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Diossina: cos'è, danni alla salute e risarcimento danni

In questa guida parliamo di diossina, una sostanza tossica che causa in cancro e altre malattie. Può essere prodotta non intenzionalmente dall'incenerimento dei rifiuti. Purtroppo se ne sente parlare troppo spesso, in occasione di incendi e malfunzionamenti delle discariche.

Vediamo nel dettaglio quali sono gli effetti della diossina sulla salute e sugli alimenti che consumiamo. L'Avvocato Ezio Bonanni difende le vittime di inquinamento e di esposizione a sostanze patogene sul luogo di lavoro.

Compilando il form che trovate al termine di questa pagina avrete accesso alla consulenza legale gratuita in caso di esposizione ad amianto e altre sostanze tossiche, come la diossina.

Che cos'è la diossina?

Cos'è la diossina? La diossina è un agente chimico noto per la sua estrema tossicità e la sua diffusione persistente, capillare e ubiquitaria nell'ambiente.

La sua struttura molecolare comprende due anelli benzenici collegati da altrettanti atomi di ossigeno, con molecole di cloro coniugate in varie posizioni.

Appartiene a una più ampia famiglia di composti chimici strettamente correlati per caratteristiche e tossicità, noti come diossine e furani. Pur causando effetti dannosi simili, questi composti presentano diversi gradi di tossicità.

Quando si menziona la diossina nel linguaggio comune, ci si riferisce generalmente alla TCDD (2,3,7,8 tetracloro-dibenzo-diossina), la più tossica tra tutte le sostanze appartenenti a questa categoria, anche conosciuta come diossina di Seveso. Questo termine fa riferimento al disastro avvenuto nel 1976 nella città omonima, quando un incidente in un impianto per la produzione di diserbanti rilasciò considerevoli quantità di diossina, causando gravi impatti sulla salute degli abitanti delle zone circostanti.

Diossina di Seveso e danni alla salute: quali sono?

La diossina è notoriamente cancerogena e può provocare diversi tumori, tra cui linfomi, cancro al fegato e alla mammella, malattie della tiroide, endometriosi, diabete e danni ai sistemi immunitario, emopoietico e riproduttivo, a concentrazioni adeguate.

Un segno caratteristico di intossicazione acuta da diossina è la cloracne, una condizione cutanea simile all'acne giovanile, che può manifestarsi in qualsiasi parte del corpo e a qualsiasi età in seguito a un'esposizione massiccia al tossico.

La pericolosità della diossina è stata confermata non solo attraverso indagini medico-scientifiche, ma anche dall'osservazione diretta degli impatti sulla salute degli abitanti di Seveso e dei villaggi vietnamiti colpiti dall'agente Orange, un potente defogliante contenente diossina, utilizzato dagli Stati Uniti durante il conflitto del 1964-1975.

Bioaccumulo della diossina nel tessuto adiposo

L'insidiosità della diossina deriva dalla sua persistenza prolungata negli ecosistemi; trasportata dalle correnti atmosferiche, grazie alla sua volatilità, si deposita in luoghi anche notevolmente distanti dalla fonte originaria, inquinando l'acqua e il suolo. Successivamente, entra nell'alimentazione animale, da cui passa all'uomo.

All'interno dell'organismo, data la sua natura liposolubile, la diossina si accumula nel tessuto adiposo (bioaccumulo); nell'uomo, il periodo di emivita oscilla tra 7 e 11 anni (tempo necessario per eliminare il 50% della dose accumulata).

I processi di bioaccumulo, diffusione su scala globale ed eliminazione attraverso il latte materno sollevano la possibilità inquietante di danni trans-generazionali. Di conseguenza, il rischio potrebbe essere reale anche a dosi molto inferiori rispetto a quelle comunemente considerate cancerogene o comunque dannose per la salute.

Sebbene il pericolo possa non manifestarsi immediatamente (sicuramente inferiore rispetto agli allarmi spesso diffusi dai media), è imperativo non trascurare questa minaccia per preservare il nostro avvenire e quello delle generazioni future.

Patologie da esposizione alle Dossine nel dettaglio

Le conseguenze negative sulla salute umana includono patologie come:

  • Dermotossicità (cloracne)
  • Endometriosi
  • Disturbi della funzione riproduttiva
  • Diabete mellito
  • Alterazioni del sistema endocrino
  • Teratogenicità
  • Effetti neurologici
  • Immunotossicità
  • Cancerogenicità.

Malattie correlate alla diossina: cloracne

La cloracne è stata identificata per la prima volta nel 1897 e rappresenta la prima manifestazione clinica collegata all'esposizione alle diossine. È emersa occasionalmente tra i lavoratori impiegati nella produzione dei primi pesticidi negli anni '30 e tra coloro che lavoravano negli impianti per la sintesi dei PCB. Il collegamento causale tra diossina e cloracne è stato chiarito solo nel 1953, quando si verificarono casi gravi tra i lavoratori della BASF in Germania, risoltisi con l'eliminazione della TCDD dal processo produttivo. La malattia si presenta con eruzioni cutanee e pustole simili all'acne giovanile, localizzate su tutto il corpo e, nei casi più gravi, possono persistere per anni.

Endometriosi ed esposizioni alla diossina

L'endometriosi è caratterizzata dallo sviluppo di tessuto endometriale in sedi ectopiche al di fuori della cavità uterina. Numerosi studi in animali e nell'uomo hanno evidenziato un'associazione tra diossine ed endometriosi, sebbene il meccanismo fisiopatologico non sia completamente compreso.

Diabete mellito e infertilità per esposizione alle diossine

Nei maschi esposti alla diossina, il livello di testosterone è significativamente ridotto rispetto ai controlli, a causa dell'azione simil-estrogenica della diossina. Questo provoca una diminuzione della spermatogenesi e, di conseguenza, una riduzione della fertilità maschile, insieme a un cambiamento del rapporto maschi/femmine, come osservato nei periodi successivi al disastro di Seveso.

Sono stati riscontrati aumenti dei casi di diabete mellito tra i soggetti contaminati dalle diossine a Seveso, in Giappone, a Taiwan, in Svezia, negli Stati Uniti e in Belgio, soprattutto tra le donne.

Modificazioni al sistema endocrino, teratogenesi, impatti neurologici

Come precedentemente menzionato, le diossine appartengono a un ampio gruppo di sostanze, costituito da molte migliaia di composti, noti come "interferenti endocrini" o "distruttori endocrini". Questi agenti hanno la capacità di intervenire nel sistema endocrino su vari livelli, con effetti particolarmente evidenti nella fase riproduttiva. Questi impatti spaziano dalla produzione dei gameti (spermatozoi e ovuli) alla fertilizzazione, allo sviluppo intrauterino e alla crescita post-natale. Un esempio drammatico di tali effetti è stato la nascita di numerosi bambini malformati a seguito dell'utilizzo dell'agente arancio durante la guerra del Vietnam.

Gli interferenti endocrini agiscono su molteplici fronti, influenzando l'attività sessuale (con attività simil-estrogenica e anti-androgenica), la tiroide (inibizione della funzione tiroidea con aumento del TSH), gli ormoni glicocorticoidi surrenalici, l'asse ipotalamo-ipofisario, il tessuto scheletrico, l'apparato cardiovascolare, il cervello, il sistema immunitario, il fegato (con deplezione di vitamina A), ecc.

L'esposizione in utero può causare immaturità motoria e iporiflessia alla nascita, nonché uno score psicomotorio ridotto fino a due anni di età, insieme a una capacità di apprendimento diminuita.

Studi su topi e scimmie hanno evidenziato alterazioni della serie bianca correlata all'immunosoppressione, simile a quella osservata nell'HIV, già a valori presenti in gran parte della popolazione umana ed animale. Inoltre, in seguito al disastro di Seveso, si è notata una significativa diminuzione delle Immunoglobuline IgG nei soggetti maggiormente esposti, senza un impatto significativo sulle IgM, IgA e sulle frazioni C3 e C4 del complemento.

Cancerogenesi ed esposizione alle diossine nel dettaglio

La TCDD, dichiarata cancerogena, non è intrinsecamente mutagena, bensì agisce come un potente promotore tumorale, facilitando la progressione tumorale una volta innescata la trasformazione neoplastica. Ciò implica che, in presenza di un fattore mutageno che ha causato la trasformazione neoplastica di una linea cellulare, la presenza di diossina può accelerare la proliferazione delle cellule neoplastiche.

Di conseguenza, la diossina può agevolare la progressione di diversi tipi di tumori. Le neoplasie più frequentemente associate alle diossine includono linfomi non Hodgkin, leucemie acute, mieloma multiplo, tumori mammari, tumori epatici, cancro del retto e sarcomi.

Dove si trovano e dove vengono prodotte le diossine?

Le diossine derivano da processi termici non intenzionali in presenza di materie organiche, ossigeno e cloro, risultanti da una combustione incompleta. Le principali fonti includono l'incenerimento dei rifiuti e l'industria metallurgica, con contributi da settori come la produzione di diserbanti e pesticidi, le industrie del vetro e della ceramica, il fumo di sigaretta, gli scarichi di veicoli, gli impianti di combustione a legna o carbone, gli incendi accidentali e le discariche abusive.

Le diossine, una volta emesse nell'atmosfera, si spostano con il vento, depositandosi su terreno, erba e acqua. Questo si aggiunge alle diossine già presenti come contaminanti ambientali. Da qui, attraverso la catena alimentare, le diossine si accumulano nel tessuto adiposo di animali e umani.

La principale via di esposizione umana supera il 90% attraverso l'alimentazione, specialmente carne, pesce, uova, latte, burro e formaggi.

Nonostante i casi mediatici e le intossicazioni acute, la preoccupazione maggiore riguarda la tossicità cronica delle diossine, dovuta alla loro scarsa degradabilità (l'emivita della TCDD nell'uomo varia da 5,8 a 11,3 anni) e all'accumulo lento e progressivo.

Prevenzione e normativa di riferimento in Europa

Da diverse decadi, le Autorità competenti hanno implementato efficaci strategie di prevenzione, monitoraggio e riduzione dell'esposizione umana alle diossine. Nell'Unione Europea, ad esempio, le emissioni provenienti dai nuovi impianti industriali sono state drasticamente ridotte dell'80% e continuano a diminuire.

In seguito all'incidente del 1976 a Seveso, la Comunità Europea ha adottato nel 1982 la "Direttiva Seveso", attualmente alla sua terza revisione. Questa direttiva prevede la registrazione degli impianti industriali a rischio, l'identificazione delle sostanze pericolose trattate e la preparazione di piani specifici per la prevenzione ed emergenza.

Poiché più del 90% dell'esposizione generale avviene attraverso il consumo alimentare, in Europa i limiti di concentrazione di diossine negli alimenti, definiti per evitare impatti sulla salute del consumatore, sono regolamentati e sottoposti a controlli regolari tramite programmi ufficiali di sorveglianza.

Approfondisci su:

US Environmental Protection Agency (EPA). Exposure and Human Health Reassessment of 2,3,7,8-Tetrachlorodibenzo-P-Dioxin (Tcdd) and Related Compounds National Academy Sciences (External Review Draft) (2004) 

European Food Safety Authority (EFSA). Results of the monitoring of dioxin levels in food and feedEFSA Journal. 2010; 8 (3): 1385 

European Food Safety Authority (EFSA): Diossine e PCB

Prevenzione a livello individuale per evitare l'esposizione dannosa

A livello individuale, le misure di prevenzione e controllo sono limitate e includono:

  1. Riduzione del consumo di grassi animali e di alimenti di origine animale come carne, latticini ed uova.
  2. Adozione di una dieta equilibrata e varia, evitando un'eccessiva focalizzazione su cibi provenienti da aree fortemente inquinate, come il pesce del Baltico.
  3. Valutazione dell'origine degli alimenti tramite l'analisi dell'etichetta, dando preferenza a prodotti provenienti da aree sottoposte a rigorosi controlli.
  4. Evitare la combustione di rifiuti che potenzialmente contengono plastiche.

Come già detto, i prodotti più a rischio includono le parti grasse, il latte e i suoi derivati, con l'animale e la sua zona di allevamento che giocano un ruolo cruciale nella catena alimentare.

Assistenza legale e prevenzione del rischio

Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni si occupa di tutela legale degli esposti a inquinamento e ad altri patogeni che abbiano contratto una malattia che ne è diretta conseguenza. Non si occupa solo della tutela legale degli esposti, ma anche affinché vengano rispettate le norme di prevenzione rispetto all'esposizione agli agenti patogeni per la salvaguardia dei Diritti dell'uomo, della vita umana e della vita privata e familiare, sanciti dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione di Strasburgo.

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