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Mesotelioma: quando il datore di lavoro è accusato di omicidio colposo

Il mesotelioma è un  cancro ad esito spesso infausto causato escluisvamente dall'esposizione all’amianto. In questo articolo scopriamo cos’è l’omicidio colposo e quando si configura in caso di morte per mesotelioma. Il datore di lavoro infatti può essere accusato di omicidio colposo ai danni del dipendente deceduto in seguito all'esposizione alle fibre di asbesto. Scopriamo anche come funziona il risarcimento dei danni agli eredi legittimi della vittima in caso di omicidio colposo.

Lo studio legale dell'Avvocato Ezio Bonanni si occupa di assistenza legale alle vittime di malattia professionale e infortuni sul lavoro e di difesa della vittime di esposizione a cancerogeni sui luoghi di lavoro. Offre consulenza legale agli esposti e ai loro familiari per l'otteniemnto del risarcimento integrale del danno subito e di tutti i benefici previsti dalla legge.

Mesotelioma: cos'è?

Cos'è il mesotelioma? Ne esistono diversi tipi e tutti coinvolgono le membrane sierose che avvolgono alcuni organi del corpo umano interessate da un processo cancerogeno. Il mesotelioma pleurico è il più diffuso e coinvolge la pleura, ovvero il sottile risvestimento a due strati che avvolge i polmoni. Più del 70% dei mesoteliomi diagnosticati sono mesoteliomi pleurici.

Ugualmente rari sono il mesotelioma peritoneale (coinvolge la membrana che avvolge l'addome), il mesotelioma pericardico (membrana intorno al cuore) e il mesotelioma testicolare (tunica vaginale del testicolo).

Come già accennato il mesotelioma è una gravissima forma tumorale causata esclusivamente dall'esposizione alle fibre di asbesto. Per questo motivo è considerato un marcatore, in grado di indicare da solo la presenza di amianto nei luoghi di lavoro.

Il mesotelioma ha dei tempi di latenza molto lunghi che arrivano fino a 30/40 anni dall'esposizione. Prima insorgono le infiammazioni e in particolare le placche pleuriche. Queste possono poi evolvere, nel corso degli anni in mesotelioma della pleura.

L'unico modo per impedire l'insorgenza del mesotelioma e delle altre patologie asbesto correlate è la prevenzione primaria, che consiste nell'evitare qualunque tipo di esposizione all'amianto. La mancata bonifica in Italia continua a causare esposizioni come si evince dai dati del registro mesoteliomi.

Mesotelioma: cure e aspettative di vita

Come già accennato, la prognosi al momento della diagnosi di mesotelioma non è delle migliori e le aspettative di vita a 5 anni dalla diagnosi sono inferiori al 10%. Nonostante le cure sperimentali e gli sforzi della ricerca, infatti, la malattia ha quasi sempre esito fatale. Fondamentale, per migliorare la prognosi e le qualità della vita del paziente, è la diagnosi precoce.

Il Consensus di Helsinki ha stilato una serie di linee guida, periodicamente aggiornate, per la diagnosi del mesotelioma. Raccomanda la sorveglianza sanitaria per coloro che nel corso della vita lavorativa sono stati esposti ad amianto.

Il trattamento del mesotelioma consigliato è sempre un trattamento multimodale che coinvolge chemioterapia, radioterapia, chirurgia e farmacologia. Nuove cure per il mesotelioma coinvolgono la chirurgia con chemioterapia ad alta temperatura applicata direttamente durante l'intervento chirurgico.

Consulta: Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia - Ed.2021

Cos'è l'omicidio colposo?

L'omicidio colposo è il reato commesso da chi cusa la morte di un'altra persona, non intenzionalmente ma per colpa. Questa assenza di intenzionalità è ciò che lo distingue dall'omicidio doloso, anche detto volontario.

Il delitto, nel caso di omicidio colposo, si verifica infatti "a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per l'inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline" (art. 43 del c.p). 

L'art 589 del codice penale prevede, per l'omicidio colposo, la pena base della reclusione da 6 mesi a 5 anni.

Omicidio colposo
Omicidio colposo

Norme giuridiche che disciplinano l'omicidio colposo

A disciplinare l'omicidio colposo è l'art. 589 c.p.

Il bene giuridico tutelato dalla norma è costituito dal diritto alla vita della persona. Privare qualcuno del bene vita è considerato un fatto intollerabile che non può non avere conseguenze sul piano penale, anche se avvenuto per colpa e non per dolo.

L'art. 589 del c.p. recita:

"Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la reclusione è da due a sette anni.
Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici".

Omicidio colposo: aggravanti

Se il reato di omicidio colposo è commesso a causa della violazione delle norme di prevenzione per la sicurezza sui luoghi di lavoro, la pena detentiva va dai 2 ai 7 anni. Se è commesso nell'esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato o di un'arte sanitaria, la pena detentiva va dai 3 ai 10 anni.

Nei casi in cui il datarore di lavoro non rispetti le norme di sicurezza sul luogo di lavoro e un dipendente muore di mesotelioma, può essere condannato a scontare una pena detentiva fino a 7 anni.

In questi casi "nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici".

Omicidio colposo: danno risarcibile

Come già accennato, il responsabile di omicidio colposo può essere chiamato a risarcire il danno subito ai superstiti della vittima. Gli eredi legittimi hanno diritto al risarcimento iure proprio, ovvero per i danni subiti in prima persona. A questo si aggiunge la facoltà di agire iure hereditas, ovvero per ottenere il risarcimento integrale dei danni spettanti al defunto.

Il risarcimento integrale dei danni comprende il danno patrimoniale (da danno emergente, per esempio spese mediche e funerarie) e il danno non patrimoniale (danno biologico, morale ed esistenziale e tanatologico).

La prescrizione dell'azione civile 

L'art. 2947 c.c. prevede che la prescrizione del diritto al risarcimento danni si verifichi con il decorso del termine di 5 anni dal giorno dell'illecito.

La stessa norma al comma 2 prevede che il risarcimento del danno prodotto dalla circolazione dei veicoli di ogni specie il diritto si prescrive in due anni. Attenzione però: lo stesso articolo al comma 3 chiarisce che se il fatto è considerato dalla legge come reato (e in tal caso stiamo parlando appunto di un reato oltretutto perseguibile d'ufficio) e per il reato è stabilita una prescrizione più lunga, questa si applica anche all'azione civile.

Leggi tutto sulla prescrizione nel civile e sulla prescrizione nel penale

Condannati titolari dell’impresa per omicidio colposo

Il Tribunale di Vercelli ha inflitto una condanna ai titolari di una impresa, dopo la morte di un’operaia. La donna, addetta allo smontaggio degli arredi di carrozze ferroviarie, era affetta da mesotelioma pleurico, come confermato dall’esame istologico.

I colleghi di lavoro della defunta hanno testimoniato che nel reparto si liberavano polveri di amianto con l’uso del trapano e dello svitatore. Non c’era un impianto di aspirazione, mentre la decoibentazione è entrata in funzione soltanto in un secondo momento. Secondo la Corte Suprema quando non è possibile stabilire “il momento di innesco irreversibile del mesotelioma pleurico” e tenuto conto che “è irrilevante ogni successiva esposizione all’amianto”, il datore di lavoro va condannato per omicidio colposo.

Infatti, l’amianto, può provocare patologie tumorali anche a basse dosi, come in questo caso. Per questo, la condanna.

In questo caso non ci sono dubbi sull’origine professionale della malattia.

Esposizione  ad amianto e i casi di mesotelioma

Il registro mesoteliomi è un registro aggiornato che censisce tutti i casi di mesotelioma nel nostro paese. Permette di analizzare i dati tenendo conto di diverse variabili: l'incidenza in base all'età, al sesso, alla professione e all'accertata esposizione all'amianto. In quest'ultimo caso permette di analizzare i dati riguardo alla percentuale di esposizione ambientale e lavorativa.

Si tratta dunque di uno strumento indispensabile dal punto di vista dell'analisi del dato epidemiologico. Il suo aggiornamento è fondamentale per la messa a punto delle politiche di prevenzione, sia essa primaria, secondaria o terziaria. In merito a quest'ultima, la presenza del dato epidemiologico permette di assicurare la tutela legale dei lavoratori esposti all'amianto e dei loro familiari.

I dati del registro mesoteliomi

Come si evince da queste pubblicazioni, il numero dei mesoteliomi è in aumento. Data la latenza di questa malattia il picco è previsto proprio per il decennio 2020-2030. Il VI Rapporto Mesoteliomi ha evidenziato però come l'insoergenza di mesoteliomi derivi in numerosi e preoccupanti casi da un'esposizione piuttosto recente.

L’età media alla diagnosi è di 70 anni senza differenze apprezzabili per genere. La percentuale di donne passa dal 27,4% per i mesoteliomi pleurici a 32,8% e 41,1% rispettivamente per i casi del pericardio e del peritoneo.

Le modalità di esposizione sono state approfondite per 21.387 casi (78,2%) e, fra questi, il 70,0% presenta un’esposizione professionale (certa, probabile, possibile), il 4,9% familiare, il 4,4% ambientale, l’1,5% perun’attività di svago o hobby. Per il 20% dei casi l’esposizione è improbabile o ignota.

La percentuale di casi con una età alla diagnosi inferiore a 45 anni è meno del 2% del totale. Più del 90% dei casi di mesotelioma registrati risulta a carico della pleura. Rispetto alla sede anatomica di insorgenza, l’età più bassa si registra per i casi a carico del pericardio (61,6 anni di età in media nei 58 casi disponibili).

L’anno di inizio esposizione, generalmente identificato nell’anno di inizio del lavoro a rischio di esposizione, è compreso fra il 1951 e il 1966 per la metà dei casi per i quali è disponibile (14.647 soggetti ammalati). In crescita la quota di soggetti con esposizione nell’edilizia - che produce oggi il maggior numero di casi e che desta preoccupazioni anche per la possibilità di esposizioni attuali. Esposizioni recenti: dal 12,1% nel periodo 1993 - 1998 al 16,8% nel periodo 2011 - 2015.

Consulta il VI Rapporto Mesoteliomi del ReNaM – INAIL

Risarcimento danni in caso di mesotelioma

Il risarcimento dei danni amianto è costituito dalla componente indennitaria, erogata dall'INAIL (o in caso di dipendenti pubblici attraverso la causa di servizio) a cui si aggiunge il danno differenziale, a carico del datore di lavoro, indipendentemente dalla condanna per omicidio colposo. I lavoratori vittime di mesotelioma hanno infatti diritto all'integrale risarcimento del danno subito.

In caso di decesso, le somme maturate dalla vittima devono essere liquidate ai loro familiari, eredi legittimi.

L'app amianto è un valido strumento di censimento dei siti amianto in Italia, utile anche per dimostrare la presenza di amianto sul posto di lavoro.

Leggi tutto sulla prova e l'onere della prova

Liquidazione dei danni agli eredi del lavoratore deceduto

La cifra dovuta al lavoratore ammalato di cancro alle sierose, in caso di decesso, deve essere liquidata ai suoi eredi, legittimi o testamentari.

In caso di decesso, sia gli indennizzi che il danno differenziale, devono essere liquidati ai legittimi eredi. Questi hanno due possibilità di azione: la costituzione di parte civile nel procedimento penale, per il reato di omicidio colposo; oppure l’azione presso il Giudice del lavoro.

Assistenza legale

Lo studio legale dell'Avvocato Ezio Bonanni offre assistenza legale agli eredi della vittima di omicidio colposo da mesotelioma per il risarcimento integrale dei danni. L'Avvocato Ezio Bonanni, attraverso l'ONA - Osservatorio Nazionale Amianto di cui è Presidente, è pioniere in Italia della lotta all'amianto. Offre assistenza legale gratuita per la tutela risarcitoria agli esposti e, in caso di decesso, ai superstiti.

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