Il Tribunale di Napoli assegna oltre 468 mila euro ai familiari di un maresciallo scomparso per tumore pleurico.
Una sentenza esemplare per le vittime dell'esposizione
Le aule giudiziarie partenopee hanno emesso un verdetto fondamentale a fine luglio 2026. I giudici hanno stabilito la responsabilità diretta delle istituzioni militari nella scomparsa del sottufficiale campano. L'uomo ha prestato servizio per quasi quaranta stagioni come tecnico dei velivoli. Durante le manovre di manutenzione ha inalato particelle pericolose di amianto contenute nelle componenti aeree. Di conseguenza, lo Stato dovrà versare una somma superiore ai 468 mila euro ai parenti. Questo importo comprenderà pure la rivalutazione e gli interessi legali maturati nel tempo. Inoltre, la pronuncia del tribunale offre finalmente un riconoscimento ufficiale alle tribolazioni sofferte dai suoi cari.
Infatti, l'operatore di volo ha dedicato tutta la propria carriera alla sicurezza del paese. Tuttavia, proprio la vicinanza agli aeromobili dell'epoca ha compromesso gravemente il suo stato di salute. La diagnosi della gravissima forma tumorale pleurica è giunta nel 2013. Successivamente, la malattia lo ha portato al decesso nell'estate del 2015. Da quel momento la famiglia ha intrapreso un lungo percorso per ottenere giustizia. Pertanto, la decisione del giudice trasforma la sofferenza privata in un importante elemento di tutela legale.
Tappe legali e superamento della prescrizione
Nel corso del dibattimento le autorità di Roma avevano sollevato l'eccezione di prescrizione dei termini. Ciononostante, il collegio giudicante ha rigettato integralmente la linea difensiva dell'Amministrazione statale. I magistrati hanno specificato un orientamento decisivo per i casi analoghi presenti sul territorio nazionale. Di fatto, il periodo utile per agire non scatta con la prima diagnosi del male. Allo stesso modo, il tempo non parte dal giorno del decesso della persona ammalata. Al contrario, la finestra temporale decorre dalla consapevolezza scientifica del nesso di causalità tra l'esposizione all'amianto e la patologia contratta.
In aggiunta, il tribunale ha compreso il valore del patimento subito dagli eredi durante l'assistenza al proprio caro. La sofferenza psicologica comincia infatti molto prima del momento finale del trapasso. I parenti osservano quotidianamente il degrado corporeo provocato dalla neoplasia durante i cicli di cura. Pertanto, i giudici hanno valutato pienamente ogni singolo aspetto del danno morale patito. La qualifica di Vittima del Dovere ha confermato definitivamente la bontà delle richieste presentate dagli avvocati della famiglia.
Aeronautica: voci dal fronte della tutela e prospettive future
Numerose reazioni hanno accompagnato la pubblicazione del testo definitivo dell'ordinanza campana. I rappresentanti dell'Osservatorio Nazionale Amianto hanno espresso grande soddisfazione per l'obiettivo raggiunto in sede penale e civile. La battaglia contro la fibra killer rappresenta un impegno costante per proteggere il personale operativo nelle basi aeree. Molti servitori delle istituzioni hanno affrontato gravi rischi non in missione, ma all'interno delle officine meccaniche durante i normali turni di lavoro. Di conseguenza, la pronuncia odierna rappresenta un monito per l'intera pubblica amministrazione.
«Questa sentenza conferma ancora una volta che troppi servitori dello Stato sono caduti per un nemico invisibile presente negli ambienti di lavoro. L’amianto è un fuoco amico che lascia ferite profonde.» — Ezio Bonanni, Presidente ONA
«Per chi ha lavorato sugli aeromobili, questa decisione offre una speranza concreta a tutti gli ex militari che attendono ancora l'accertamento della verità.» — Nicola Panei, Componente del Direttivo ONA
In conclusione, la pronuncia giurisprudenziale stabilisce un nuovo standard per i procedimenti pendenti in Italia. Le tutele legali per chi opera nell'Aeronautica Militare appaiono oggi decisamente più solide e accessibili per tutti.


