Indennizzo INAIL: tutela legale e assistenza

L'indennizzo INAIL, è una prestazione economica, che viene erogata in caso di menomazione dell'integrità psicofisica compresa tra il 6% ed il 100%.

L'indennizzo INAIL malattia professionale

L' indennizzo viene erogato facendo riferimento alla : “Tabella indennizzo danno biologico in capitale” di cui al d.m. 12 luglio 2000, in un' unica soluzione. La liquidazione rendita INAIL in un'unica soluzione è in funzione dell’età, del genere e del grado di menomazione.

Modalità di erogazione del servizio dell'indennizzo INAIL

In seguito all'accertamento del grado di menomazione, la sede competente provvede all'erogazione dell'indennizzo, secondo le seguenti opzioni:

  • accredito su conto corrente bancario o postale;
  • accredito su libretto di deposito nominativo bancario, o su carta prepagata dotata di codice Iban;
  • per importi non superiori a 1.000,00 euro, con vaglia postale non trasferibile intestato all’assistito o con pagamento in contanti localizzato presso sportello bancario o postale.

La rivalutazione del danno biologico indennizzo INAIL

Prima della normativa più recente del 2016, con due distinti decreti ministeriali, si era proceduto alla “Rivalutazione del danno biologico”: 

  • il decreto ministeriale del 27 marzo 2009: ha previsto un aumento, in via straordinaria, nella misura dell’8,68% degli indennizzi in capitale e in rendita dell’INAIL a titolo di rivalutazione del danno biologico. L’aumento si applica agli indennizzi in capitale liquidati a decorrere dal 1° gennaio 2008 nonché ai ratei di rendita maturati dalla stessa data;
  • Il decreto interministeriale del 14 febbraio 2014: ha disposto, a decorrere dall’1 gennaio  2014 (ratei di rendita maturati e gli indennizzi in capitale liquidati dal 1° gennaio 2014), l’aumento nella misura del 7,57% delle indennità dovute dall’Inail ai sensi della Tabella indennizzo danno biologico INAIL di cui al decreto lgs. 38/2000 (rivalutazione danno biologico INAIL 2014)

Legge di stabilità 2016

La legge di stabilità 2016 ha disposto che, con effetto dall'anno 2016, a decorrere dal 1º luglio di ciascun anno, gli importi degli indennizzi del danno biologico erogati dall'INAIL ai sensi dell'articolo 13 del D. Lgs. n. 38/2000 sono rivalutati, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, su proposta del Presidente dell'INAIL, sulla base della variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertata dall'Istituto nazionale di statistica rispetto all'anno precedente (rivalutazione rendite INAIL 2016).
 
Gli incrementi annuali si aggiungono a quello complessivo del 16,25%, derivante dalla somma delle percentuali dei due aumenti straordinari erogati negli anni precedenti, e si applicano agli indennizzi dovuti dall'INAIL ai sensi delle Tabelle indennizzo danno biologico INAIL del decreto ministeriale 12 luglio 2000 (Circolare 49/2016).

L'indennizzo INAIL nei casi di richiesta di aggravamento

Nel caso in cui, venga rilevato un peggioramento della malattia, superiore al 15% , una volta riconosciuto comporta l’erogazione della rendita (l’aggravamento può comportare l’adeguamento del precedente indennizzo in capitale, ma soltanto una volta).

Nell'eventualità che non sia ancora possibile dimostrare in via definitiva il grado di menomazione, al ricevimento del certificato medico, che attesta la cessazione dell’inabilità temporanea assoluta, si può comunque procedere alla liquidazione di un indennizzo provvisorio in capitale, presumendo che la menomazione non superi il 15%.

L'erogazione della liquidazione definitiva, non dovrà avvenire prima dei sei mesi e non oltre un anno dal ricevimento del certificato medico, e non potrà essere inferiore al capitale liquidato provvisoriamente.

La procedura indennizzo INAIL nei casi di menomazioni preesistenti

Nel caso in cui l’assicurato, già affetto da menomazioni rientranti nella disciplina del danno biologico, subisca un nuovo evento lesivo, si effettua una valutazione complessiva delle lesioni, secondo i criteri di applicazione della tabella indennizzo INAIL.

L'importo dedotto, è decurtato dell'importo dell'eventuale indennizzo in capitale già corrisposto e non recuperato.

Menomazioni preesistenti di origine lavorativa e non

A seconda della natura delle lesioni preesistenti, l'assicurato

  • Nel caso in cui le menomazioni preesistenti al nuovo evento lesivo, derivino da fatti estranei al lavoro, esse assumono rilevanza solo se concorrenti ed aggravanti la menomazione di origine lavorativa;
  • Nel caso in cui le menomazioni preesistenti siano di origine lavorativa ricadenti nella precedente disciplina del Testo Unico, se sono indennizzate in rendita, il grado di menomazione conseguente al nuovo infortunio o alla nuova malattia professionale viene valutato senza tenere conto delle preesistenze.

In questo caso, l’assicurato, oltre alla rendita spettante ai sensi della nuova disciplina, continuerà a percepire quella spettante ai sensi della precedente normativa. Se le lesioni preesistenti non sono indennizzate in rendita, assumono rilevanza solo se concorrenti e aggravanti le menomazioni derivanti dal nuovo evento lesivo.

In caso di decesso

Nel caso in cui l'assicurato venga a mancare prima che gli sia stato corrisposto l’indennizzo in capitale, l’indennizzo in capitale è dovuto in misura proporzionale al periodo di tempo tra la data di cessazione del periodo di inabilità temporanea assoluta e la morte.

Rendita di passaggio per silicosi e asbestosi

Nel caso in cui il lavoratore, abbandoni la sede lavorativa, considerata nociva per l'esposizione a sostanze cancerogene, quali asbesto, siliconi etc. ha diritto all'erogazione di una rendita rientrante nelle menomazioni dell'integrità psicofisica non superiori al 60%.

Tale rendita viene calcolata secondo le Tabelle allegate al Testo Unico, per inabilità non superiore all’80% e corrisposta per un anno al lavoratore.

Secondo rendita INAIL tabelle, il calcolo corrisponde ai 2/3 della retribuzione media giornaliera, percepita nei 30 giorni precedenti l’abbandono della lavorazione nociva.
In caso di occupazione in lavorazione diversa l’importo è pari ai 2/3 della differenza tra la retribuzione media giornaliera percepita nei 30 giorni precedenti l’abbandono della lavorazione, e quella percepita per la nuova lavorazione.

La documentazione richiesta

Per presentare la richiesta all'INAIL, Il lavoratore ha a disposizione un periodo di 180 giorni dalla data di abbandono della lavorazione nociva, e deve esibire come documentazione :

  • la dichiarazione del datore di lavoro che attesti l’abbandono della lavorazione;
  • la misura dell’ultima retribuzione;
  • certificato medico da cui risulti che il lavoratore ha abbandonato la lavorazione nociva per evitare l’aggravamento della malattia.

La rendita di passaggio può essere riconosciuta una seconda volta, sempre per la durata di un anno, entro il termine di 10 anni dalla cessazione della prima, a condizione che la nuova lavorazione risulti comunque dannosa.

La rendita prevista per i familiari delle vittime

Nel caso di decesso del lavoratore dovuto alla malattia professionale hanno diritto alla rendita i famigliari superstiti: coniuge o unito civilmente, figli legittimi, naturali, riconosciuti o riconoscibili o adottivi (fino al 18° anno di età non hanno bisogno di requisiti, fino al 21° anno di età se frequentano scuola media superiore o professionale, vivenza a carico e assenza di lavoro retribuito, fino al 26° anno di età, frequenza di corso normale di laurea, vivenza a carico e assenza di lavoro retribuito) ed in mancanza di coniuge e figli, i genitori naturali o adottivi, fratelli e sorelle (se vivono a carico o in convivenza).

La rendita viene calcolata rispetto alla retribuzione annua del lavoratore deceduto, in percentuale (50% al coniuge/unito civilmente; 20% a ciascun figlio; 40% a ciascun figlio orfano di entrambi i genitori; 40% a ciascun figlio naturale riconosciuto o riconoscibile. In mancanza di coniuge e figli 20% a ciascun genitore naturale o adottivo; 20% a ciascuno dei fratelli e delle sorelle). La somma delle quote di rendita che spettano ai superstiti non può superare il 100% della retribuzione. 

Assegno funerario come indennizzo INAIL

E' un assegno del quale hanno diritto, i famigliari superstiti dei lavoratori deceduti a causa di malattia professionale, e chiunque dimostri di averne sostenuto le spese funerarie.

L’assegno viene rivalutato annualmente, a decorrere dal 1° luglio di ogni anno, con apposito decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero della salute, sulla base della variazione effettiva dei prezzi al consumo. Dal 1° luglio 2017 l’importo è di euro 2.136,50.

Assegno per assistenza personale continuativa

Questa tipologia di assegno, viene erogata per inabilità permanente non inferiore al 65% e, per gli eventi a decorrere dal 1° gennaio 2007, per le menomazioni elencate nelle tabelle indennizzo INAIL (tabella delle menomazioni INAIL).

Hanno diritto a beneficiare della prestazione coniuge e figli a condizione che non percepiscano rendite, prestazioni economiche previdenziali o altri redditi (escluso il reddito della casa di abitazione) di importo pari o superiore a quello dell’assegno speciale.

La somma totale degli assegni che spettano ai superstiti non può superare l’importo della rendita diretta.

In caso contrario gli assegni vengono proporzionalmente adeguati. Nel caso di redditi di importo inferiore all’assegno, l’Inail corrisponde la differenza fra l’importo dei redditi e l’importo inizialmente calcolato.

Prestazione ai marittimi dichiarati temporaneamente inidonei alla navigazione

Questo indennizzo, viene erogato per sopperire alla mancata retribuzione dei lavoratori marittimi appartenenti alla I e II categoria della gente di mare, dichiarati inidonei alla navigazione a seguito di infortunio sul lavoro o malattia professionale.

L’indennità viene erogata per un periodo massimo di un anno, ed è soggetta a tassazione Irpef.

La trattenuta viene effettuata dall’Inail che rilascia all’assicurato la relativa certificazione fiscale.

Dal 1° gennaio 2014 l’Inps, ha modificato le condizioni che permettono di accedere a tale prestazione, concedendola limitatamente ai marittimi che sono dichiarati temporaneamente non idonei alla navigazione al termine di un periodo di assistenza indennizzata per inabilità temporanea al lavoro da malattia non professionale, comune o fondamentale.

L'inabilità, viene attestata in seguito alla visita operata della Commissione medica permanente di I grado (costituita presso ciascuna Capitaneria di porto).

Prestazione aggiuntiva alla rendita per le vittime dell’amianto

Il Fondo Vittime Amianto si configura come una prestazione aggiuntiva, istituita presso l'INAIL, a favore delle vittime delle patologie asbesto correlate.

Viene finanziata per tre quarti dal bilancio dello Stato, e per un quarto dalle imprese, ed erogata mediante due acconti e un conguaglio.

Può beneficiarne, non solo chi ha contratto una patologia amianto correlata,ma anche coloro i quali siano già titolari di rendita INAIL,o in caso di morte, gli eredi titolari di rendita a superstiti.

Nel caso in cui, pur essendo titolare di diritto, la prestazione non venga ancora erogata, oppure in misura errata, si può effettuare un ricorso all'INAIL secondo la disciplina prevista dagli articoli 104 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.

Prestazione per le vittime dell’amianto a favore degli eredi

I famigliari delle vittime amianto, che hanno svolto operazioni portuali (ad es: trasporto, deposito e scarico merci etc.) vengono tutelati, attraverso un apposito Fondo, che prevede il pagamento in favore dei beneficiari della somma accertata per il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale così come liquidato con sentenza esecutiva o con verbale di conciliazione.

Questa prestazione non è soggetta a tassazione Irpef, cumulabile con altri benefici previsti dall’ordinamento.

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