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Le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata

L'avvocato Ezio Bonanni, nella sua carriera ultratrentennale (iscrizione nell'albo degli avvocati dal 05.12.1996, con abilitazione dal dicembre 1993), ha tutelato e tutela le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Non a caso, è il presidente dell'Osservatorio Vittime del Dovere. Questa associazione, unitamente all'ONA - Osservatorio Nazionale Amianto, tutela tutte le vittime, tra cui quelle di attentati terroristici. Se vuoi procedere alla tutela dei tuoi diritti, nel caso in cui fossi stato vittima di azioni terroristiche, anche all'estero, ti puoi rivolgere all'avv. Ezio Bonanni. Tra l'altro, il fatto stesso che è il presidente di queste due organizzazioni, ti permette di accedere alla consulenza gratuita, anche per il profilo medico-legale. Attraverso questo sito è possibile compilare il form di assistenza.

In ogni caso, si può contattare il numero verde dell'ONA e dell'Osservatorio Vittime del Dovere: 800 034 294.

Vittime del terrorismo: chi sono?

Le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata sono coloro che hanno subito delle infermità per effetto della condotta terroristica. In ogni caso, rientrano nella nozione di terrorismo:

  • azioni di eversione dell'ordine democratico;
  • atti di terrorismo e stragi di tale matrice;
  • atti di criminalità organizzata di tipo mafioso.

Le norme per la tutela delle vittime del terrorismo e dei loro superstiti

La prima norma che ha previsto il riconoscimento alle vittime del terrorismo di determinate prestazioni assistenziali è stata la L.466/1980, “Speciali elargizioni a favore di categorie di dipendenti pubblici e di cittadini vittime del dovere o di azioni terroristiche”. Successivamente, con L.302/1990, “Norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata”, sono stati previsti benefici economici e assistenziali anche in favore delle vittime della criminalità organizzata di stampo mafioso.

Nel corso degli anni, il Legislatore ha definito e ampliato la definizione di vittima del terrorismo. Con la legge n. 206/2004 ("norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi")sono stati riconosciuti ulteriori diritti. In particolare per coloro che sono stati vittime di eventi all’estero, con decorrenza dal 1961. Con la legge n. 222/2007, è stata introdotta la definizione di “terrorismo”. In ogni caso, la nozione di infermità non è circoscritta al solo pregiudizio organico, come dimostra la sentenza del Tribunale di Torino, Sez. Lav., n. 1267/2025, che rappresenta un precedente importante per il riconoscimento dei danni psichici indiretti nelle vittime del terrorismo e per l’interpretazione estensiva del concetto di “lesioni” nella normativa di settore. Si deve proprio all’avv. Ezio Bonanni questa interpretazione estensiva.

Le leggi in materia di tutela delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata

La L.302/1990 prevede che il riconoscimento di vittima del terrorismo e della criminalità organizzata spetta a tutti i cittadini, compresi gli appartenenti alle Forze Armate e Comparto Sicurezza, che abbiano subito un'invalidità permanente non inferiore a un quarto della capacità lavorativa. Queste lesioni devono però essere conseguenza di:

  • atti di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico, a condizione che il soggetto leso non abbia concorso alla commissione degli atti medesimi;
  • fatti delittuosi commessi per il perseguimento delle finalità delle associazioni (art. 416-bis del codice penale);
  • operazioni di prevenzione o repressione dei fatti delittuosi, a condizione che il soggetto leso sia del tutto estraneo alle attività criminose oggetto delle operazioni medesime;
  • assistenza prestata e legalmente richiesta a ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o ad autorità, ufficiali e agenti di pubblica sicurezza.

Nel dettaglio, per atti di terrorismo si intendono "azioni criminose compiute sul territorio nazionale in via ripetitiva, rivolte a soggetti indeterminati e poste in essere in luoghi pubblici o aperti al pubblico” ( art. 34, comma 3, L.222/2007). Invece le azioni di organizzazioni mafiose sono quelle compiute da una associazione che si avvale della forza intimidatoria del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà per commettere azioni illegali.

Gli obblighi di tutela delle vittime: la procedura amministrativa

Per poter far valere i tuoi diritti come cittadino se sei vittima del terrorismo e della criminalità, ti puoi rivolgere all'avv. Ezio Bonanni, il legale che dall'inizio degli anni '90 ha tutelato le vittime in ogni settore. Proprio approfondendo le responsabilità dello Stato italiano e dei Ministeri, ha difeso migliaia di vittime e i loro familiari, in circa 33 anni di esperienza professionale. Non solo vittime dell'amianto e dell'uranio impoverito, ma anche Carabinieri, Polizia ed altri servitori dello Stato, per la tutela dell'ordine pubblico.

In alcuni casi, sussistono delle precise responsabilità e obblighi risarcitori, ove lo Stato sia stato carente nella tutela dei cittadini, anche quelli non in divisa.

Vittime del terrorismo: classificazione e casistica

Nella maggior parte dei casi, le vittime sono magistrati, militari e comunque uomini in divisa, ma non sempre. Proprio il recente caso di Giuseppe Sardu e Ombretta Romanin, la cui storia ha avuto largo eco nella stampa nazionale e internazionale, dimostra che devono essere riconosciuti i diritti anche di coloro che non sono in divisa. Tra questi anche i cittadini italiani che hanno subito attentati all'estero, come il caso dell'attentato di Nizza del 14 luglio 2016 (Tribunale di Torino, Sez. Lav., sent. n. 1267/2025).

Procedura amministrativa: enti a cui presentare la domanda di riconoscimento

Proprio al fine di agevolare il riconoscimento delle vittime e dei propri familiari, lo studio legale dell'avv. Ezio Bonanni ha realizzato questa guida, mettendo a disposizione anche la sentenza del Tribunale di Torino. Tutti coloro che hanno subito delle lesioni, anche psicologiche, in seguito ad attività terroristiche e/o della criminalità organizzata, compresa quella mafiosa, hanno diritto al riconoscimento. In questo modo, a vedersi liquidate le prestazioni previdenziali.

Il primo step è il deposito della domanda amministrativa di riconoscimento di vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Quindi, si deve procedere prima al deposito della domanda amministrativa agli enti:

  • Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno per le vittime civili;
  • Ministero dell'Interno - Dipartimento di Pubblica Sicurezza per gli appartenenti alla Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Polizia penitenziaria, Polizie municipali e per tutti coloro che hanno prestato assistenza, su richiesta, alle Forze dell'Ordine;
  • Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa Civile del Ministero dell'Interno per i Vigili del fuoco;
  • Ministero della Giustizia per i magistrati, i giudici popolari e i dipendenti civili dell'amministrazione penitenziaria;
  • Ministero della Difesa per gli appartenenti alle Forze Armate.

La domanda per la concessione dei benefici economici deve essere indirizzata al Ministero di competenza e inoltrata tramite il Prefetto della provincia di residenza o del luogo dell'evento, oppure il Console del luogo di residenza, per coloro che risiedono all'estero.

Il Prefetto cura l'istruttoria delle domande volte a ottenere i benefici economici ma rilascia anche la certificazione attestante la condizione di caduto a causa di atti di terrorismo o di criminalità organizzata, necessaria per ottenere i benefici non economici.

Infine l’Ufficio V provvede al pagamento entro 90 giorni dal ricevimento del provvedimento autorizzativo da parte del Ministero competente.

Riconoscimento del diritto in caso di episodi di terrorismo e criminalità organizzata

Occorre preliminarmente osservare che la nozione ha subito nel tempo continui ampliamenti riprendendo anche le vittime della cosiddetta "Uno bianca" (1987-1994) e perfino i nostri militari all'estero.

Il 12 novembre 2003 un attentato kamikaze contro la base Maestrale a Nassiriya (Iraq) uccise 19 italiani (12 carabinieri, 5 soldati, 2 civili). Inizialmente non vi era chiarezza se trattare i caduti come “caduti in missione” o “vittime del terrorismo”. Con la legge 206/2004 e le successive modifiche, la normativa ha risposto alle esigenze di tutela delle vittime, comprese quelle di matrice terroristica internazionale e quindi ha assimilato i militari e civili colpiti in quelle circostanze alle vittime del terrorismo.

Rientrano nella tutela anche le vittime di mafia. Con questo termine intendiamo far riferimento anche alle vittime della Camorra e della 'Ndrangheta. Non si possono trascurare anche le altre organizzazioni, tra le quali la Sacra Corona Unita. L'avv. Ezio Bonanni ha sempre sostenuto che lo Stato ha un preciso obbligo di tutela della sicurezza dei suoi cittadini. In altri termini, nel caso in cui organizzazioni criminali occupano interi territori, anche con rischi ambientali che provocano epidemie, ovvero uccidono senza sostanziale interdizione, sussiste un obbligo di risarcimento danni.

Si deve riflettere, per esempio, sulla Terra dei Fuochi: le organizzazioni malavitose hanno potuto porre in essere le loro condotte senza una sostanziale interdizione. Molti cittadini, compresi bambini, sono deceduti per queste contaminazioni. Sono evidenti le precise responsabilità dello Stato e di tutte le istituzioni. Questo aspetto è centrale nell'azione dell'avv. Ezio Bonanni, che interpreta la funzione dell'avvocatura al servizio del cittadino.

Domanda vittime del terrorismo e mafia: chi ne ha diritto

L'istanza può essere presentata da coloro che hanno subito l'invalidità permanente o, in caso di decesso della vittima, dai superstiti. In caso di decesso, l’Ufficio V provvede alla liquidazione del rateo rimasto insoluto, secondo il seguente ordine (L.466/1980):

  • coniuge e figli a carico all'epoca dell'evento;
  • figli non a carico fiscale;
  • genitori;
  • fratelli e sorelle conviventi e a carico all'epoca dell'evento;
  • fratelli e sorelle non conviventi e non a carico;
  • soggetti né parenti, né affini né legati da rapporti di coniugio che risultino conviventi e a carico della persona deceduta nei 3 anni precedenti l'evento;
  • conviventi more uxorio.

Benefici vittime criminalità organizzata e terrorismo

Le vittime di terrorismo e criminalità organizzata e i familiari hanno diritto a determinate prestazioni. Tra i benefici pensionistici ci sono:

  • una tantum di due annualità del trattamento di pensione di reversibilità a favore dei familiari superstiti;
  • esenzione IRPEF sul trattamento speciale di reversibilità e sulle pensioni privilegiate dirette di prima categoria per i Grandi Invalidi;
  • indennità integrativa speciale;
  • aumento del 7,5% della retribuzione pensionabile ai fini del calcolo della pensione e del trattamento di fine rapporto (o equipollente);
  • aumento figurativo di dieci anni dei versamenti contributivi, validi per il calcolo della pensione e per il trattamento di fine rapporto;
  • pensione vitalizia pari all’ultima retribuzione interamente percepita per coloro che abbiano subito un’invalidità pari almeno all’80%;
  • pensione vitalizia pari all’ultima retribuzione interamente percepita per coloro che abbiano subito un'invalidità non inferiore a un quarto della capacità lavorativa e che abbiano proseguito l’attività sino al raggiungimento del periodo massimo pensionabile.

Inoltre ci sono i benefici assistenziali, come:

  • assunzione per chiamata diretta con precedenza assoluta rispetto a ogni altra categoria;
  • assunzione per chiamata diretta per i profili professionali del personale contrattualizzato del comparto Ministeri fino all'ottavo livello retributivo;
  • esenzione dal pagamento del ticket sanitario;
  • esenzione delle elargizioni dalle imposte e imposta di bollo;
  • accesso alle borse di studio;
  • assistenza psicologica;
  • rivalutazione delle percentuali di invalidità;
  • equiparazione ai grandi invalidi di guerra per le vittime con invalidità permanente pari almeno all’80%.

Infine si ha diritto alla speciale elargizione, che può arrivare fino a 200.000 euro, allo speciale assegno vitalizio di 1.033 euro mensili, annualmente perequati, e all'assegno vitalizio mensile di 500 euro, annualmente perequati.

I suddetti benefici sono cumulabili tra loro e con pensioni e stipendi ulteriori.

Vittime del dovere e vittime del terrorismo con gli stessi diritti

Le vittime del dovere e i loro equiparati sono molto spesso appartenenti alle Forze dell'Ordine che subiscono delle infermità. La distinzione è molto sottile. Nel caso di lesione conseguita nell'azione di tutela anti-crimine, se i responsabili non fossero classificati in organizzazioni terroristiche o mafiose, la tutela rientra nelle vittime del dovere. In questi casi, la tutela sarebbe quella dell'art. 1, comma 563 della L. 266/05.

Il confine, tuttavia, è ancora più labile, come il caso di un graduato dei Carabinieri per il quale l'avv. Ezio Bonanni, nel 2025, ha ottenuto il riconoscimento dei diritti. In quanto speronato, egli aveva ottenuto solo il riconoscimento di causa di servizio. Il Prefetto di Roma ha ritenuto che il graduato dei Carabinieri fosse vittima di un incidente stradale e non vittima del dovere. La Corte di Appello di Roma ha reso giustizia, accogliendo il ricorso dell'avv. Ezio Bonanni.

Queste decisioni sono molto importanti. Lo stesso avv. Ezio Bonanni è stato udito presso il Senato della Repubblica (I° Commissione Affari Costituzionali, 29 ottobre 2019). In quella sede, sono state evidenziate le criticità, non solo per alcuni minori diritti, ma anche per i superstiti. L'avv. Ezio Bonanni, nel corso della sua audizione si riferiva in particolare agli orfani non a carico, che più volte sono stati discriminati. Questo ha riguardato anche gli equiparati a vittime del dovere, tra cui le vittime dell'amianto. Per approfondire, leggi tutto su “Orfani delle vittime del dovere, dimenticati o discriminati?“.

equiparazione vittime del terrorismo

Medaglia d'oro per le vittime del terrorismo

Il Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'Interno, può conferire l'onorificenza di vittima del terrorismo, con la consegna di una medaglia d'oro. Ciò è stabilito dalla L.222/2007 e dal successivo decreto del Ministro dell'Interno del 6 maggio 2008.

Questa onorificenza può essere conferita ai cittadini italiani, agli appartenenti delle Forze dell'ordine, alla Magistratura e ad altri organi dello Stato, che per le loro idee e per il loro impegno morale siano stati colpiti dalla eversione armata.

Risarcimento vittime del terrorismo e criminalità organizzata

La sentenza del Tribunale di Torino e tutte le altre, che hanno messo in luce le inadempienze dello Stato, autorizzano alle azioni risarcitorie. Ricordiamo che in molti casi risultano anche delle omissioni, o comunque delle negligenze, imprudenze e imperizie degli apparati dello Stato. Anche per il caso dell'attentato di Nassiriya (Iraq, 12 novembre 2003), sono risultate queste inadempienze. L'obbligo dei comandanti militari è anche quello di proteggere gli uomini in missione. In quel caso, i carabinieri e gli altri uomini in missione non furono adeguatamente protetti. Ci sono state delle negligenze. Collocare i nostri uomini in prossimità del deposito delle munizioni, ha determinato delle conseguenze gravissime a Nassiriya che potevano e dovevano essere evitate. Questo deve essere di monito per il futuro. Anche quando i nostri militari sono impegnati in missioni devono essere adeguamente protetti.

Assistenza ONA e OVD per le vittime del terrorismo e della criminalità

L'Osservatorio Vittime del Dovere (OVD) è stato costituito da militari, che mantengono fede al loro giuramento per tenere in alto i valori del tricolore d'Italia. Quest'impegno è stato condiviso anche da ONA - Osservatorio Nazionale Amianto. Nel tempo, molti militari sono stati esposti ad amianto, anche nelle missioni all'estero. In molti casi, le esposizioni hanno riguardato anche l'uranio impoverito. Tra i deceduti anche molti uomini in divisa, carabinieri, finanzieri e altri militari dell'Esercito, dell'Aeronautica e della Marina.

Per questi motivi, senza alcun animo di polemica o di censura delle istituzioni democratiche, al fine di assecondare la giusta esigenza di tutela di chi ha dedicato la sua vita alla patria, l'avv. Ezio Bonanni ha difeso e difende questi cittadini. Lo spirito è quello che incarna il nostro senso di nazione e il tricolore. Il necessario rispetto per chi ha combattuto e combatte per la legalità e la giustizia. Intanto, debellare il fenomeno delle mafie è un preciso dovere di tutti i cittadini, oltreché dello Stato. Chi è vittima deve essere riconosciuto come tale. Pertanto, se ci sono delle segnalazioni di casi, quali essi che siano, anche quelli di inquinamento, come nella Terra dei Fuochi, il tutto può essere segnalato all'Osservatorio Vittime del Dovere e all'ONA.

Particolare tutela dev'essere riconosciuta ai testimoni di giustizia. Massimo riconoscimento a chi si è sacrificato per il bene di tutti gli italiani. Ci riferiamo a Piersanti Mattarella, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rocco Chinnici, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, agli uomini della scorta e a tanti altri. Questi nostri fratelli concittadini hanno onorato l'Italia e li dobbiamo ricordare e onorare. Non possono essere dimenticati i giornalisti uccisi, come Mauro De Mauro, Impastato Peppino ed altri. Per questi motivi, coerentemente con i moniti del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e l'impegno delle due associazioni e del suo presidente avv. Ezio Bonanni, è necessario l'impegno comune anche per proteggere i nostri uomini in divisa. Non solo, occorre tutelare anche i semplici cittadini che sono vittime. Siamo quindi tutti insieme impegnati.

Puoi rivolgerti alle due associazioni chiamando il numero verde 800 034 294 o compilando il form sottostante.

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