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Published: Ottobre 7, 2022

Esposizione amianto: Commissione europea ridurrà il limite?

La Commissione europea ha proposto di ridurre il limite di esposizione amianto sul posto di lavoro a un valore dieci volte inferiore a quello attuale. I sindacati, e non solo loro, annunciano battaglia.

Esposizione amianto: causa tumore ai lavoratori

L’amianto è una sostanza cancerogena estremamente pericolosa, ancora presente in molti dei nostri edifici. Quando vengono inalate, le fibre del “killer silente”, trasportate nell'aria possono portare, ad esempio, al mesotelioma e al cancro ai polmoni

Poiché tra l’esposizione e i primi segni della malattia possono trascorrere fino a 40 anni, le patologie asbesto correlate vengono diagnosticate in fase tardiva.

Questi pericoli sono ben noti a tutti, anche all'esecutivo europeo, secondo cui, l’amianto è responsabile del 78% dei tumori riconosciuti nell'Unione europea, in ambito lavorativo. Solo nel 2019, più di 70.000 persone nell'UE sono morte per l'esposizione passata all'amianto sul lavoro.

Si stima che da 4,1 a 7,3 milioni di lavoratori siano attualmente esposti all'amianto, con il 97% che lavora nell'edilizia e il 2% nella gestione dei rifiuti.

Per tali ragioni, la Commissione europea ha avviato delle consultazioni sul riconoscimento dei nuovi disturbi legati all'amianto come “malattie professionali”.

Le azioni presentate seguono la risoluzione del Parlamento europeo del 20 ottobre 2021 sulla protezione dei lavoratori dall’amianto.

Un titolone d’effetto e tanti buoni propositi. Ma…

La tabella di marcia titolata “proteggere meglio le persone e l'ambiente dall'amianto e garantire un futuro libero dall’amianto”, sembrava andare nella direzione giusta.

La Commissione ha chiamato in causa i 27 Stati membri, le istituzioni dell'UE, le parti sociali e le parti interessate, al fine di: 

  • Elaborare strategie nazionali di rimozione dell’amianto, in grado di garantire lo smaltimento sicuro della fibra, l'inquinamento zero e proteggere le generazioni attuali e future;
  • Ha chiesto di introdurre un “diario di bordo digitale” per gli condividere dati relativi agli edifici (sulla costruzione,  progettazione e demolizione);
  • Ha proposto un nuovo approccio dell'UE sulla rilevazione del cancro, che include un aggiornamento della raccomandazione del Consiglio del 2003 sullo screening del cancro .
  • L'UE continuerà inoltre a svolgere un ruolo di primo piano nella lotta globale contro l'amianto, ad esempio nel contesto della Conferenza delle parti della Convenzione di Rotterdam, dell'Organizzazione internazionale del lavoro, del G7 e del G20.

Per portare avanti tali strategie, l’UE ha a disposizione numerosi fondi da elargire agli Stati membri per la prevenzione sanitaria, il trattamento, i lavori di ristrutturazione e la rimozione sicura dell’amianto. 

Essi sono il Fondo per la ripresa e la resilienza, il Fondo sociale europeo Plus e il Fondo europeo di sviluppo regionale

Perché si vuole abbassare il limite dell’esposizione?

Nonostante gli apparenti sforzi in direzione della lotta al nemico invisibile, la Commissione ha deciso di ridurre la soglia del rischio esposizione “in conformità con gli ultimi sviluppi scientifici e tecnologici”, si legge in una nota. 

Il nuovo valore, che dovrà essere convalidato dal Parlamento europeo e dagli Stati membri, sarebbe di 0,01 fibre per centimetro cubo (f/cm3), dieci volte inferiore a quello attuale.

Ovviamente la decisione ha suscitato grande indignazione. 

Lo sdegno delle forze sindacali, politiche e industriali

La Federazione europea dei sindacati del servizio pubblico (EPSU), che rappresenta 8 milioni di lavoratori del servizio pubblico in tutto il blocco, ha criticano fortemente la revisione delle regole sull'amianto della Commissione, definendola “vergognosa”. Per EPSU, il nuovo valore è addirittura 10 volte superiore al limite da adottare (1.000 fibre per metro cubo).

Ha poi ricordato che, secondo le norme dell'UE, i datori di lavoro devono assicurarsi che i lavoratori non siano esposti a una concentrazione aerea della sostanza al di sopra dei limiti di esposizione professionale per otto ore. Se il limite viene violato, il lavoro deve fermarsi fino a quando non sono state adottate misure "adeguate", come l'assunzione di un appaltatore specializzato per isolare o rimuovere il pericolo.

«Abbiamo bisogno che la Commissione europea prenda più sul serio la salute e la sicurezza dei lavoratori», ha affermato Jan Willem Goudriaan, segretario generale dell'EPSU. «I vigili del fuoco e i lavoratori dei rifiuti si aspettavano una proposta più ambiziosa da parte della Commissione europea».

Anche i vigili del fuoco, i lavoratori edili e quelli che si occupano dello smaltimento dei pericolosi rifiuti, hanno mostrato la loro rabbia verso la pericolosa proposta pubblicata lo scorso mercoledì.

Nikolaj Villumsen, eurodeputato della sinistra, ha definito il valore limite proposto dalla Commissione "completamente folle", aggiungendo che «impostare il valore limite così alto è giocare d'azzardo con la vita e la salute dei lavoratori edili e degli artigiani».

Le associazioni industriali avvertono che limiti sull’esposizione al patogeno ostacoleranno gli affari.

Essi altresì rischieranno di rendere i lavori di ristrutturazione proibitivi.

Nel frattempo, la Federazione europea dell'edilizia e dei lavoratori del legno ha accusato la Commissione di schierarsi «con i lobbisti aziendali che vogliono limitare le misure per risparmiare denaro».

La proposta dell’esecutivo dell’UE sarà ora discussa dal Parlamento e dal Consiglio dell’UE. I Paesi avrebbero quindi due anni per trasformare le nuove norme nel diritto nazionale.

Per l’ONA non esiste una soglia di sicurezza all’esposizione

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio nazionale amianto,insiste sul fatto che non esista una soglia minima al di sotto del quale l’amianto non faccia danni. L'amianto va evitato in tutte le sue forme!

 Fonti

ec.europa.eu 

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