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Radiazioni ionizzanti: tutela legale

Le radiazioni ionizzanti fanno parte del nostro mondo e del nostro ambiente. Esiste infatti un fondo di radiazioni naturale, proveniente dal cosmo e dal sole e addirittura ogni essere vivente ne contiene una componente. A certe dosi ed esposizioni, però, le radiazioni ionizzanti sono estremamente pericolose per la salute. Sono infatti responsabili di danni al DNA che causano tumori di varia natura.

In questa guida scopriamo cosa sono, dove si usano e quali sono le categorie di lavoratori esposti e i rischi per la salute. Scopriamo anche come ottenere l'assistenza legale per i risarcimenti e gli indennizzi previsti dalla legge in caso di malattia professionale. L'Avv. Ezio Bonanni si occupa da decenni della difesa degli esposti ad agenti cancerogeni sul posto di lavoro e non solo e ha ottenuto grandi successi nel permettere ai suoi assistiti di vedere garantiti i loro diritti.

Cosa sono le radiazioni ionizzanti?

Cosa sono radiazioni ionizzanti? Andiamo con ordine e capiamo prima cosa sono le radiazioni. Si tratta di fonti di energia molto comuni. Il calore sprigionato da un forno o la luce visibile sono in effetti radiazioni.

Le radiazioni ionizzanti differiscono però dalle normali radiazioni nella lunghezza e nella frequenza delle onde irradiate. Le radiazioni ionizzanti e sono onde corte e a maggiore frequenza e trasportano una più grande quantità di energia di altre radiazioni. Mentre le radiazioni sono innocue per la salute, quelle ionizzanti sono in grado di interagire con la struttura atomica della materia e di rimuovere gli elettroni che orbitano intorno al nucleo. Sono infatti in grado di conferire all’atomo una carica elettrica, ovvero di ionizzarlo.

Allo stesso modo interagiscono con i tessuti degli esseri viventi creando danni al DNA che possono causare il cancro.

Quali sono quindi le radiazioni ionizzanti? Tra queste figurano i raggi X, quelli gamma, le particelle alfa e le particelle beta. Anche una limitata porzione di raggi ultravioletti è ionizzante. Tutte queste possono causare malattie da radiazioni ionizzanti.

Ma dove si usano le radiazioni ionizzanti? Qui di seguito elenchiamo le principali fonti di radiazioni ionizzanti.

Fonti di radiazioni ionizzanti naturali

Il fondo naturale di radiazione è la quantità di radiazioni a cui siamo naturalmente esposti nell’ambiente in cui viviamo. I raggi cosmici e il suolo terrestre ne producono una certa quantità a cui siamo esposti quotidianamente. L’entità dell’esposizione varia a seconda della zona in cui si vive ma non è possibile conoscerne gli effetti sulla salute. Essendo tutti esposti, infatti, non c’è un gruppo di individui che può essere usato come gruppo di controllo in uno studio scientifico.

Fonti di radiazioni prodotte dall’uomo

Da circa un secolo gli esseri umani sono in grado di sfruttare le proprietà delle radiazioni ionizzanti e di impiegarle in diversi ambiti: dalla produzione di armi all’energia, passando per la medicina nucleare e la diagnostica.

Armi nucleari

La maggiore fonte di radiazioni disperse nell’ambiente dagli esseri umani è rappresentata dai test sulle armi atomiche, specie quelli realizzati in atmosfera. Fino al 1963, quando i test nucleari in atmosfera furono vietati (alcuni Stati hanno continuato però fino agli anni Ottanta), ne sono stati effettuati oltre 500.

Le bombe al neutrone e al cobalto sprigionano energia rispettivamente sotto forma di radiazione di neutrone e di raggi gamma. Sono usate per uccidere gli esseri viventi e lasciare intatte le strutture.

La bomba atomica (Bomba A) sfrutta il processo di fissione nucleare. L’uranio impoverito viene disperso nell’ambiente attraverso proiettili e corazze. L‘uranio impoverito è uranio radioattivo che si trova in natura e che causa danni ai reni, pancreas, stomaco/intestino, ha effetti citotossici, carcinogeni e teratogeni, e provoca circa 400 decessi e più di 4000 casi di malattie per causa di servizio.

proiettili all’uranio impoverito sono stati usati in esercitazioni militari e missioni di pace dai nostri militari. Essi causano problemi legati alla radioattività del materiale oltre che alla tossicità.

Secondo le stime di ONA – Osservatorio Nazionale Amianto circa 8.000 militari italiani hanno riportato patologie causate dall’uso dei proiettili all’uranio impoverito. Tra queste: linfomi di Hodgkin e non Hodgkin e le leucemie. Inoltre, sono più di 375 i militari deceduti a seguito di patologie da esposizione ai cancerogeni.

Centrali nucleari

Le centrali nucleari disperdono nell’ambiente una radioattività attentamente controllata e monitorata e in quantità trascurabili.  In seguito a malfunzionamenti degli impianti o incidenti possono causare però grandi perdite di radiazioni ionizzanti nell’ambiente.

Medicina nucleare

Le radiazioni ionizzanti sono impiegate in medicina in radiologia diagnostica, nella scintigrafia e PET. La radioterapia e i radiofarmaci si usano per trattare il cancro. La dose emessa durante queste procedure è limitata anche se aumenta la probabilità di sviluppare un cancro. Il rischio è considerato basso e in ogni singolo caso i medici valutano il rapporto tra i rischi e i benefici attesi.

Le radiazioni ionizzanti vengono usate in campo medico anche per la pulizia degli strumenti che necessitano di sterilizzazione.

Industria

Dei traccianti radioattivi sono utilizzati in applicazioni industriali, biologiche e in chimica delle radiazioni. La radiazione alfa inoltre viene usata in elettrostatica e negli impianti di rilevamento incendi.

Cancro e radiazioni ionizzanti

Come già accennato, le radiazioni ionizzanti sono in grado di indurre lo sviluppo di tumori.

Per la maggior parte dei tumori indotti da radiazioni ionizzanti, le probabilità di ammalarsi sono maggiori se vi si è esposti da bambini e diminuiscono al crescere dell’età, anche perché non si ha il tempo di sviluppare il tumore. I tumori solidi necessitano di anni in seguito all’esposizione per svilupparsi. I tumori del sangue sono invece precoci. La probabilità di sviluppare un tumore del sangue da esposizione a radiazioni ionizzanti è quindi più elevata di quella di sviluppare un cancro solido.

Il rischio di cancro aumenta al crescere della dose di radiazioni a cui si è esposti.

La sensibilità alle radiazioni varia da organo a organo. Gonadi, cristallino e midollo osseo sono le parti del corpo umano che hanno una soglia più bassa di sensibilità alle radiazioni. Il midollo osseo e la tiroide, in particolare, sono quelli maggiormente soggetti alla trasformazione.

Perché le radiazioni ionizzanti causano il tumore?

Il DNA all’interno delle nostre cellule contiene tutte le istruzioni per il corretto funzionamento dell’organismo.

Le radiazioni ionizzanti, essendo in grado di interagire con la materia, possono rompere i filamenti di DNA oppure indurre cambiamenti nella sua struttura. Così facendo finiscono con il modificare l’informazione in esso contenuta dando il via a mutazioni e a cancro.

Lo IARC inserisce le radiazioni ionizzanti nel gruppo I (Monografie IARC volume 75 e 100). Tra le vie di esposizione che causano il tumore non c’è solo l’irradiazione esterna, ma anche quella interna. Quest'ultima avviene per ingestione, inalazione o contaminazione attraverso la presenza di una ferita aperta.

Effetti delle radiazioni ionizzanti

I possibili effetti delle radiazioni ionizzanti sono di due tipi:

  • effetti deterministici;
  • stocastici.

Gli effetti deterministici delle radiazioni ionizzanti sono quelli che si verificano al di sopra di una certa dose di radiazioni. La loro comparsa è certa e avviene sotto forma di eritemi, necrosi cutanea, perdita dei capelli e dei peli, cataratta, sterilità, fino alla morte. Inoltre un’esposizione a dosaggi particolarmente elevati provoca la sindrome acuta da radiazioni, con danni al midollo osseo, alle mucose intestinali e al sistema nervoso centrale.

Gli effetti stocastici delle radiazioni, invece, non si verificano con certezza. Le probabilità che avvengano aumentano al crescere della dose e del numero di volte in cui si è esposti. Si verificano dopo mesi o anni sotto forma di depressione midollare a carico dei leucociti, di globuli rossi e piastrine.

Esposizione alle radiazioni ionizzanti di natura professionale

Il limite annuo di dose per i lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti, stabilito dalla legge, è di 20 mSv. Per le donne in età fertile il limite previsto scende a 13 mSv. Il Sievert è l’unità di misura della dose equivalente e della dose efficace di radiazione assorbita. Misura l’effetto biologico della radiazione assorbita. 1 mSv equivale a una dose di 1 Gy impartita da raggi X o gamma.

La normativa sull’esposizione per motivi professionali prevede che un Esperto Qualificato valuti chi debba essere considerato lavoratore esposto. Valuta inoltre la dose assorbita da ciascun lavoratore grazie all’uso di dosimetri personali.

Si considera lavoratore esposto chi corre il rischio di assorbire, per motivi lavorativi, una dose superiore a 1 mSv. Il livello di rischio per un lavoratore esposto a tale dose annuale, di contrarre un cancro mortale, è del 5% per un’esposizione di 1 mSv nel corso della vita lavorativa e per esposizione occupazionale annua di 20 mSv mediata su un periodo di un anno.

Se la stima di dose è inferiore a 5 mSv si parla di lavoratore esposto di categoria B. Negli altri casi di lavoratore esposto di categoria A. Qui trovate la normativa Euratom completa.

Radiazioni ionizzanti

Quali tumori causano le radiazioni ionizzanti?

Le leucemie sono il tipo di cancro che insorge più rapidamente (anche dopo pochi anni, mesi o giorni dall’esposizione), mentre i tumori solidi impiegano diversi decenni a svilupparsi.

Se si esclude il tumore della tiroide, in particolare con carenza di iodio, il rischio di sviluppare tumori solidi dopo esposizione alle radiazioni è più basso rispetto a quelli del sangue. La leucemia mieloide acuta è quella che ha maggiori probabilità di svilupparsi.

Molto sensibili alle radiazioni ionizzanti sono il tessuto linfatico, cellule emopoietiche e gonadi maschili. Considerate sensibili: mucosa gastrointestinale, cellule endoteliali, follicoli peliferi, mammella, pancreas, vescica e polmoni. Ossa e cartilagine, apparato muscolo scheletrico e nervoso, sono considerati meno sensibili sebbene la possibilità di sviluppare un tumore osseo in seguito ad esposizione non è affatto remota.

Tra i tumori solidi causati dalle radiazioni ci sono il tumore del polmone, il cancro dell’ovaio, il tumore del colon-retto, il tumore dello stomaco, del pancreas, del fegato, celebrale, della trachea, del seno, del rene, della prostata, della vescica.

Assistenza legale

Tutti i lavoratori che sono stati a contatto con radiazioni ionizzanti possono richiedere rendita o indennizzo INAIL, risarcimento danni (patrimoniale e non patrimoniale), equo indennizzo per causa di servizio e il riconoscimento di vittima del dovere a seconda del comparto di impiego.

I militari e i lavoratori delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza hanno diritto alla causa di servizio e relativo equo indennizzo, allo status di vittima del dovere o equiparazione a vittima del dovere con le relative elargizioni e benefici.

I dipendenti privati o di enti privatizzati hanno diritto alla rendita o indennizzo INAIL e ad altri benefici previsti dalla legge.

Lo studio legale dell'Avv. Ezio Bonanni ha decennale esperienza nella difesa dei lavoratori vittima di malattie causate dalle radiazioni ionizzanti, dall'uranio impoverito e da tutti i cancerogeni. In particolare è in prima linea nella lotta all'amianto e a favore della prevenzione primaria perché si possa evitare qualsiasi forma di esposione dannosa.

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