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Published: Febbraio 2, 2023

Cellule del mesotelioma: sopravvivere ai trattamenti 

Come si comportano le cellule del mesotelioma per sopravvivere ai trattamenti oncologici? Uno studio fornisce delle spiegazioni a riguardo.

Cellule “intelligenti” del mesotelioma

Il mesotelioma maligno è un tumore raro che ha origine da una cellula del mesotelio, lo strato di cellule squamose che riveste diversi organi interni. A seconda della morfologia delle cellule tumorali si classifica in epitelioide, sarcomatoide o fibroso.

In base invece alla localizzazione esistono invece quattro tipi di mesotelioma: pleurico, peritoneale, pericardico e della tunica vaginale del testicolo.

Cause dell'insorgenza del mesotelioma

Questa neoplasia scaturisce dall’esposizione alle minuscole particelle di amianto sospese nell’aria, più piccole di un capelli.

Se inalate o ingerite, si annidano nelle cavità degli organi, le cellule si moltiplicano velocemente provocando danni a livello del DNA. Trattamenti inefficaci: tutta colpa delle cellule “intelligenti”.

Nessun trattamento terapeutico salvifico

Ad oggi, non esiste un trattamento “salvifico” per questa forma di cancro. Ciò si deve alla cosiddetta ”intelligenza” delle cellule, che, stando a un nuovo studio, potrebbero essere in grado di ridimensionarsi in risposta ai farmaci antitumorali. È questa caratteristica a rendere il mesotelioma particolarmente resistente alle cure. A sostenerlo, i ricercatori dell'Institute of Cancer Research di Londra.

La risposta delle cellule del mesotelioma

Nel tentativo di identificare come le cellule tumorali si proteggono dalla chemioterapia e da altri protocolli, il team londinese ha scoperto che le cellule tumorali possono ridursi o sovradimensionarsi in risposta a tali trattamenti.

Identificati i responsabili delle mutazioni

A dire il vero, gli scienziati non hanno esaminato specificamente le cellule del mesotelioma.
Hanno analizzato i cambiamenti nelle cellule tumorali della pelle, scoprendo i responsabili del meccanismo: le mutazioni del gene BRAF (V6000), tipiche del carcinoma papillare della tiroide o mutazioni NRAS (tipiche del melanoma). Entrambe sono state identificate in pazienti affetti da mesotelioma maligno.

Capire le cellule per differenziare i trattamenti

Le differenze di dimensioni e forma delle cellule possono fornire utili informazioni su come i pazienti sono in grado di rispondere ai trattamenti del cancro. Ogni cellula del mesotelioma si comporta infatti in modo diverso, a seconda della grandezza e della forma.

Le cellule tumorali MUTanti BRAF- sono molto piccole, le cellule tumorali MUTanti NRAS sono mediamente grandi, le cellule NRAS, resistenti ai farmaci, sono ancora più grandi.

La scoperta può aiutare i medici a “cucire” delle opzioni terapeutiche personalizzate per ogni singolo paziente. In che modo?

Comportamenti diversi delle cellule del mesotelioma

Vediamo come si comportano le cellule tumorali.

  • Cellule MUTanti BRAF: gli alti livelli di proteine che riparano il DNA di queste piccole cellule, le proteggono dai danni del DNA causati dalla chemioterapia. Sono tuttavia vulnerabili agli inibitori del PARP che bloccano queste proteine, causando la morte delle cellule tumorali.
  • Cellule tumorali MUTanti NRAS (più grandi): non riparano i danni causati dalla chemioterapia, ma possono contenerli.

Secondo gli scienziati, è proprio la grandezza di queste cellule a renderle vulnerabili a trattamenti come l’immunoterapia. Ciò accade perché il trattamento percepisce le cellule più grandi come “aliene”.

I pareri degli studiosi sulle cellule del mesotelioma

In riferimento allo studio in oggetto, Chris Bakal, professore di morfologia del cancro, ha dichiarato:

«Pensiamo che la nostra ricerca abbia un reale potenziale diagnostico. Guardando le dimensioni delle cellule, i patologi potrebbero prevedere se un farmaco funzionerà o se le cellule saranno resistenti. In futuro, potrebbe anche essere possibile utilizzare l'IA per aiutare a guidare il patologo, facendo una rapida valutazione delle dimensioni delle cellule e quindi dei trattamenti che hanno maggiori probabilità di funzionare».

«Speriamo anche che la nostra scoperta porti a nuove strategie di trattamento, ad esempio la creazione di farmaci per colpire le proteine che regolano le dimensioni delle cellule».

ONA-Osservatorio Nazionale Amianto sulla nuova scoperta

L’ONA, presieduta dal presidente avv. Ezio Bonanni, sostiene la ricerca a qualsiasi livello. Confidiamo nella professionalità degli esperti e nella loro capacità di sviluppare nuovi trattamenti per il mesotelioma e per le altre patologie asbesto correlate.

La scienza tuttavia non basta. L’amianto, nonostante la sua messa la bando con la legge 257/92, continua a provocare dolore e sofferenza. Secondo le stime, in ribasso, ogni anno muoiono 43.000 persone, a causa del killer silente.

L’unico modo per evitare questa ecatombe sociale consiste nella prevenzione primaria (evitare ogni esposizione), nella rimozione sicura e nella bonifica delle aeree in cui è ancora presente il minerale.

Fonti

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