranno ricolonizzati molto difficilmente da altre specie. Gli ambienti acquatici sono più vulnerabili di quelli terrestri. Essendo delle vere e proprie vie di comunicazione in essi infatti circolano più facilmente inquinanti, patogeni e specie aliene. Alcuni ambienti si configurano poi come resistenti, perché sani e in equilibrio, ma non come resilienti. Una volta distrutti infatti non potrebbero più ricrearsi, perché frutto di complessi cambiamenti climatici non più presenti, e di cui portano con sé una flora e una fauna residuale.

Danni all’ambiente e salvaguardia

Una corretta salvaguardia ambientale si occupa di proteggere l’ambiente riducendo l’impatto delle attività umane su di esso. Si occupa di arginare o mitigare i danni e alcune criticità che minacciano l’ambiente e la nostra salute. Salvaguardare l'ambiente significa dunque mitigare l'impornta dell'uomo, tutelare e conservare gli habitat (soprattutto delel specie minacciate), tutelare e conservare la biodiversità, garantire la presenza di acqua ed aria pulite per tutte le specie, limitando l'inquinamento e i danni all'ambiente.

Qui di seguito vediamo quali sono le principali minacce per l'ambiente e da cosa sono causate.

Perdita di biodiversità

La perdita di biodiversità minaccia l’ambiente e di conseguenza la salute dell’uomo. Per biodiversità si intende la varietà delle specie viventi che popolano un dato ecosistema. Tutte le specie che vivono in un determinato ecosistema intrattengono tra loro relazioni molto profonde. La scomparsa o netta diminuzione in numero di individui di una specie si ripercuote su tutte le altre, causando gravi squilibri. La perdita di biodiversità è causata in primo luogo dalla distruzione degli habitat e in secondo luogo dalla presenza di specie aliene invasive che causano la scomparsa di quelle autoctone.

Un ambiente povero di biodiversità è un ambiente fragile e scarsamente resiliente. Risulta infatti facilmente attaccabile, per esempio da patogeni e malattie, e in seguito ad un qualisiasi squilibrio recupera il suo equilibrio sistemico molto difficilmente.

Cambiamento climatico e riscaldamento globale

Il cambiamento climatico va sempre di più nella direzione di un riscaldamento globale. Stiamo assistendo già ad una preoccupante intensificazione dei fenomeni metereologici estremi i cui effetti provocano anche gravi danni a breve termine (alluvioni, inondazioni). Lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento delle acque, il cambiamento del ciclo dei venti e dell’acqua mettono a repentaglio i nostri centri urbani e la vita stessa sulla Terra.

Il surriscaldamento del pianeta a cui assistiamo ha cause in parte naturali. Quando parliamo di riscaldamento globale però ci riferiamo proprio a quella quota di aumento di temperature che è causata direttamente dall'uomo. L'emmissione dell’anidride carbonica nell'atmosfera provoca l’effetto serra, principale causa di tale cambiamento climatico. Ad essa si aggiungono i danni della deforestazione, dalla cementificazione e e della desertificazione.

Inquinamento

L’inquinamento, in tutte le sue forme, minaccia la nostra salute a breve e lungo termine e minaccia quella delle altre specie viventi. Quello atmosferico e quello idrico e marino minacciano la salubrità delle nostre acque nonché la vita negli ambienti marini, attraverso l’inquinamento marino da plastica. L’inquinamento termico minaccia la biodiversità e causa la distruzione degli habitat ad esso esposti.

La stima dell’OMS per le morti da inquinamento ambientale è allarmante: i dati parlano di 4,2 milioni di decessi all’anno. In questo contesto assistiamo ad un continuo aumento delle malattie neoplastiche e delel malattie croniche, in particolare di quelle che coinvolgono il sistema respiratorio.

Ambiente e salute

Ambiente e salute risultano così essere due facce della stessa medaglia. senza un ambiente in salute è infatti impossibili occuparsi efficacemente della tutela della salute. Abbiamo parlato già dei danni e delle patologie causate dall'inquinamento atmosferico e dei danni del riscaldamento globale che mettono a repentaglio l'esistenza dell'uomo e delle nostre città e che già causano perdite di vite umane.

Con la pandemia da Covid-19 è stato evidenziato come l'assottigliarsi del cucinetto di natura selvaggia tra gli ambienti antropizzati e quelli degli animali selvatici è responsabile del fenomeno dello spillover, insieme al traffico illegale degli animali selvatici.

I danni di un ambiente insalubre alla salute dell'uomo non finiscono qui e oltre ai danni veri e propri comportano la riduzione di possibilità per il nostro benessere e lo sviluppo. Pensiamo alla riduzione delle risorse idriche ed alimentari e alla perdita di biodiversità in realazione alla ricerca in campo medico, privata di principi attivi ed elementi provenienti dalla natura.

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Ambiente: natura, fauna e flora

L’ambiente biologico e fisico è popolato da specie viventi che appartengono al regno animale, al regno vegetale, Monera (procarioti, batteri e alghe azzurre), Protisti (organismi unicellulari) e ai funghi. Tra gli animali le specie più minacciate dai danni all’ambiente, dal riscaldamento globale e dalla distruzione degli habitat sono le specie più specializzate. Quelle cioè che sono più selettive quanto a risorse alimentari e che riescono a sopravvivere solo in determinati habitat. Le specie che hanno una nicchia ecologica più ampia e sono molto competitive nell'accaparrarsi le risorse risultano meno vulnerabili.

La fauna e la flora dei nostri ambienti sono minacciate da numerose criticità. Tra queste le già citate deforestazione, riscaldamento globale e inquinamento. Ad esse aggiungiamo la categoria più ampia della distruzione degli habitat (che può essere causata non solo dalla deforestazione, ma anche dalla cementificazione, dalle colture intensive e dall'industria). Dal 1500 in poi in seguito ai grandi spostamenti incentivati dalle scoperte geografiche il traffico di merci e lo spostamento di uomini e cose è diventato sempre più pressante. A ciò si accompagna il diffondersi di specie aliene, che non sono cioè storicamente parte di quel determinato areale. In alcuni casi esse possono diventare invasive. Si diffondono in modo molto efficace e finiscono per soppiantare la vegetazione locale con gravi squilibri per l'intero ecosistema.

La salvaguardia ambientale e l’ONU

Il concetto di salvaguardia ambientale nasce negli anni Settanta con il movimento ambientalista. In questo decennio si tenne anche a Stoccolma la Conferenza delle Nazioni Unite per l’Ambiente, la prima sul tema della problematica ambientale legate alle politiche di sviluppo. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite istituì l’UNEP (United Nation Environment Programme), un’agenzia deputata a promuovere e coordinare l’azione ambientale con particolare riferimento allo sviluppo sostenibile.

La Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo di Rio de Janeiro portò gli Stati membri alla sottoscrizione di numerosi documenti. Questi documenti erano orientati a salvaguardare la natura quali, attraverso la Convenzione sul cambiamento climatico (UNFCCD) e quella sulla diversità biologica (CBD).

Purtroppo, ancora oggi, le stesse Nazioni Unite agiscono in modo timido, incapaci di essere risolutive.

Agenda 2030 dell’ONU: cos’è?

Nel 2015 con l’Agenda 2030 dell’ONU gli obiettivi di salvaguardia climatica sono diventati elementi fondamentali di un piano più ampio. Gli stati che aderiscono all’ONU si sono infatti impegnati a mettere a punto un piano per il miglioramento delle condizioni di vita sul pianeta entro il 2030.

A sostegno degli obiettivi di salvaguardia ambientale ci sono quelli per uno sviluppo sostenibile, includendo una serie di politiche per garantire un’equità delle risorse economiche e sociali a tutti gli individui. Il concetto di sostenibilità si basa sull’assunto di garantire alle generazioni lo stesso accesso alle risorse che ha avuto a disposizione la generazione precedente. In questo contesto rientrano tutte le politiche che riguardano l’utilizzo delle risorse e le energie rinnovabili.

G20 di Napoli e COP26 di Glasgow

Quest’anno, con la presidenza italiana del G20, il G20 dedicato esclusivamente all’ambiente si è svolto a Napoli. Si è parlato di contrasto al cambiamento climatico, di accelerazione della transizione ecologica, di azioni necessarie per rendere i flussi finanziari coerenti con gli obiettivi dell’accordo di Parigi e di una ripresa economica sostenibile ed inclusiva grazie alle opportunità offerte in campo energetico da soluzioni tecnologiche innovative, l’implementazione delle città intelligenti, resilienti e sostenibili.

COP26, la cui presidenza è stata condivisa da Italia e Gran Bretagna, ha visto una battuta d’arresto imposta da India e Cina circa la decarbonizzazione. L’Italia si è impegnata a decarbonizzare il paese prima degli altri stati europei. I progetti in atto sono però fonte di dibattito, in quanto prevedono il passaggio delle centrali alimentate a carbone al gas. Il gas è un altro combustibile fossile e il passaggio da esso alle fonti rinnovabili non appare ancora chiaro. Il piano è quello per ora di implementare una transizione graduale e affidarsi al gas, che nel futuro potrà considerarsi una sorta di back up energetico, per tamponare l’instabilità delle fonti rinnovabili.

L’amianto e il degrado ambientale

Il tema dell’amianto è strettamente connesso a quello della salvaguardia ambientale. Nel nostro paese, complice un ritardo nella bonifica, sono ancora presenti 40 milioni di tonnellate di amianto. Esse sono diffuse in edifici pubblici e privati e comprendono scuole ed ospedali. È possibile controllare la presenza di siti contaminati attraverso l'App Amianto.

Le fibre di amianto si suddividono in fibre via via più sottili e, una volta disperse nell’ambiente, sono facilmente inalabili. Una volta entrate nel nostro corpo e a contatto con gli organi provocano gravi infiammazioni come asbestosi, placche pleuriche, versamenti e ispessimenti pleurici. In seguito al processo della cancerogenesi possono trasformarsi in neoplasie che coinvolgono l'apparato respiratorio e mesoteliomi. Possono coinvolgere però anche altri distretti corporei e causare cancro alle ovaie, all'esofago al colon retto e altri tumori maligni (approfondisci su le monografie IARC il nesso tra asbesto e malattie ad esso correlate).

Tutte queste malattie ed i danni causati dall'esposizione all'amianto possono essere risarciti. Rivolgendovi allo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni otterrete la tutela legale e la possibilità di ottenere il risarcimento integrale dei danni.

>> Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia - Ed.2022 dell'Avv. Ezio Bonanni

Avv. Ezio Bonanni e la salvaguardia ambientale

L'Avv Ezio Bonanni è Presidente dell'ONA - Osservatorio Nazionale Amianto che si occupa di prevenzione a 360° rispetto al rischio di esposizione a cancerogeni di varia natura. L'ONA sostiene la prevenzione primaria, ovvero la bonifica amianto per evitare le esposizioni alle fibre killer e ridurre a 0 il rischio di ammalarsi. L'ONA si batte per la tutela e la salvaguardia dell'ambiente consapevole che non esiste tutela della salute senza tutela ambientale. Promuove uno stile di vita sano e la lotta all'inquinamento, a favore di una transizione ecologica efficace ed efficiente per il nostro paese.

L'Avv. Ezio Bonanni difende legalmente tutte le vittime di inquinamento, amianto e ad altri cancerogeni che abbiano riportato danni a causa dell'esposizione.

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