Danni amianto e riconoscimento vittime del dovere

Anche il personale civile e militare delle Forze Armate ha diritto al riconoscimento di vittima del dovere, nei casi di infortunio.

Lo Studio Legale dell'avv. Ezio Bonanni è specializzato nella tutela legale delle vittime del dovere e dei loro familiari.

I danni causati dall'amianto

E' ormai appurata la pericolosità delle fibre di amianto, una miscela di minerali cancerogeni, in grado di provocare neoplasie e altre gravi patologie, responsabili di più di 107.000 decessi nel mondo (solo nel 2017). 

Non esiste una soglia espositiva al di sotto della quale la concentrazione di fibre di amianto nell’aria non sia rischiosa per la salute, anche se ovviamente un esposizione prolungata nel tempo, aumenta le probabilità di contrarre patologie asbesto correlate.

L'asbesto provoca infatti :

  • infiammazione: asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici;
  • malattie oncologiche: mesotelioma della pleura, del pericardio, del peritoneo, della tunica vaginale e del testicolo;
  • tumore del: polmone;
  • tumori multifattoriali: della laringe, della faringe, dello stomaco causati sia dall'esposizione ad amianto che ad altre sostanze cancerogene.

Chiunque abbia contratto patologie asbesto correlate, può rivolgersi all’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto per richiedere una consulenza legale, informazioni in merito ai danni provocati dall'amianto, ed i risarcimenti previsti, e la tutela legale e medica nella battaglia contro l'amianto.

La legge n. 257 del 1992 sull'amianto

L’ormai accertata nocività per la salute dell’asbesto, ne ha determinato il divieto di utilizzo e produzione in Italia e in molte altre nazioni.

La legge n. 257 del 1992, funge da norma quadro in tema d'amianto, ha istituito la Commissione nazionale amianto, prevede disposizioni specifiche per il controllo delle imprese interessate alle attività di lavorazione, manutenzione, bonifica e smaltimento dell'asbesto.

Stabilisce che ogni Regione approvi un Piano regionale di protezione dell'ambiente, di decontaminazione, smaltimento e rimozione, e che ogni ditta incaricata di svolgere questi compiti sia iscritta all'albo delle imprese esercenti servizi di smaltimento rifiuti.

Stabilisce inoltre che, i proprietari degli immobili debbano notificare alle USL la presenza d'amianto in matrice friabile.

Prevenzione danni amianto

La principale forma di prevenzione, consiste nell'evitare qualunque tipo di esposizione ad amianto,in modo da evitare la possibile insorgenza di malattie da amianto, ovvero i danni alla salute che le fibre sono in grado di provocare, dopo essere state inalate ed ingerite.

L'unico strumento pratico, di prevenzione, è la bonifica, ovvero la rimozione dei materiali contenenti asbesto.

In alternativa, in alcuni casi, quando lo stato del manufatto di amianto non è ancora allo stato friabile, è possibile agire mediante la pratica dell'incapsulamento.

Una particolare tecnica, che prevede l'utilizzo di vernici specifiche, in grado di bloccare per un lasso relativamente lungo di tempo, il rilascio di fibre da parte del sedimento e/o manufatto.

in Italia, ancora più di 40 milioni di tonnellate di materiali contengono amianto.

L'Avv. Ezio Bonanni ha elaborato una proposta di legge per attribuire un credito di imposta pari al 50% per i produttori di reddito e 75% per i privati, per le spese di bonifica. Per approfondire: 

Casi in cui è possibile richiedere il risarcimento dei danni amianto

  • Malattia asbesto-correlata: mesotelioma pleurico, carcinoma polmonare, asbestosi, placche pleuriche, tumore della laringe e dell’ovaio, etc.;
  • Decesso conseguente delle suddette patologie;
  • Esposizione all’amianto: in questo caso potrà essere richiesto il risarcimento del solo danno morale cd. da timor panico da coloro che pur non avendo sviluppato patologie, tuttavia temono di potersi ammalare a causa del rischio dovuto all’esposizione all’amianto.

Chi può chiedere il risarcimento danni amianto

  • Il lavoratore o il soggetto che ha contratto la patologia: tutti coloro i quali hanno lavorato a contatto con l’amianto, ed anche i familiari che si prendevano cura di lavare gli indumenti da lavoro, rientrano in questa casistica;
  • I famigliari superstiti del lavoratore deceduto: il risarcimento danni da amianto in caso di decesso, si trasferisce ai suoi eredi legittimi;
  • I prossimi congiunti del lavoratore o del soggetto malato o deceduto a causa dell’amianto: tutti i congiunti, eredi o non eredi, hanno diritto al risarcimento danni da amianto direttamente subiti in conseguenza del decesso o della malattia del loro caro. Rientrano in questa categoria il coniuge, i genitori, i figli, i fratelli ed i nipoti, conviventi o meno.

Risarcimento danni amianto nei casi di malattia asbesto correlata

Il risarcimento danni è un diritto di chi ha sviluppato una patologia conseguente all’esposizione all’amianto, dei familiari di coloro che hanno subito le gravi conseguenze delle patologie asbesto-correlate o dell'esposizione ad amianto.

il diritto al risarcimento, nei casi di malattia professionale può essere fatto valere nei confronti del datore di lavoro in ogni caso in cui l’insorgenza sia correlata all'esposizione subita durante l'attività lavorativa.

Tale diritto è tutelabile indipendentemente dal fatto che al soggetto sia stato riconosciuto o meno un indennizzo dall’INAIL.

I benefici amianto riconosciuti dalla legge n. 257 del 1992

La legge n. 257 del 1992 determina i benefici riconosciuti ai lavoratori esposti all’amianto.

In tal senso, in caso di riconoscimento di malattia professionale asbesto, al di là del grado invalidante, fosse anche inferiore al 6% , la vittima ha diritto a fare domanda all'INPS per l'accredito dei benefici contributivi.

Nello specifico, introduce una rivalutazione contributiva del 50% ai fini pensionistici per i periodi lavorativi che prevedono un’esposizione al minerale nocivo. Ad esempio chi ha lavorato 10 anni in esposizione amianto, può ottenere un prenpensionamento di 5 anni.

Stabilisce inoltre che la persona lesa ha diritto ed ha interesse a chiedere anche un risarcimento, definito danno differenziale, costituito dalla differenza tra il danno complessivo subito dalla vittima cui viene detratto l'eventuale indennizzo del solo danno biologico erogato dall'INAIL.

Prepensionamento amianto

L'art.1 commi 250 bis e 250 ter della L.n.232 del 2016, ha esteso la categoria di malattie asbesto correlate, che hanno diritto alla misura del prepensionamento, chiamato in questo caso " pensione inabilità amianto".

Nel caso, invece, di insorgenza di patologia asbesto correlata, il prepensionamento per amianto deve essere richiesto con l'art. 13, comma 7, L. 257/92, che dà diritto alla valutazione danni subiti e alla rivalutazione dell'intero periodo contributivo, con il coefficiente 1,5, (punteggio inail malattia professionale) utile a maturare anticipatamente il diritto ad accedere all'amianto pensione, ovvero ad ottenere un più elevato importo a titolo di prestazioni pensionistiche (pensioni amianto e pensione per malattia professionale).

Termini per richiedere il risarcimento dei danni asbesto-correlati

La procedura per richiedere i danni per esposizione professionale all'amianto, prevede che il termine di prescrizione coincida con quello dell’illecito contrattuale ed è perciò di 10 anni dalla conoscenza del nesso tra il danno subito e il contatto con l’amianto.

Nel caso, invece, di richiesta danni per esposizione all’amianto extra lavorativa (esposizione ambientale o domestica) normalmente il termine di prescrizione è di 5 anni dal verificarsi dell’evento che ha determinato l’insorgere della malattia o causato il decesso del congiunto ma, sussistendo il reato, la prescrizione può essere quella più lunga prevista per il reato stesso che può variare, a seconda dell’epoca in cui il decesso è avvenuto, tra i 10 e i 14 anni.

I danni per ritardo nella sorveglianza sanitaria

Chi si trova a stretto contatto con l'amianto, sia che si tratti dell'ambito lavorativo, che della vicinanza con un sedimento o manufatto di asbesto, deve sottoporsi necessariamente a sorveglianza sanitaria.

Lo scopo di questa pratica medica,è quella di effettuare una diagnosi precoce fondamentale per il contrasto dell’insorgenza della malattia; mentre chi invece ha già contratto una patologia deve sottoporsi alle opportune terapie adottate dalla scienza oncologica.

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