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Guerra in Somalia e uranio impoverito

Questa guida si focalizza sulla Guerra in Somalia e sui gravi danni alla salute che i nostri militari hanno subito a causa dell'uso di armi all'uranio impoverito durante le missioni.

Le nanoparticelle di metalli pesanti prodotte dalla combustione ad altissima temperatura dei bersagli metallici colpiti dai proiettili all'uranio impoverito hanno causato diverse malattie, come tumori del sistema emolinfopoietico e Sindrome della Sensibilità Chimica Multipla (MCS).

Coloro che hanno contratto malattie nel corso della loro professione, inclusi i militari, hanno diritto allo status di vittime del dovere, che comporta una serie di benefici che verranno esaminati in dettaglio più avanti.

L'Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e il suo Presidente, l'Avvocato Ezio Bonanni, si sono dedicati per decenni all'assistenza legale di numerosi militari italiani affetti da malattie causate dall'utilizzo di uranio impoverito e dall'esposizione a metalli pesanti.

In Somalia, come in altri teatri di guerra, sono state utilizzate armi all'uranio impoverito senza che il personale militare fosse informato.

Guerra in Somalia: gli elementi salienti

La guerra in Somalia è iniziata nel 2006 e vede contrapposti il governo federale di transizione somalo e l'Etiopia contro l'Unione delle corti islamiche (UCI) e altre milizie per il dominio del paese.

Le missioni militari italiane in Somalia includono l'operazione Eutm Somalia, l'operazione Eu Navfor Somalia (operazione Atlanta), Eucap Nestor e Miadit 12, tutte impegnate in vari compiti a supporto del governo somalo.

L'uranio impoverito è stato ampiamente utilizzato in diverse guerre, compresa la guerra in Somalia, causando gravi danni alla salute dei militari italiani che operavano senza adeguate protezioni.

I militari italiani che hanno partecipato alle missioni in Somalia hanno subito numerose patologie, tra cui danni renali, tumori ai polmoni, tumori ossei, carcinoma esofageo e molti altri.

Gli antefatti della Guerra i Somalia: quali sono?

La storia della Somalia è segnata da un periodo instabile caratterizzato da rivolte culminate nella caduta del dittatore Siad Barre nel 1991.

Dopo la caduta del regime, lo Stato somalo collassò e l'esercito si frammentò in diverse fazioni indipendenti basate sui clan, che entrarono in conflitto tra di loro e con i principali gruppi ribelli, scatenando una guerra civile sanguinosa che causò una vasta perdita di vite umane.

Una parziale soluzione al conflitto arrivò con la costituzione di un governo transitorio nel 2000, seguito però da ulteriori scontri e dalla formazione, nel 2004, di un governo federale di transizione, guidato dal presidente Abdullahi Yusuf Ahmed.

Mentre le nuove istituzioni transitorie si stabilivano a Baidoa nel 2005, l'esercito somalo, inattivo dal 1991, venne ricostruito grazie al sostegno dell'Etiopia e degli Stati Uniti.

Nonostante ciò, a causa di decenni di assenza dello Stato e di istituzioni centrali, l'amministrazione locale fu assunta dai tribunali islamici, che si opposero alla cessione del potere al nuovo governo di transizione. Le Corti islamiche si unirono nell'Unione delle Corti islamiche e nel giugno 2006 occuparono Mogadiscio, rifiutando l'insediamento del governo di transizione nella capitale.

Uranio impoverito: cos'è e come è usato

Uranio impoverito: che cos'è e dove si trova? L’Uranio Impoverito (UI) è un sottoprodotto del processo di arricchimento dell’Uranio, in cui l’Uranio-235 (U235) viene impoverito di due terzi del suo contenuto originario di Uranio naturale. L’alta densità dell’Uranio Impoverito (19 g/cm3) lo rende un materiale superiore per la penetrazione delle corazzature.

Le proprietà chimiche e metalliche dell’UI sono del tutto analoghe a quelle dell’Uranio naturale e implicano rischi simili per quanto riguarda la tossicità chimica e radiologica. La Commissione di Regolamentazione del Nucleare degli Stati Uniti lo classifica infatti l’UI come materiale utilizzabile solo dietro autorizzazioni generali specifiche.

L’autorizzazione generale consente l’uso e il trasporto di UI in quantità di 15 libbre (6,8 kg) per volta fino a un massimo di 150 libbre all’anno (68 kg). Per le autorizzazioni specifiche è necessario presentare una documentazione scritta dell’uso previsto per il metallo e specifici riferimenti all’equipaggiamento, all’osservanza delle norme sanitarie e di sicurezza e alla preparazione del personale.

Approfondisci su “Alcune Tesi e Fatti sull’Uranio Impoverito (DU), sul suo Uso nei Balcani, sulle Conseguenze sulla Salute di Militari e Popolazione” del Comitato Scienziate e Scienziati contro la Guerra.

Uranio impoverito: danni alla salute

Gli effetti sulla salute dell'uranio impoverito includono il deposito del metallo radioattivo nei polmoni e in altri organi, causando diverse forme di cancro.

La contaminazione del corpo con uranio impoverito costituisce un rischio chimico e fisico, causando danni chimici e radiologici a organi come i polmoni, i reni e le ossa.

Quando un proiettile di uranio impoverito colpisce un bunker o un carro armato, alla sua esplosione ad alta temperatura rilascia infatti nell’ambiente nanoparticelle di metalli pesanti. Tra questi compare il piombo che lo IARC (volume 77 del 2006) inserisce tra i possibili cancerogeni per l'uomo, di comprovata tossicità e in grado di causare gravi danni biologici, indipendentemente dalla capacità cancerogena.

Patologie più comuni in seguito all'esposizione all'uranio impoverito

Tra le patologie che hanno maggiormente colpito gli esposti ci sono:

  • danni renali;
  • cancro ai polmoni;
  • tumore alle ossa;
  • carcinoma all’esofago;
  • problemi alla pelle;
  • disturbi neurocognitivi;
  • anomalie cromosomiche;
  • sindromi da immunodeficienza;
  • rare malattie renali e intestinali;
  • malformazioni genetiche ai nascituri;
  • linfomi di Hodgkin e leucemie.

Il Colonnello Carlo Calcagni, un elicotterista impegnato nei Balcani, ha condiviso la sua esperienza di essere stato contaminato da uranio impoverito e metalli pesanti, subendo oltre 24 patologie, tra cui la Sindrome della Sensibilità Chimica Multipla (MSC).

Se l’uranio impoverito viene inalato, il metallo radioattivo si deposita nei polmoni e in altri organi, causando diversi tipi di cancro. Gli effetti sulla salute dell'Uranio Impoverito possono essere approfonditi su "Depleted Uranium. Sources, exposures and health effects" dell'OMS.

Chi sono precisamente le vittime del dovere?

Le vittime del dovere sono coloro che hanno svolto un servizio in particolari attività, indicate nell’art. 1, co. 563, L. 266/2005. Successivamente, queste tutele sono state ampliate, per coloro che hanno svolto missioni e attività in particolari condizioni ambientali ed operative.

In caso di infermità o di decesso, sussiste il diritto al riconoscimento di questo status. In tutti i casi in cui ciò è avvenuto:

  • nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;
  • nello svolgimento di servizi di ordine pubblico;
  • nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
  • in operazioni di soccorso;
  • in attività di tutela della pubblica incolumità;
  • a causa di azioni in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità. 

Per la totale equiparazione a vittime del dovere si fa riferimento alle particolari condizioni ambientali e operative eccedenti l’ordinarietà (art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006), tra le quali l’esposizione ad asbesto, a nanoparticelle per proiettili all’uranio impoverito, a radiazioni ionizzanti: 

per particolari condizioni ambientali od operative, le condizioni comunque implicanti l’esistenza od anche il sopravvenire di circostanze straordinarie e fatti di servizio che hanno esposto il dipendente a maggiori rischi o fatiche, in rapporto alle ordinarie condizioni di svolgimento dei compiti di istituto”. 

La Legge 466/1980 indica che sono equiparati a vittime del dovere: magistrati ordinari, militari dell’Arma dei Carabinieri e del Corpo di finanza, appartenenti alle guardie di pubblica sicurezza e del Corpo degli agenti di custodia, il personale del Corpo forestale dello Stato e del Corpo di polizia femminile.

Si aggiungono inoltre il personale civile dell’Amministrazione degli istituti di prevenzione e di pena, vigili del Fuoco, appartenenti alle Forze armate dello Stato in servizio di ordine pubblico o di soccorso. 

Missioni nella guerra in Somalia e vittime del dovere

Il riconoscimento della causa di servizio per le malattie contratte dai militari in missione è di fondamentale importanza per ottenere lo status di vittime del dovere e accedere ai benefici previsti.

Le vittime del dovere hanno diritto a una speciale elargizione, assegni vitalizi e altri benefici come l'esenzione dall'IRPEF sulle pensioni e l'accesso alle borse di studio.

La totale equiparazione delle vittime del dovere alle vittime del terrorismo è stata riconosciuta per quanto riguarda le prestazioni, ma alcune questioni riguardanti gli orfani non a carico fiscale rimangono da affrontare.

Vittime del dovere e risarcimento danni

È possibile ottenere il risarcimento dei danni attraverso diverse modalità, come costituirsi parte civile nel processo penale o esercitare l'azione civile presso il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR).

La quantificazione del danno non patrimoniale si basa sul grado di invalidità.

Sia lo speciale assegno vitalizio che l’assegno vitalizio mensile infatti sono erogati solo a coloro riconosciuti con un grado di invalidità non inferiore al 25%. Il criterio per la quantificazione è quello del dPR 181 del 2009 e non l’art. 5 d.P.R. n. 243/2006, con gli artt. 5 e 6 I. n. 206/2004.

Si tratta di una tutela importante, perché il Legislatore ha sancito che l’invalidità rilevante deve comprendere anche il danno morale subito. Ciò comporta una rivalutazione retroattiva delle prestazioni su istanza dell'interessato.

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