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Published: Agosto 3, 2022

Dal Cin. Pignoramento al Ministero dell’Interno per amianto 

Per Antonio Dal Cin, vittima di asbestosi, il legale Ezio Bonanni chiede il pignoramento a fronte di un risarcimento che stenta ad arrivare.

Antonio Dal Cin vittima di amianto e della malagiustizia 

Dal Cin, finanziere in congedo, combatte la sua duplice battaglia contro la malattia professionale da esposizione all’amianto e contro l’ostruzionismo ingiustificato posto in essere dal Ministero dell’Interno.

Dopo anni di dure battaglie legali, per il militare non arriva ancora alcun risarcimento e anche la sua patologia non è mai stata riconosciuta per la sua effettiva gravità.

Oltre al disagio fisico, la mancata erogazione delle spettanze economiche ha di fatto aggravato il disagio  psicologico di Dal Cin. 

Utile precisare che l'uomo è considerato “Vittima del Dovere" ed equiparato alle “Vittime del Terrorismo”.

Finalmente, in data 15/7/2022, il Ministero dell’Interno ha contattato lo studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, patrocinante in Cassazione e presso le Magistrature Superiori.

A quanto pare, provvederà a pagare le somme dovute (a titolo di speciale elargizione) e gli assegni vitalizi, comprensivi di interessi legali.

L’improvvisa “presa di coscienza” è arrivata tuttavia solo dopo un’azione di forza del legale.

Ricostruiamo gli ultimi avvenimenti

Con sentenza esecutiva del Tribunale di Latina – Sezione Lavoro (sentenza n. 1242/2021 del 25.11.2021, n. 3985/2018 RG), pubblicata in data 25.11.2021, munita di formula esecutiva, il giudice aveva disposto chiaramente che il militare venisse risarcito.

Il Tribunale «… condanna il Ministero dell’Interno alla riliquidazione in favore della parte ricorrente della speciale elargizione prevista dall’art. 5, comma I della L. 266/04, già attribuitagli con decreto del 12.06.2018, in riferimento all’invalidità complessiva del 50% nella misura e con la decorrenza di legge, detratte le somme già corrisposte al medesimo titolo, oltre alla maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria dalla maturazione al soddisfo. Condanna il Ministero al pagamento, a decorrere dalla domanda amministrativa, dello speciale assegno vitalizio mensile di € 1.033,00, e dell’assegno vitalizio mensile di € 500,00, con relativa perequazione automatica, oltre accessori di legge…».

Il Ministero dell’Interno “sonnecchia” e Antonio Dal Cin aspetta ancora 

Nonostante le notifiche di rito e un atto di Precetto, il Ministero dell’Interno, ha continuato tuttavia a “sonnecchiare” e del “pagamento spontaneo” nessuna traccia.

L’Avv. Ezio Bonanni ha pertanto aggirato l’ostacolo con un’azione scaltra: il pignoramento alla Banca d’Italia.

«Difenderò il finanziere Antonio Dal Cin in tutte le sedi di giustizia», duro il commento del legale.

All’azione seguono i fatti e, in data 15.06.2022, il presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto ONA ha depositato al Tribunale Civile di Roma, un atto di pignoramento presso terzi.

L’atto è stato intrapreso nei confronti del Ministero dell’Interno, alla Banca d’Italia.

Quest’ultima, in data 04.07.2022 ha comunicato che su un conto corrente è stata bloccata la somma di € 534.220,00, in attesa dell’udienza che si sarebbe dovuta tenere al Tribunale di Roma il prossimo 12.09.2022. Parliamo al condizionale perché, come accennato all’inizio dell’articolo, il Ministero dell’Interno ha dichiarato di voler ottemperare alla sentenza del Tribunale di Latina, munita di formula esecutiva. Al militare spettano i due assegni vitalizi previsti come “Vittima del dovere”, e come “equiparato alle Vittime del terrorismo”, con decorrenza dalla data di presentazione della domanda amministrativa (luglio 2013), comprensivi di interessi legali e rivalutazioni.

Speriamo che ciò avvenga in tempi brevi…

Risarcimenti in sospeso

Restano invece in sospeso i risarcimenti di tutti i danni patiti dal militare in passato e nel presente. Danni quantificati, secondo le tabelle del Tribunale di Milano in € 1.631.568,50. Il T.A.R del Lazio, in modo del tutto illogico, sorvolando sulla domanda e su tutta la consolidata e granitica giurisprudenza, senza considerare la sentenza del Tribunale di Latina, che riconosce a Dal Cin il 50% di invalidità come vittima del dovere, gli ha riconosciuto il 5% della stessa. Risultato? Per lui è prevista una somma “ridicola” di 20.000 euro (Sentenza del T.A.R, del Lazio, Sezione Quarta, N 01995/2022 del 18/02/22).

Di fatto, l’ex militare è invalido al 100%

Peraltro il T.A.R. ha contestato le tabelle del Tribunale di Milano, storicamente applicate per tutti i risarcimenti, anche per quelli degli eredi dei militari deceduti, sostenendo che vanno considerate quelle Inail.

Bisogna a questo punto precisare che i militari non hanno assicurazione Inail e dall’ente non viene rilasciato mai alcuna certificazione. Non si comprende questa assurda contestazione, contraria alla norma da sempre applicata! 

Per questo motivo l’avv. Ezio Bonanni ha presentato ricorso in appello al Consiglio di Stato, NRG 202202285, Sezione 2, data di deposito 17/03/22. C’è da sperare che Dal Cin abbia finalmente giustizia.

Per la moglie e i figli di Dal Cin i danni vanno ancora quantificati 

Restano invece da quantificare i danni subiti, a favore della moglie e dei i figli di Dal Cin, come previsto per legge. Intanto sono già state notificate dall’avv. Bonanni le messe in mora con interruzione di ogni prescrizione a tutela dei minori Anna e Matteo Dal Cin, che vivono quotidianamente il dramma della malattia del padre.

Lettera aperta di Anna Dal Cin a Sergio Mattarella

Anna Dal Cin (15 anni) figlia del militare, ha voluto dire la sua sulla triste vicenda. Una storia di ordinaria malagiustizia che purtroppo incide pesantemente sulla serenità familiare. Anna ha sentenziato parole dure come macigni nei confronti di uno Stato negligente, assente, che invece di premiare i suoi difensori, li abbandona al loro destino di dolore e sofferenza. Riportiamo a seguire qualche stralcio della lettera.

Caro Signor Presidente le scrivo…

«Le scrivo questa mia lettera aperta nella speranza che possa rispondermi, perché non riesco a comprendere il motivo per cui, in un cosiddetto tempo di pace, e si spera resti tale sempre, la vita di un uomo, quella di mio padre, vale 20.000,00 Euro (Sentenza del T.A.R. del Lazio, Sezione Quarta, N. 01995/2022 del 18.02.2022 – Ricorso in appello al Consiglio di Stato, NRG 202202285, Sezione 2, data di deposito 17.03.2022).

Sono sconvolta nell’apprendere che alla vita umana possa essere dato un valore materiale così irrisorio, quando da sempre nelle scuole ci viene insegnato che la vita ha un valore immenso, e la persona umana deve essere tutelata in tutte le fasi della sua esistenza.

Mio padre, Antonio Dal Cin, è una “Vittima del Dovere”, un militare della Guardia di Finanza, condannato a morte attraverso le fibre di amianto, che non lasciano scampo e determinano gravi patologie, altamente invalidanti, incurabili e quasi sempre mortali».

Una famiglia abbandonata dallo Stato

E ancora: «Le scrivo Signor Presidente, perché vivo quotidianamente la sofferenza di mio padre e la sua forte preoccupazione che possa accadergli qualcosa, lasciando me, mio fratello Matteo di 9 anni e nostra madre, anche lei gravemente malata, affetta da “Sclerosi Multipla”, privati di alcuna possibilità di sostentamento.

La triste e dolorosa vicenda di mio padre, nota alle cronache nazionali, e in parte richiamata in una Interrogazione in Senato nel 2016, non è solo la storia di una malattia, ma quella di un uomo, che fedele al suo giuramento, ha messo al primo posto il bene sacro della vita, donando al prossimo quanto di più prezioso, il suo tempo. 

Di contro, ha subito mobbing di tipo verticale, e ciò è documentato in atti, fino a vivere un comprovato e reiterato ostruzionismo, esclusivamente mirato a non far emergere il rischio morbigeno per esposizione all’amianto nelle caserme della Guardia di Finanza e negli elicotteri del Corpo. 

Provato dalla sofferenza e dalla malattia, inspiegabilmente, mio padre permane ostaggio della burocrazia e di una giustizia ingiusta, che chiede tempo a chi non può aspettare altro tempo. Ma la cosa assurda è che pur essendo stato collocato in congedo assoluto nel 2014, in forza del suo precario stato di salute, ulteriormente aggravatosi nel tempo, in modo del tutto illogico, immotivato e fuorviante, viene dichiarato invalido al 5%, senza che possiamo gridare al miracolo, e senza così ottenere i benefici economici previsti per le Vittime del Dovere»

Ancora qualche passo della lettera

Leggiamo qualche altro passo. «Signor Presidente, purtroppo in questo Paese le persone come mio padre non sono un esempio da seguire, altrimenti tutti avrebbero il coraggio di denunciare.

Gli eroi sono altri, quelli che non intralciano in alcun modo le gerarchie militari, e ancor più i poteri forti, e sono loro l’esempio da seguire e da far seguire. Infatti, li fanno sfilare.

Desidero che Lei sappia cosa ha fatto mio padre in tutti questi anni, in nome della sacralità della vita e della salubrità degli ambienti di vita e di lavoro, con il solo obiettivo di impedire che ad altri militari toccasse la sua stessa sorte. 

“…nelle sommarie informazioni già rilasciate il —- al sottoscritto, il DAL CIN Antonio, ha con grande dovizia di particolari ben riferito sulla presenza di amianto presso le strutture ed infrastrutture all’interno dei perimetri militari della Guardia di Finanza, dove ha prestato servizio, con particolare riferimento alla caserma di confine di PROSECCO (TRIESTE). Grazie all’instancabile lavoro condotto dal Signor DAL CIN Antonio, dal 2012 ad oggi molta rilevante documentazione “sulla presenza di noisis” presso i luoghi di lavoro della Guardia di Finanza” è pervenuta scrivente. Tale documentazione, inequivocabilmente evidenzia, spiega e dimostra molteplici situazioni operative nelle quali il Personale in forza/servizio alla Guardia di Finanza – “componente terrestre” e “componente navale” – venne e viene ancora oggi a contatto, diretto o indiretto, con agenti fisici e chimici pericolosi (compreso l’amianto) presenti nei siti, Reparti, Direzioni, Comandi, Siti, dell’Amministrazione dello Stato in trattazione». 

Un premio alla bontà

Anna poi sottolinea il valore del padre, riconosciuto anche attraverso il conferimento del Premio internazionale Antonio De Curtis (Totò)- XVIII Edizione Camera dei Deputato- il 9 dicembre 2015.

Nelle motivazioni del riconoscimento si legge: «Militare in congedo, premiato con la medaglia del Senato della Repubblica per aver intrapreso una battaglia tout – court a favore dei colleghi, finalizzata alla bonifica dell’amianto dalle caserme e dagli elicotteri delle forze armate».

Conclusioni di Anna Dal Cin 

Nella parte finale della lettera aperta, Anna confida nel buonsenso di Mattarella, uomo per atro segnato da un “lutto di Stato”

«Signor Presidente, tenuto conto di tutto quanto sopra esposto, Le chiedo com’è possibile che in Italia la vita di un uomo, di una “Vittima del Dovere”, vale 20.000,00 Euro.

Contestualmente, Le chiedo come si può accettare che chi già soffre deve lottare fino alla morte per ottenere quei benefici economici spettanti alle Vittime del Dovere, che nonostante una sentenza con formula esecutiva, non vengono elargiti come previsto per legge.

Confido in Lei Signor Presidente, al fine di poter ricevere una risposta, anche per la mia famiglia, così come per tutte le persone che vivono la stessa condizione di mio padre, per tutti i figli e per gli orfani delle Vittime del Dovere, perché ci sia equità, uguaglianza, e sia mantenuta fede alla parola giustizia.

Mi rivolgo a Lei Signor Presidente, nel Suo ruolo di Capo Supremo delle Forze Armate dello Stato, di cui il glorioso Corpo della Guardia di Finanza è parte integrante, nella speranza che in questo Paese, non esistano Vittime di serie A e vittime di serie B, considerata l’evidenza di fatti inoppugnabili, di cui risulta impossibile non tener conto, e casi come quello di mio padre abbiano la giusta e doverosa considerazione e il valore del bene sacro della vita non sia mai più sminuito così come avvenuto.

Un appello accorato quello della giovane di Sabaudia che, speriamo, possa trovare accoglimento».

Una vittoria dell’ONA all’orizzonte 

Si profila un’altra vittoria dell’ONA? Sicuramente sì.

L’Avv. Ezio Bonanni è presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto, che offre assistenza medica, legale e tecnica alle vittime dell’amianto e altri cancerogeni. 

Servizi legali in collaborazione con ONA

Lo studio legale dell'avvocato Bonanni ti assiste per ottenere:

• Rendita Inail in favore del lavoratore esposto ad amianto (o dei famigliari in caso di decesso)

• Prepensionamento vittime amianto (pensione invalidità amianto)

• Riconoscimento di Vittima del Dovere, con le relative prestazioni e benefici 

• Risarcimento danni

ASSISTENZA LEGALE

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