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Inquinamento ambientale: cos'è, tipi, prevenzione e risarcimenti

Quello dell'inquinamento ambientale è un grave problema che mette a repentaglio l'ambiente e la salute dell'uomo e delle altre specie viventi che abitano il nostro pianeta.  ln questa guida scopriamo nel dettaglio cos'è l'inquinamento ambientale, quali sono i principali agenti inquinanti e quali sono le malattie che causano. Scopriamo anche tutto sulla tutela legale risarcitoria e preventiva rispetto a tutte el forme di inquinamento ambientale.

Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni si occupa di assistenza legale agli esposti a sostanze cancerogene e di prevenzione rispetto al rischio di esposizione ambientale e lavorativa. Attraverso l'operato dell'Osservatorio Nazionale Amianto, di cui l'Avv. Ezio Bonanni è Presidente, si occupa da decenni della lotta all'amianto che però non è l'unico cancerogeno che mette in pericolo la nostra incolumità.

Inquinamento ambientale: cos'è?

L'inquinamento ambientale consiste nell'introduzione nell'ambiente di elementi fisici, chimici e biologici – le sostanze inquinanti – che provocano diversi tipi di inquinamento. Esistono forme di inquinamento che non sono connesse alle attività antropiche. Pensiamo per esempio alle eruzioni vulcaniche. Esse però hanno sempre una natura circoscritta nel tempo e nello spazio. Quando parliamo di inquinamento ambientale ci riferiamo quindi alle sostanze immesse nell'ambiente dall'uomo attraverso le sue attività: agricole, industriali, legate all'urbanizzazione, al commercio e ai trasporti.

Si tratta di un problema globale che coinvolge tutti gli ambienti e tutti gli stati. Anche gli ambienti più remoti, come per esempio l'Antartide sono soggetti all'inquinamento: inquinamento marino da plastica o di agenti chimici. Pensiamo per esempio al DDT, vietato negli Stati Europei ma ancora utilizzato più a Sud. In seguito al particolare movimento delle particelle inquinanti dovuto all'azione delle correnti, il DDT si accumula proprio in vicinanza dei poli.

L'inquinamento consiste quindi nel rilascio nell'ambiente di sostanze inquinanti che sono in grado di sconvolgere gli ambienti in cui vengono rilasciate, con ripercussioni a volte anche su ambienti lontani nello spazio e nel tempo.

Inquinamento ambientale: i tipi di inquinamento

Esistono diversi tipi di inquinamento connessi ai luoghi e agli ambienti in cui le sostanze inquinanti vengono rilasciate. Il più insidioso e alla base del riscaldamento globale che siamo chiamati ad affrontare in questi tempi è l'inquinamento atmosferico. Le enormi quantità di CO2 rilasciate nell'ambiente in seguito alle attività antropiche provocano il cosiddetto effetto serra. Esso è estremizzato da altre attività umane quali la deforestazione e gli incendi che privano la Terra della capacità delle foreste di assorbire CO2, che anzi viene rilasciata durante gli incendi.

L’inquinamento nucleare, che ha sconvolto interi territori (si pensi a Chernobyl), e li ha resi inabitabili ha effetti drammatici anche nei decenni successivi. Ancora oggi, si pagano le conseguenze dell’esplosione del reattore nucleare di Chernobyl.

I vari tipi di inquinamento sono intrecciati tra loro ed è spesso difficile distinguerli nella misura in cui in ogni ambiente, e in generale sulla Terra, tutto è connesso da complicate da relazioni che coinvolgono ogni singolo elemento e i cicli dell'acqua e dei venti.

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Inquinamento termico

L’inquinamento termico consiste nell’innalzamento della temperatura di un ambiente che ne causa la modifica e la potenziale distruzione.

Possiamo distinguere due tipi di inquinamento termico: diretto e indiretto. Nel primo caso viene immessa nell’ecosistema direttamente energia termica, provocando, così, un importante innalzamento di temperatura istantaneo. Pensiamo per esempio all’acqua ad alte temperature riversata dalle industrie nei fiumi e nei piccoli corsi d’acqua.

Nel secondo caso invece gli effetti degli inquinanti si ripercuotono indirettamente sulle temperature su scala globale. Gas come l’anidride carbonica, metano e idrocarburi alogenati e prodotti della combustione provocano il riscaldamento globale, attraverso l’effetto serra. La temperatura del nostro pianeta ha subito infatti un forte riscaldamento e gli effetti del cambiamento climatico sono già evidenti sotto forma di eventi metereologici estremi.

Un’altra causa non trascurabile di inquinamento termico, che influisce sulle temperature dell’ambiente è l’isola di calore urbana. Nei centri urbani, infatti, la temperatura risulta essere maggiore di 3,5-8 °C rispetto alle periferie o alla campagna. Ciò a causa della cementificazione, dell’uso del riscaldamento e del traffico congestionato.

Inquinamento acustico

L’inquinamento acustico consiste nell’introduzione nell’ambiente di suoni che hanno una quantità di decibel superiore a quella che l’ambiente e le forme di vita che lo abitano sono in grado di sopportare senza disagi o danni più gravi.

L’esposizione ad inquinamento acustico incide sulla salute dell’uomo. Le conseguenze ed i danni fisici sono molteplici e differiscono in base alle caratteristiche del rumore prodotto.

Tra questi distinguiamo i danni:

  • uditivi acuti (ovvero intensi e di durata breve) o cronici (se l’esposizione è prolungata) che possono causare vertigini, ronzii e insensibilità uditiva;
  • extra uditivi che non coinvolgono l’apparato uditivo, ma che sono causati dall’inquinamento acustico. Il rumore infatti è fonte di stress, che ha conseguenze nell’apparato gastrointestinale o nell’aumento della pressione arteriosa, con alterazioni del sistema nervoso, del sistema immunitario, del surrene, della tiroide.

A queste problematiche va aggiunta una sensazione di fastidio generico, che genera infelicità e problematiche di comunicazione, percezione o di svolgimento di normali attività di studio o lavoro e possibili disturbi del riposo e del sonno.

Inquinamento elettromagnetico

L’inquinamento elettromagnetico è provocato dalla presenza di dispositivi e campi elettromagnetici. Infatti, ci sono i campi elettrici, ancora, negli stessi motori, elettrodomestici. In modo particolare, però, in alcuni elettrodotti e apparati di telecomunicazioni. Sono i casi legati alla presenza di antenne, radio e nei telefoni cellulari.

Le esposizioni ai campi elettromagnetici per l’uso dei cellulari, ha determinato, infatti, in alcuni casi, l’insorgenza di tumori del cervello. Questi tumori maligni sono stati pure riconosciuti in sede giudiziaria.

Infatti, la Corte di Cassazione, sez. lav., con sentenza n. 17438/2012, ha confermato la decisione della Corte di Appello di Brescia del riconoscimento di malattia professionale. Era il caso di un lavoratore che aveva utilizzato il telefono per motivi di lavoro per almeno 5/6 ore al giorno.

Avendo contratto una infermità, ha chiesto ed ottenuto dalla Corte di Appello di Brescia il riconoscimento del diritto all’indennizzo INAIL. La Corte di Cassazione ha poi rigettato il ricorso dell’INAIL.

Inquinamento atmosferico

L’inquinamento atmosferico è determinato dalla diffusione in atmosfera di gas e polveri sottilissime. Le principali fonti di inquinamento sono le attività industriali, gli impianti per la produzione di energia, gli impianti di riscaldamento e il traffico.

Qual è la causa principale dell’inquinamento atmosferico? Si calcola che il 75% dell’inquinamento atmosferico sia prodotto dalla lavorazione e dall’uso dei combustibili fossili. Le aree più colpite sono infatti le grandi aree urbane dove si concentrano industrie, traffico e riscaldamento e quindi smog. Questo termine è l’unione di due parole inglesi: smoke fumo” e fog nebbia“: una sorta di fumo acido, con polveri sottili e gas irritanti, che hanno capacità lesive della salute. Infatti, provocano danni, sia all’apparato cardiaco che cardiocircolatorio e, ancora, hanno effetti cancerogeni.

Lo smog provoca anche danni ambientali a lungo termine.

Inquinamento idrico

L’acqua ha un forte potere autodepurativo, perché assorbe ossigeno dall’atmosfera e ha un’alta capacità solvente che le permette di sciogliere gran parte delle sostanze chimiche in essa immesse. In alcuni casi però la quantità delle sostanze chimiche supera la capacità autodepurativa dell’acqua.

L’inquinamento idrico mette a rischio la salute delle persone, degli animali e delle piante, la produzione di cibo e interi equilibri ambientali.

Inquinamento marino

L’oceano ha un grande potere autodepurante sia per la composizione dell’acqua marina sia per la sua massa, che consente spesso un’efficace diluizione e ossigenazione. La quantità di inquinanti immessi, tra cui enormi quantità di plastica, è però di gran lunga superiore a quella che il sistema marino è in grado di processare. Nei mari chiusi e sulle coste è spesso vietata la balneazione, mentre l'intero ecosistema marina, anche in luoghi remoti e lontani dall'antropizzazione soffre l'inquinamento con danni su gli animali e le piante che li abitano.

In alcuni casi gli scarichi urbani e industriali contengono anche sostanze non degradabili, come metalli pesanti e sostanze radioattive, che avvelenano l’acqua provocando la moria di pesci.

Inquinamento del suolo

L'inquinamento del suolo può avere cause fisiche, come le attività di scavo per ricavare materiali per costruzione, l’erosione per il mancato controllo dello scorrimento delle acque di superficie, l’eccesso di impermeabilizzazione come accade con l’asfalto in città, l’abbassamento del livello delle falde acquifere per eccessivo prelievo di solito per l’irrigazione. Ci sono poi cause chimiche, come la salinizzazione di acque di falde. Ovvero, quando l’acqua del mare si infiltra nelle falde, di solito a causa dell’eccessivo prelievo di acqua dolce, le piogge acide e la dispersione di acque superficiali inquinate. E poi ci sono i fenomeni connessi ad aree specifiche come nel caso delle discariche, degli incidenti industriali e dell’inquinamento nei pressi degli insediamenti urbani e industriali.

Anche l'inquianamento del suolo causa enormi danni spesso irreversibili all'ambiente, la distruzione degli habitat e danni alla salute alle persone direttamente esposte o che fanno uso di risorse alimentari contaminate dai suoli inquinati. Leggi tutto sul legame tra ambiente e salute.

Quali sono gli inquinanti più pericolosi?

Ogni inquinante agisce in modo diverso a seconda del suolo e dell’ambiente in cui viene immesso. Non è possibile prevedere quali saranno le conseguenze di un inquinante in un dato ambiente, ma ci sono sostanze chimiche che sono più nocive di altre.

Green Cross Svizzera e Pure Earth hanno pubblicato nel 2015 un report sugli inquinanti ambientali individuando le sei sostanze inquinanti più pericolose provenienti dalle industrie.

Cromo esavalente

Tra le industrie che utilizzano il cromo esavalente figurano le concerie e quelle che si occupano di lavorazione di metalli, saldature in acciaio inossidabile, produzione di cromati e della manifattura di pigmenti di cromo. I coloranti giallo, arancione e rosso spesso contengono pigmenti di cromo, per cui tracce di questa sostanza possono essere trovate nel cuoio conciato con solfato di cromo, nelle pentole in acciaio inox e nel legno trattato con bicromato di rame.
A seconda del percorso di esposizione, il cromo può causare danni al sistema respiratorio e a quello gastrointestinale nonché diversi tipi di tumore.

Piombo

Il piombo viene estratto dalle miniere sotterranee e successivamente impiegato per una vasta gamma di prodotti e combinato con altri metalli per produrre leghe. Spesso viene rilasciato nell’ambiente durante i processi di estrazione, fusione e anche durante le fasi di riciclo delle batterie piombo-acido usate (ULAB). L’esposizione al piombo per inalazione di aria, ingestione orale di terra, acqua o prodotti alimentari contaminati, così come attraverso il contatto con la pelle, può comportare diverse conseguenze negative per la salute, tra cui disturbi neurologici, ridotto IQ, anemia, disturbi nervosi e tante altre malattie.

Mercurio

Il mercurio elementare è rilasciato più frequentemente nell’ambiente durante il suo processo di estrazione dal solfuro di mercurio rosso e dalle emissioni delle centrali elettriche a carbone. Viene utilizzato in molti processi industriali, ad esempio per l’estrazione dell’oro dalla roccia, ed è inoltre contenuto in prodotti quali termometri, otturazioni dentali e lampade a risparmio energetico. L’esposizione al mercurio elementare può causare danni al cervello, ai reni e al sistema immunitario. Può avere un effetto negativo anche sullo sviluppo del feto.

Pesticidi

I pesticidi sono sostanze di natura chimica prodotte dalle industrie ed utilizzate in agricolura. Con la pioggia i pesticidi vengono lavati via dai campi e raggiungono le falde acquifere. L’esposizione prolungata ai pesticidi può avere un esteso impatto negativo sulla salute neurologica, riproduttiva e dermatologica.

Radionuclidi

Il rilascio di radionuclidi nell’ambiente è principalmente dovuto a processi industriali. Di questi sono compresi anche l’estrazione di uranio, lo smaltimento dei rifiuti minerari, la produzione di energia nucleare, la creazione e i test sulle armi nucleari. E infine, anche lo sviluppo e l’utilizzo di prodotti di radiologia in campo medicale. L’esposizione ai radionuclidi per inalazione o ingestione orale può avere gravi conseguenze sulla salute. Tra queste troviamo nausea, vomito e mal di testa fino ai problemi cronici, come affaticamento, letargia, febbre, perdita di capelli, vertigini, disorientamento, diarrea, sangue nelle feci, pressione, sanguigna bassa, e anche la morte nonché tumori.

Cadmio

Il cadmio è presente in particolar modo in Asia, come sottoprodotto delle attività minerarie per l’estrazione dello zinco, del piombo e del rame, così come della produzione di pesticidi e fertilizzanti. Anche una minima quantità di cadmio può avere un impatto molto grave sulla salute. A causa dell’elevata tossicità, nel 2011 l’Unione europea ne ha proibito l’utilizzo per la produzione di gioielli, leghe e PVC. L’avvelenamento da cadmio, causato per inalazione di polveri e fumi o ingestione di suoi composti, causa rapidamente vertigini, gola secca e nausea.

Amianto

Anche l'amianto, bandito in Italia dal 1992, è responsabile del degrado ambientale e dell'inquinamento. Presente in numerosi siti e micrositi pubblici e privati causa ancora esposizioni e gravissime malattie, di cui la più aggressiva è il mesotelioma.

L’ultima monografia dello IARC analizza il nesso tra esposizione a dosi anche piccole di amianto e malattie amianto correlate. Tra queste ricordiamo il tumore del polmone, delle ovaie, dell'esofago e del colon retto inseriti nelle liste dell'INAIL per le malattie che hanno una causa di insorgenza professionale.

Al fine di mappare i siti italiani contaminati da amianto, l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, ha messo appunto un’app a cui i singoli cittadini possono contribuire con le loro segnalazioni. L’app ONA amianto è scaricabile gratuitamente qui.

Consulta anche: Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia - Ed.2022

Assistenza legale e risarcimento dei danni

Gli agenti inquinanti hanno un ruolo chiaro e provato scientificamente nel provocafe direttamente alcune malattie secondo un nesso di causalità ben definito. Per questa ragione le malattie professionali causate dall'esposizioni agli agenti inquinanti che le hanno provocate danno il diritto all'indennizzo o rendita INAIL e in generale al risarcimento integrale dei danni subiti.

Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni si occupa di assistenza legale ai lavoratori esposti per l'ottenimento di tutti gli indennizzi e i benefici previsti dalla legge e per il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali che includono non solo il danno biologico, ma anche quello morale, esistenziale e in alcuni casi tanatologico e catastrofale.

In particolare, nel caso di esposizione ad amianto, potente cancerogeno ancora presente nei luoghi di lavoro e di vita, si ha accesso anche al Fondo Vittime Amianto e ai benefici contributivi.

Leggi tutto: sul risarcimento danni amianto

Prevenzione del rischio di esposizione alle sostanze inquinanti

Le norme del D.L.vo 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro normano il ruolo della sicurezza, della prevenzione rispetto al rischio infortuni e malattie professionali e il ruolo del datore di lavoro, del dirigente e del preposto in merito.

Come il datore di lavoro ed il dirigente, anche il preposto è destinatario diretto (iure proprio) delle norme
antinfortunistiche, prescindendo da un’eventuale "delega di funzioni" conferita dal datore di lavoro, come si ricava, del resto, dal disposto dell'art. 56 d.lgs. n.81/2008, ove sono stabilite le sanzioni per l'inosservanza alla normativa precauzionale di cui è direttamente onerato il preposto, distinte da quelle previste per il datore di lavoro dall'art. 55 dello stesso Testo Unico.

Oltre a tali norme ci sono quelle del diritto penale della prevenzione attraverso l'azione penale, anche se con sanzioni solo di natura contravvenzionale, e magari estinguibili con l'oblazione (sanzione solo pecuniaria che estingue il reato penale contravvenzionale).

Il principio è quello del rischio zero e la messa al bando di tutti gli agenti patogeni e il diritto come complesso di norme a servizio dell'essere umano e della sua dignità (Cicerone, De De Officiis, I, 106)
quale personalità morale che costituisce il nucleo essenziale, il grumo da cui si dipana ogni
altro diritto. Senza la tutela dell'ambiente e con esso della salute nessun altro diritto può
essere fruibile. La tutela dell'ambiente e della salute, inoltre, vanno contro ogni forma di
imbarbarimento e di declino, nei quali dominano il profitto sulla vita umana.

Assistenza legale e prevenzione del rischio

Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni si occupa di tutela legale non solo degli esposti ma anche affinché vengano rispettate le norme di prevenzione rispetto all'esposizione agli agenti patogeni per la salvaguardia dei Diritti dell'uomo, della vita umana e della vita privata e familiare, sanciti dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione di Strasburgo.

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