Bonifica amianto: tutto ciò che c'è da sapere

Le fibre di amianto, aspirate o ingerite, causano numerosi danni alla salute umana. L'Avv. Bonanni continua a sottolineare l'importanza e la necessità della bonifica amianto per evitare la contrazione delle malattie amianto correlate e prevenirle ( tumore polmonare, mesotelioma, tumore faringe, tumore laringe, cancro al colon, tumore ovaie,  e altri cancri, asbestosi, placche pleuriche, ispessimento pleurico, complicazioni cardiovascolari e cardiocircolatorie).

Bonifica del cancerogeno amianto

Il significato della parola amianto (dal greco ἀμίαντος) è inattaccabile, incorruttibile. Il termine asbesto, (dal greco ἄσβεστος) significa difatti "che non brucia" e inestinguibile. Sono queste le parole con le quali si identificano quei minerali formati da silicato di magnesio, calcio e ferro, come è noto essi vengono estratti da cave e miniere. Si parla di una struttura fibrosa in grado di suddividersi longitudinalmente in fibre sempre più fini.

Queste sostanze sono altamente cancerogene. Infatti, le fibre e le polveri di amianto presenti sui luoghi di estrazione e lavorazione delle stesse hanno provocato l'inquinamento di sedi lavorative e abitative. 

Assistenza legale gratuita

L'Avv. Ezio Bonanni, come presidente dell'ONA, e insieme al suo staff di avvocati online offre consulenze online gratuite per tutti coloro esposti al pericolo dell'amianto per ragioni professionali o legate alle condizioni di vita e in caso di necessità di bonifica. Per questa ragione si invita a contattare l'avvocato tramite il link Consulenze Legali Gratuite oppure tramite il form sottostante:

Le caratteristiche e gli usi dell'amianto

La flessibilità, i costi modesti di produzione e le proprietà ignifughe, nel caso di resistenza alle temperature elevate, alla tensione e al deterioramento hanno decretato il successo dell'amianto. L'amianto (o asbesto) è stato per molti anni un elemento fondamentale nelle realizzazioni edilizie e logistiche (navi, aerei, automobili, carrozze ferroviarie, etc.). L'amianto è stato utilizzato anche nell'industria siderurgica, meccanica e quella tessile, in circa 3.000 utilizzi e prodotti.

 

Utilizzo di amianto in Italia

Alla fine degli anni ottanta, L’Italia era il maggiore produttore europeo di amianto, secondo solo all’Unione Sovietica: sono state lavorate 3.748.550 tonnellate di amianto nel periodo dal 1945 fino al 1992.

Solo con la Legge 257/1992 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto) avviene la messa al bando di questo minerale, dall'atra parte non si specifica nessun obbligo di bonificaL'amianto/asbesto è a tutt'oggi è presente in 40 milioni di tonnellate e la bonifica ad oggi riguarda solo 500.000 tonnellate. Come sottolineato dall'Avv. Bonanni durante numerose conferenze e convegni nella penisola, sono milioni i micrositi e oltre 50.000 i siti interessati dalla presenza di amianto in Italia ancora oggi.

Epidemiologia delle malattie amianto correlate

Il censimento italiano del Registro Mesoteliomi conta n. 21.463 casi di mesotelioma fino al 2012 e 27.356 casi fino al 2015 (VI Rapporto Mesoteliomi), sebbene il mesotelioma sia la più grave delle patologie asbesto correlate, non è l'unica.

l'Avv Ezio Bonanni è presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto - ONA Onlus, così che attraverso la piattaforma ONA Guardia Nazionale Amianto da la possibilità di segnalare delle malattie amianto al fine di poter integrare le tabelle INAIL delle malattie professionali, al fgine di garantire l'indennizzo dei danni e la rendita INAIL ai lavoratori malati. 

L'Ona si è occupata di censire per il 2016 1.900 casi di mesotelioma che hanno provocato il decesso di circa 1.800 persone. In considerazione dei decessi per cancro al polmone da amianto (almeno il doppio) e delle altre malattie amianto, la stima sale a circa 6.000 trapassi ogni anno (fonte: II Rapporto Mesoteliomi ONA Onlus, a cura dell'Avv Ezio Bonanni). 

Il picco delle patologie amianto correlate, molto probabilmente, si verificherà nel 2025.

Il metodo più efficace per porre fine al rischio di esposizione, malattie e decessi è la bonifica amianto. 

Malattie amianto

Le fibre di amianto inizialmente causano fenomeni fibrogeni e a causa di ciò il principio del processo cancerogeno, con un rischio in misura proporzionale alla durata e intensità dell'esposizione.

Non vi è una soglia minima sotto la quale il rischio sia nullo, anche la più breve esposizione può comportare l'insorgere di mesotelioma e patologie amianto correlate, anche dopo anni dall'esposizione stessa. 

I vari agenti cancerogeni reagiscono con l'amianto e ne aumentano gli effetti, così il fumo di sigaretta, il benzene e le altre sostanze che lo provocano, e il tempo di insorgenza può superare anche i 15/20 anni.

L’INAIL ha classificato le patologie da amianto in 3 liste (malattie professionali INAIL).

Per le malattie causate dall’amianto comprese nella Lista I si presume di origine professionale, quindi l’INAIL liquida l’indennizzo del danno biologico ed eroga la rendita. È sufficiente la prova della presenza dell‘asbesto amianto nell’ambiente lavorativo per ottenere il riconoscimento delle prestazioni previdenziali (presunzione legale di origine), senza dover superare alcune valore limite amianto (Cass., Sez. Lav., n. 23653/16).

Nella lista I sono contemplate le malattie asbesto la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità”:

  • Asbestosi polmonare (I.4.03); 
  • Placche pleuriche (I.4.03) e ispessimenti pleurici (I.4.03);
  • Mesotelioma (pleurico, pericardico, peritoneale, testicolare)
  • Tumore del polmone (I.4.03);
  • Tumore della laringe (I.6.03);
  • Tumore alle ovaie (I.6.03);

Legislazione su bonifica amianto

La Legge 257/1992 ha imposto il divieto di estrazione, lavorazione e commercializzazione dell'amianto, con l'obiettivo di limitarne l'uso, con una normativa sulla bonifica carente e inefficace. Questa legge è stata accompagnata da decreti e circolari applicative che non hanno però raggiunto lo scopo di gestire l'emergenza amianto e di prevenire l'insorgenza di patologie asbesto correlate.

Con la L. 271/1993, è stata integrata la normativa in materia di benefici contributivi e prepensionamento in favore dei lavoratori esposti ad amianto. 

Con il Decreto 20/2009, sono state adottate le normative e le metodiche per la bonifica e per lo smaltimento dell'amianto.

L'art. 4 della Legge 257/1992 ha previsto l'istituzione della Commissione nazionale amianto presso il Ministero della Salute, incaricata di svolgere attività di ricerca sul trattamento dell’amianto in fase di bonifica e di redigere documenti-guida sulla valutazione, il contenimento e l’eliminazione di materiali contenenti asbesto.

Nonostante ciò, sono ancora 2 miliardi i metri cubi di coperture in Eternit in Italia e 40 milioni di tonnellate di materiali che lo contengono: ciò vuol dire che è indispensabile una nuova normativa, in particolare quella che prevede anche delle agevolazioni fiscali e un credito d'imposta per coloro che bonifica l'amianto. Per approfondire:

  • Leggi amianto / asbesto

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